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giovedì 9 ottobre 2025

 >DigOnDay<
Anima
Un raggio di luna illumina la boscaglia dei miei pensieri; spesso ho timore di guardarvi dentro, ma non ora.
Scruto curioso l’alternanza del mio essere dicotomico, il balletto yin/yang che permea l’Universo non ha eccezione che mi riguardi, quindi mi lascio catturare da questo ipnotico rimbalzo, ritmico, lento, come un cuore che batte, come un corpo che respira, come un Soffio possente, ma impercettibile, che espande in me.
Lascio che questa forza primigenia afferri il mio corpo e mi faccia suo; le parole di Bharata accarezzano i miei sensi e segnano il cammino, Roberto mi sfiora e lo sento vicino; mi trovo ad espirare lasciando cadere radici nell’oblio profondo della mia essenza, mi sento inspirare lanciando rami nell’infinito cielo fuori e dentro di me.
Un Albero. L’Osteopatia Biodinamica è un Albero.
Presenza
I sorrisi sono porte.
Specchio i miei occhi nei suoi e mi perdo nel suo sorriso. Semplicemente saperla qui mi conforta e libera l’ingresso ai labirintici sentieri della mia coscienza; lascio che la mia porzione più istintuale possa fare capolino e, seduto in cerchio, fianco a fianco con chi condivide un mio sentire, posso diventare parte di qualcosa di antico, di Sacro. Divento una goccia, in un mare di gocce. Divento un fiore di un magnifico giardino. Divento la Vita che scorre da cuore a cuore, in un istante infinito, che è già passato.
Sono lì.
Siamo lì. 
Un disegno. L’Osteopatia Biodinamica è un disegno.
Silenzio 
Quando appoggio le mani cado in un anfratto silenzioso.
La tentazione di perdermi lambisce i miei confini, l’Ego sussurra mellifluo disturbi al mio Riposo. 
Rimango al centro, nel cerchio, con i miei compagni. Una Comunità al Servizio.
Osservo il fuoco della Cura compiere il suo lavoro: un attimo di immobilità prima che la danza terapeutica delle forze di autoguarigione inizi a manifestarsi; immobile.
Il Silenzio non è assenza di pensieri, è lo spazio tra i pensieri.
Il Silenzio non è assenza di parole, è lo spazio tra le parole.
Il Silenzio non è assenza di rumori, è lo spazio tra i rumori.
Il Silenzio è una linea mediana attraverso la bontà creativa e fondamentale di Spiriti affini che, pur lasciando ognuno impronte differenti, camminano insieme sullo stesso Dō, sulla stessa Via di realizzazione; per il bene proprio, per il bene comune, Universale.
La trasmissione di tutto ciò è tradizionalmente orale, da Maestro ad allievo, la particolarità è che non sono necessarie parole.
È sufficiente esserci; è sufficiente essere. 
In Silenzio.
Spazio. L’Osteopatia Biodinamica è uno spazio.
Anima, Presenza, Silenzio. Questi tre momenti di annichilente energia, sono il lascito del mio DigOn Day, un elegante Vuoto dove gli abbracci sono cercati e sinceri, dove le emozioni cavalcano in praterie sconfinate, dove il brusio di fondo si attenua al punto che riesci a sentire il tuo battito, il tuo respiro, il tuo Amore, ovunque esso sia diretto.
Grazie.
A presto.
L’Osteopatia Biodinamica è un Albero Disegnato nello Spazio.
Fede
“All’interno di questa Vacuità, una sol
ida roccia è Vacuità” (Dōgen)

L'immagine è tratta da https://tg24.sky.it/scienze/2023/12/21/albero-natale-spazio-nasa


sabato 21 dicembre 2024

CHE NON SO SPIEGARE

 >CHE NON SO SPIEGARE<

 

Ogni trattamento ha una storia da raccontare.
Spesso frammenti di vita si pongono tra le mani e l’esercizio è cercare di ricomporre almeno in parte, assemblare come tessere di un puzzle e rendere fluido un racconto balbettante, focalizzato solitamente su un “dolore” o su una "ipofunzionalità”, cercando di cogliere nei silenzi, nelle pause, nei movimenti lenti e appena accennati un filo conduttore. Una storia, appunto.
Questo è il Cuore del trattamento, uno spazio privo di ego, uno spazio che diventa una vera e propria apertura all’altro.
Le storie sono quasi sempre molto diverse e molto lontane dal “dolore” o dalla “ipofunzionalità”, ma rappresentano il luogo dove cercare, la strada verso una “causa”, la serratura giusta proprio per la chiave che tieni in mano.
A volte questa chiave apre porte inaspettate e, dirompenti come mare in tempesta, le storie escono dai loro argini e ti travolgono: “Sto piangendo e non so il perché, ma sto provando una sensazione di benessere così profonda che, che non so spiegare”.
Fede

L'immagine mi appartiene

mercoledì 13 marzo 2024

WHOLENESS

 >WHOLENESS<

La luce soffusa allunga le ombre. Ho smarrito ogni cognizione del tempo, ridotto ormai a poco più di una sensazione impalpabile, così come le pareti dello studio, sempre più spalancate verso un orizzonte dai contorni sfumati.

Potrei non sapere precisamente dove poggiano le mie mani: sfiorano trasparenti le spalle o abbracciano una nuvola liquida che si muove lenta?
Non mi pongo il problema, continuo un lento salmodiare di parole cariche di significato, e proseguo sul mio cammino teso a porre distanza, ma presenza, a lasciare fare pur accompagnando con delicato rispetto.
Non cerco sintomi, cause, primarietà o quant' altro, bensì aspetto l’ingaggio di un processo terapeutico del quale posso essere esclusivamente osservatore privilegiato; un atto compiuto dal tutto che ci circonda verso la totalità che ci permea.
Il neutro che si respira è poderoso e spinge la mente, solitamente curiosa e intraprendente, verso uno stato di solida quiete.
Non faccio nulla eppure tutto accade.
E poi finisce.
Respiro.
Il mare è intorno a noi e ci attraversa.
Cos' è l'Osteopatia? L'Osteopatia è un albero.
Fede
“Al limite del proprio confine è la Salute. Andate a conoscerla.
Come?
Amate qualcosa con innocenza.
Una cosa … ed aprirà una porta che avete chiuso”. (J.Jealous)
 
L'immagine rappresenta il mio studio e mi appartiene

giovedì 15 febbraio 2024

GUARIGIONE

 

>GUARIGIONE<
 
 
Quando inizio un trattamento (considero in questo termine tutto ciò che mi compete, dall'osteopatia biodinamica, all’attività motoria, alla mindfulness) non ho mai un obiettivo; e nemmeno aspettative.
Ho solo la consapevolezza di apprestarmi ad assistere a “qualcosa”.
Aspetto.
Aspetto senza giudizio.
Aspetto ancora un po'.
Poi “qualcosa” arriva e permette di spostarmi e accompagnare, con la mia presenza invisibile e tutto sommato ininfluente, una forza sovrannaturale, primordiale e possente che inizia a fare quello di cui c’è bisogno, nel posto del bisogno. Inizia a "guarire".
Guarigione intesa, sia come atto del guarire sia, da un punto di vista alchemico oltre che etimologico, come riflessione profonda; parola derivata dall’antico germanico, ma con origini celtiche, "warjan", dove war = osservare e jan = dono divino.
Sono uno spettatore privilegiato di un meccanismo antico quanto il mondo, o forse di più, che scavalca prepotentemente “il sintomo” o l'anatomia e la fisiologia ad esso correlate (pur riconoscendone l’importanza), spalancando le porte ad altre “energie”, direttamente collegate alla Salute,sempre presenti, ma che spesso dimentichiamo di vedere e sentire.
“Wow, non so cosa, ma qualcosa è successo. Qualcosa di grande” … di solito è questo ciò che sento dire alla fine del trattamento o nei gironi successivi.
Si, la Salute è qualcosa di grande.
Fede
 
L'immagine è tratta da: https://www.mondadoristore.it modificata

giovedì 2 novembre 2023

VOID

 >VOID<

Il processo terapeutico passa dal Vuoto.

Cos' è l'Osteopatia?

L'attenzione è rivolta lontano, i pensieri cessano il loro frastuono e il Silenzio può così disegnare i confini dell'Infinito, del Divino, dell'atto Amorevole che si sta compiendo.

"Tutti gli aspetti della realtà visibile equivalgono al vuoto (nulla). Il vuoto (nulla) è l'origine di tutta la realtà" (G.Funakoshi).

La Quiete si espande ed assume la forma di un Oceano scuro, profondo, immobile, ma rigoglioso di vita pulsante che, possente, manifesta la propria presenza senza darla a vedere, non, quindi, come ci si potrebbe aspettare, in un atto di clamorosa esaltazione, bensì in un interminabile istante di assenza assoluta: eterno, senza tempo, senza nome.

Il Vuoto diventa così il Tutto e il Tutto ritorna ad essere il Vuoto.

Solo a quel punto la guarigione può compiersi, in qualunque forma decida di farlo.

Cos' è l'Osteopatia?

L'Osteopatia è un Albero.

Fede

"1 Novembre - L'evolversi dei cambiamenti terapeutici deve adattarsi al tempo del tutto, poiché esso è già in atto prima che il trattamento inizi" (J.Jealous)

La foto rappresenta la spiaggia di Finale Ligure e mi appartiene 

mercoledì 25 ottobre 2023

ART OF WAITING

 >Art of Waiting<


Sono seduto ed aspetto.

Non ho fretta, mi godo il privilegiato punto di osservazione e di Silenzio.

Tempo.

Arriva. Non ho parole per descriverlo, una specie di brivido o qualcosa del genere, una sorta di caldo timore reverenziale appare e so che devo "spostarmi" per lasciarlo fare.

Eccolo. Come se le mani fossero immerse in un liquido.

Quel liquido è una Goccia.

Quella goccia è l'Oceano.

Il Corpo Fluido e la sua ancestrale saggezza colmano la mia percezione, guardo senza fiato una potenza infallibile all'opera.

Resto.

Non vorrei andare più via.

Resto ancora un po'.

Mani trasparenti in un Corpo Fluido trasparente.

Rebalancing. 

"Il Rebalancing è un atto di umiltà" (R.Guglielmi)

Sono seduto ed aspetto.

Ancora un po'.

Questa è Osteopatia.

Cos'è l'Osteopatia?

L'Osteopatia è un Albero 

Fede

La foto rappresenta la spiaggia di Finale Ligure e mi appartiene

martedì 4 aprile 2023

PROFONDITÀ

>PROFONDITÀ<
Spesso mi chiedo dove si possa arrivare e quanto si scenda in profondità durante un trattamento di Osteopatia Tradizionale Biodinamica.
Non parlo certamente di tessuti, organi o quant'altro di anatomico "possa essere trattato", mi riferisco all'animo umano, all'essenza di una persona, a ciò che viene coinvolto ed "entra", cercato o meno, nel processo terapeutico.
Ovviamente la risposta non può essere univoca.
A volte succede tutto in un attimo: il mare ti sommerge e in pochi istanti ti trovi sul fondo. Non c'è alcun timore, la lentezza percepita è riposante, il Silenzio è ristoratore. Ti muovi a tuo agio, come se fossi in casa, una casa con le porte e le finestre spalancate dove, con fluida tranquillità, la corrente scivola lenta e poderosa; è qui che tutto si compie, non ci sono ostacoli o barriere, qualche Cara Amica viene a trovarti ed osserva rispettosa da un angolo, il trattamento avviene e puoi solo assistere con meraviglia e umiltà.
Il risultato sono emozioni, ricordi, storie, sorrisi, lacrime, parole, sguardi.
Il risultato è Salute.
Fede

“In poche parole l’Osteopatia è l’arte di utilizzare le proprie mani per ingaggiare un processo terapeutico governato dalla Salute del paziente” (J.Jealous DO)

L'immagine è tratta da: craniosacrale.it 

sabato 31 dicembre 2022

PAROLE

 >PAROLE<


Questa lavagna è nel mio studio.

Le parole sono nate spontaneamente, da me o da chi a me si affida, durante il lavoro.

In un mondo di immagini trovo sia particolarmente importante dare un peso primario alle parole.

Una parola racconta molto di più del suo semplice significato, è un portale per accedere all'animo di chi la pronuncia.

Mi confronto giornalmente con quelle parole e conduco con loro battaglie che spesso perdo; nel mio lavoro l'obiettivo è imparare a fare "nulla", lasciando emergere, accogliendo, accompagnando (quando si diventa molto bravi) senza interferire. Ascoltare ogni parola con attenzione e cercarne una connotazione terapeutica potrebbe essere un modo per avvicinarsi a quel "nulla" e, quindi, l'indicazione di aver intrapreso una buona via, per gli altri e per sé.

Fede 

🌊🌀🙏🏼🧙🏽‍♂️

La foto rappresenta la lavagna presso il mio studio a Finale Ligure e mi appartiene 

venerdì 21 gennaio 2022

QUIETE

 >QUIETE<



Liberi pensieri quarantenici. 

“Il riposo è alla base della Salute.

Riposate tanto quanto non riposate.

Rubate il tempo per stare da soli con la Salute.

Siate ricettivi al risanamento da parte dell’Amore” (J. Jealous)

Etimologicamente la parola “Quiete” rimanda al concetto di “Riposo”: lo stato di chi riposa dalla fatica, calma, sicurezza d’animo, ma anche un’assenza di turbamento, uno stato di tranquillità, di silenzio.

La definizione “da vocabolario” non deve però trarre in inganno; non commettiamo l’errore di far cristallizzare il significato delle parole, ma facciamo sì che esso sia mobile, fluido, come una mente curiosa.

Quiete, in questo contesto quindi, è ben distante da “stare fermi”, d’altronde anche una energica camminata può indurre, durante la sua esecuzione, un profondo stato di Quiete.

Quiete è quindi una condizione mentale di profonda calma, di silenzio interiore, assenza di disturbo; è “MuShin” (無心) “No Mente”, una condizione rappresentata nel buddismo Zen come “Mente Piena di Vuoto”, non come mente vuota, anzi.

Ora ci siamo, Quiete non è rimanere sdraiati sul letto a fissare il soffitto, magari in una condizione di “stasi fisica”, ma dilaniati da pensieri e preoccupazioni, bensì la condizione di riposo psico-fisica indotta da uno stato mentale rilassato, calmo, amorevole, risanatore. Su “risanatore” si aprirebbe un discorso lunghissimo; diciamo semplicemente che è condizione fondamentale dello stato di Quiete, l’abbraccio placentare in cui possiamo evolvere, espandere la nostra coscienza, ritrovare noi stessi.

D’altronde anche in Osteopatia il concetto di Quiete (Stillness) è assimilato a un qualcosa di attivo (Quiete dinamica) “Il Silenzio è il giardino, lo “Stillness” è la pioggia” (J.Jealous), qualcosa che lavora per la Salute, che “risana”, un modo per fermarsi nel vuoto anche senza stare fermi: “Lo Stillness fa maturare il frutto” (J.Jealois).

Sto vivendo, da qualche giorno, la piacevole sensazione di distacco dal mondo fisico, quantomeno come “attivo partecipante” della quotidianità sociale. Sottolineo “mondo fisico” perché ancora non ho trovato nessuno capace di rendermi impossibile la frequentazione di un mondo etereo, ma ben presente, la capacità di librarmi in viaggi onirici ma reali allo stesso tempo: ero seduto un momento fa su aride rocce ai confini di un rovente deserto sabbioso, bevevo avidamente salubri gocce rossastre da un frutto misterioso, talmente fresco da catapultarmi, un istante dopo, alle pendici di una ripida montagna innevata, pronto ad una scalata impegnativa. Potrei continuare ore.

La Quiete anima le mie giornate, tutt’altro che ferme. Ho ritrovato la possibilità di lettura e studio in tempi dilatati, senza frenesia, godendo di ogni pagina, anzi, di ogni riga sfiorata dai miei occhi, il piacere di perdermi su un capoverso e pensare alle implicazioni che quella sequela ordinata di parole può avere su chi le legge o su chi le comprende (che spesso non sono la stessa persona). Ascolto parecchio: i rumori della strada, il russare del cane (che non mi molla un istante, anche lei grata per questo tempo condiviso) quando è in Quiete e quando ha invece attenzione pur dormendo; Paride (quarantenato anche lui) che studia, con il suo concetto di Quiete che, riducendolo ai minimi termini di 25 anni di differenza d’età, è straordinariamente uguale al mio (ma non potrebbe essere diverso, a pensarci bene); l’energia incontenibile per qualsiasi altro corpo umano di Marina, che riesce ad essere in più luoghi contemporaneamente pur non muovendosi di un millimetro, incredibile; i rumori della casa, dei muri., del tetto, oggetti apparentemente inanimati, ma colmi di una vita strabordante. Osservo con attenzione, dalla comoda finestra dei social, i deliri dei miei simili. Osservo e fatico a capire la vacua patinatura delle finzioni vendute come verità, la rincorsa ad una autopromozione che suona tanto di autoaccettazione, la violenza, urlata silenziosamente con sgrammaticate parole lampeggianti su uno schermo, che inneggia al rifiuto del pensiero, della critica, del dubbio, della scelta.

“Il Riposo è un rifugio nel mondo interiore” (J.Jealois).

Mi sto riposando molto, in una Quiete risanatrice, non tanto (anche quello) da una determinata patologia, quanto dall’inquinamento sensoriale a cui, inconsapevolmente, siamo esposti quotidianamente. Non si riesce ad averne completamente idea (per chi è avvezzo a pratiche meditative e/o energetiche è più semplice avere un po’ di consapevolezza) fino a quando non si riesce a staccare completamente la spina; è come scostare un velo e avere la possibilità di guardare oltre. Finalmente riesco a sentirmi bene, ma proprio bene, in profondità e, purtroppo (o per fortuna) questo diventa un segnale che condizionerà i miei impegni futuri perchè sarebbe veramente stupidi lasciarsi trascinare in una voragine di routinante compulsività, rinunciando a questa possibilità di visione.

Ora continuo a godermi questi giorni di assoluta pace, cercando ancor più distacco materiale e nutrendomi dell’Amore incondizionato che anima le mie ore; dovrò inevitabilmente riflettere sul futuro perché, come spesso ho ripetuto in questo ultimo periodo, questo è, più che mai, il tempo delle scelte. E, per quanto possa essere possibile nella vita di oggi, scelgo la Quiete.

“L’unico Zen che puoi trovare in cima alle montagne è lo Zen che porti lassù” (R.M.Pirsig)

Respira e Rilassa.

Fede

L'immagine è tratta da:

br.123rf.com


venerdì 24 dicembre 2021

VIS MEDICATRIX NATURAE

VIS MEDICATRIX NATURAE

Esiste in tutti gli organismi viventi, quindi, forse per qualcuno sorprendentemente, anche in noi, una forza innata e potente di autoguarigione.

Ebbene sì, nonostante diventati una pallida copia maschero-vestita dei fieri scorrazzatori bipedi, già in grado di capire un paio di milioni di anni fa le potenzialità endogene di  organismo tutto in divenire, nutrendolo sapientemente con luce solare, movimento fisico e riposo, oltre che alimenti ricchi di vita, ancora oggi, benché consumati dall’eccesso glicidico, inflacciditi dall’ipocinesia, avvelenati da fumi, miasmi, rumore, instupiditi da schermi luccicosi   e soffocati da stritolanti  scatole di lamiera, il nostro martoriato corpo (leggasi corpo-mente), può, per alcuni più, per altri meno, tirarci fuori dai guai.

Autoguarigione … Parola che evoca magia e rituali ancestrali, ma nulla di tutto ciò (anche se alcune particolari forme ritualistiche possono potenziare questa capacità) serve per attuare questo affascinante processo; il nostro organismo si oppone ad un equilibrio alterato semplicemente innescando uno stato difensivo (od offensivo, dipende da come vogliamo vederlo) al quale abbiamo dato il nome di malattia. Eh già, lo stato di malattia esprima il potenziale di autoguarigione e autoregolazione di un organismo. Senza scomodare bioetica e filosofia (ambiti che richiederebbe un argomentatore decisamente più dotto del sottoscritto), possiamo addirittura inquadrare la morte come un processo riparativo, come l’extrema ratio del nostro corpo, l’ultima spiaggia della guarigione. Un concetto molto affascinante, capace di mettere sotto una luce diversa lo scopo stesso della vita e il rispetto che questa, in tutte le sue forme, merita.

“Il luogo ultimo di riposo è la Salute.

La morte non è la fine, Più ci si prepara alla morte meno essa ha un’accezione spiacevole. Riposate e meditate sulla vostra morte senza pensare. Calatevi soltanto nella domanda”. (James Jealous)

Ma basta digressioni. 

La malattia è, dunque, parte integrante del percorso di guarigione, anzi di autoguarigione. 

Da qui deriva, naturalmente, tutto il processo di personalizzazione della cura, evidenziando come non sia tanto importante il tipo di problematica che colpisce un individuo, ma piuttosto il tipo di persona che deve affrontare tale problema. Il paradigma è capovolto rispetto a ciò che siamo abituati sentire, ma sublima l'essenza stessa del concetto di terapia (prendersi cura), come un vero dedicarsi a chi si ha di fronte.

L’Osteopatia Tradizionale in tutto ciò si pone come arte e filosofia di cura, come vera forma di accoglienza di un corpo in sofferenza, come abbraccio ristoratore, non già atta a risolvere qualcosa, bensì fondamentale per potenziare un qualcosa che c’è già, una Salute sempre presente, una possanza sopita, bisognosa solo di un piccolo aiuto. L’Osteopatia Tradizionale è quell’aiuto.

“Levate tutti gli ostacoli e quando ciò sarà fatto la Natura farà gentilmente il resto” (A.T. Still).

In quest’ottica diventa terribilmente affascinante il rapporto Olistico con il nostro essere e con ciò che ci circonda, definendo Salute proprio la bontà di questo rapporto e non l’assenza di una malattia. Riposare in noi stessi, al pari di poterci muovere (e commuovere se parliamo anche di emozioni) liberamente nell’ambiente che ci circonda, interagendo con chi emana vibrazioni affini alle nostre, nutrendo il nostro corpo (e la nostra anima) di Vita, coltivando le nostre passioni e i nostri affetti è, inequivocabilmente, la strada per stare bene e una Via di potenziamento della nostra “Vis Medicatrix Naturae”.

Concludendo un pensiero al Natale 2021. Vi (ci) auguro un istante di Pace, un solo istante, ma che sia così profondo ed intenso da concedervi (ci) di scostare il velo e guardare oltre, sentire il vento che sussurra tra gli alberi, la frenesia di un’ape al lavoro, il guizzo di un pesciolino appena sotto la superficie del mare, la salsedine che bagna il volto e la pioggia che lo purifica, un fiore che nasce tra i sassi, un abbraccio che si perde nel tempo, il russare di un cagnolino felice.

Fede


“Mettersi in relazione con la Natura comincia con l’ascolto” (J.Jealous)


La foto rappresenta Crusca e mi appartiene


domenica 28 novembre 2021

NERVO VAGO

L'Osteopatia si fonde, per definizione, con il concetto di Salute. L'Osteopata con un uso sapiente della propria conoscenza, sensibilità (tattile, ma non solo) e del proprio intuito può aiutare in molti modi i propri pazienti a "stare meglio". Uno di questi modi è instaurare un dialogo con il Nervo Vago … Proviamo a vedere il perché.


Il Nervo Vago, X nervo cranico, aiuta a regolare una vasta gamma di funzioni corporee necessarie a mantenere l'omeostasi. 

Questo nervo, principale componente del sistema vegetativo parasimpatico, non è un unico nervo, ma un sistema a doppio senso di comunicazione tra strutture viscerali e cervello; esso regola la risposta dell'individuo all'ambiente, permettendo all'individuo di monitorare continuamente i parametri omeostatici e metabolici, determinando così la capacità di modulare la risposta agli stimoli.

Quindi il Vago è qualcosa di più complesso che l'antagonista del simpatico; non agisce come singola via neurale bensì, secondo la teoria polivagale di Porges, i due rami, ventrale e dorsale, originando in punti differenti, hanno funzioni molto diverse tra loro. Il ramo ventrale origina precisamente dal nucleo ambiguo del lato ventrale del tronco encefalico. Il ramo dorsovagale ha origine dal pavimento del IV ventricolo cerebrale.

Il ramo ventrovagale agisce insieme ad altri quattro nervi cranici (V, VII, IX, XI) ed è mielinico. Il ramo dorsovagale, il più antico dei due è amielinico.

Diversamente dal sistema simpatico che permette una mobilizzazione estrema per facilitare la reazione "combatti o fuggi", entrambi i rami del Vago possono provocare "l'immobilità". Tuttavia, il ramo ventrovagale e il ramo dorsovagale producono rispettivamente due stati di immobilizzazione molto differenti, basati su due tipi molto diversi di attività fisiologica. 

Quando il ramo ventrale e i quattro nervi cranici associati funzionano nel modo corretto, si sperimenta l'auspicabile stato di "coinvolgimento sociale" (social engagment). Per essere "socialmente coinvolti" dobbiamo sentirci al sicuro, senza dover superare o evitare qualsiasi minaccia esterna combattendo o fuggendo; oltre a ciò dobbiamo essere fisicamente in salute. In questo stato possiamo permetterci di rimanere immobili senza paura (rilassati). Possiamo mantenere un atteggiamento attivo e vivace senza collassare né, al contrario, sentirci sovraeccitati. Viene favorito il recupero e il riposo, assicurando che siano presenti i presupposti fisiologici per la salute fisica ed emotiva, l'amicizia, la cooperazione, il sostegno reciproco …

Il ramo dorsale agendo individualmente, provoca uno stato di "collasso" (shutdown) metabolico. Grazie ad esso gli animali possono ridurre i livelli di attività delle loro funzioni vitali e preservare le energie: una sorta di "immobilizzazione con paura", siamo impauriti ma non facciamo nulla per affrontare il pericolo o scappare; semplicemente ci arrendiamo. Quando questa attività diventa cronica, la sua controparte emozionale è caratterizzata da sentimenti depressivi.

L'altro stato che coinvolge il circuito dorsovagale è definito "immobilizzazione senza paura" e abbina l'attività nel circuito dorsovagale con l'attività nel circuito del social engagment. Questo stato è appropriato quando ci sentiamo al sicuro e scegliamo di rimanere relativamente immobili, in modo da entrare in intimità con un'altra persona.

In definitiva, secondo Porges, i sistemi adattivi alla paura, si evolvono in senso filogenetico e ontogenetico da una risposta di immobilizzazione (morte apparente), mediata dal sistema dorsovagale, a uno stato di mobilizzazione con risposte di attacco/fuga, mediato dall’ortosimpatico, e da uno stato di inibizione della risposta di immobilizzazione con possibilità di relazione ambientale, mediata dal sistema ventrovagale.

Il sistema ventrovagale influenza anche la funzione immunitaria e intestinale. Il collegamento cerebro-enterico è bidirezionale (gut-brain axis). Il sistema enterico/cerebrale integra le informazioni provenienti dalle viscere e le veicola alla amigdala, alla corteccia prefrontale mediale. Se il sistema di inibizione della corteccia prefrontale mediale non è sufficiente, lo stress prolungato ha effetti deleteri sulla muscolatura liscia dell’intestino e sulla permeabilità di membrana, con alterazione del microbiota.

Da questo breve excursus fisiologico risulta più che evidente l’importanza del Nervo Vago per la Salute, intesa come concetto ampio di qualità del rapporto con l’ambiente e con gli altri piuttosto che come mera assenza di malattia. In un momento delicato e “distressico” come quello attuale, cercare un equilibrio che vada oltre le apparenze dettate da una società sempre più avvelenata e sempre meno vicina alle esigenze di un individuo, considerato proprio etimologicamente “indivisibile”, fatto di corpo, mente, spirito ed emozioni.

L’Osteopatia può aiutare in tutto questo?

Sì, credo proprio di sì.

Come? Per qualunque consiglio puoi rivolgerti al tuo Amichevole Osteopata di Quartiere.😅🙏🏼🌊🧙🏽‍♂️🕸️

Fede

Se siete temerari potete tuffarvi in poche, ma interessanti righe di anatomia.

Il Nervo Vago (X n.c.), detto in passato anche pneumogastrico, si estende dal bulbo fino al disotto del diaframma; durante questo lungo cammino fornisce rami ai visceri contenuti nel collo, nel torace e nell'addome .

Il Vago contiene fibre motrici e sensitive ed è il più importante componente del parasimpatico encefalico: la maggior parte dei centri bulbari parasimpatici entrano nella sua costituzione. Mediante il suo vasto apparato viscerale, il Vago innerva il tubo digerente, il cuore, l'apparato respiratorio. È riconoscibile un componente vagale in tutti i visceri aventi rapporto col celoma, fino allo stretto superiore del bacino.

È, dunque, un nervo misto, costituito da:

_ fibre motrici somatiche (mm faringei, costruttore medio ed inferiore, laringei e parte striata superiore esofagea);

_ fibre pregangliari parasimpatiche deputate all'innervazione eccitosecretrice e motrice;

_ fibre sensitive somatiche (padiglione auricolare esterno);

_ fibre sensitive viscerali (toraco-addominali);

_ fibre sensitive del gusto (calici gustativi e faccia anteriore dell'epiglottide).

> Emergenza: solco laterale posteriore del bulbo.

> Ramificazioni: rami meningeo, auricolare, comunicante con il Nervo Glossofaringeo, faringeo, cardiaci, cervicali superiori e inferiori, cardiaci toracici, bronchiali, renali; tronchi vagali anteriore (rami gastrici anteriori ed epatici) e posteriore (rami gastrici posteriori e celiaci); nervi laringeo posteriore (rami esterno ed interno) e laringeo ricorrente (rami tracheali, esofagei e faringei).

> Distribuzione: cuore, parete dell'aorta e dei suoi grossi rami, ghiandole e muscolatura liscia delle vie respiratorie, dell'apparato digerente (tranne il suo tratto terminale) e di una parte dell'apparato urinario; muscolatura striata della faringe, della laringe e della parte prossimale dell'esofago; seno carotideo, glomo carotideo, mucosa della laringe, della faringe, della trachea, dell'esofago e degli altri visceri toracici e addominali; calici gustativi  della mucosa dell'epiglottide e dell'orofaringe; cute del padiglione auricolare, del meato acustico esterno e della superficie laterale della membrana del timpano.

Il ramo meningeo, tramite filamenti si distribuisce alle meningi.

Riassumendo brevemente, il Nervo Vago, "vaga" letteralmente per il corpo, partendo dal tronco encefalico e arrivando al torace e all'addome, dove regola molti degli organi interni. Esso innerva i muscoli della gola (faringe e laringe) e gli organi della respirazione (polmoni), della circolazione (cuore), della digestione (stomaco, fegato, pancreas, duodeno, intestino tenue mesenteriale e le sezioni ascendente e trasversa dell'intestino crasso) e dell'escrezione (reni).


Testi consultati e per approfondire:

  • Atlas of Human Anatomy and Surgery - Bourgery-Jacob - Taschen

  • Trattato di Anatomia Umana -Testut-Latarjet - UTET

  • Atlante di Anatomia Umana - Anastasi-Tacchetti - Edi Ermes

  • Manuale di Osteopatia Cranio Sacrale - Deidda - Ghedini

  • Vago, il mio nervo più importante - Rosemberg - Macro Edizioni

  • https://mattioli1885journals.com - L’Universo sconosciuto del Sistema Nervoso Autonomo - Articolo a cura di Carmelo Turano e Caterina Podella 2019 


L'immagine è tratta da "Atlas of human anatomy and surgery", da me eseguita nel mio studio professionale e mi appartiene.

mercoledì 20 ottobre 2021

SCIATALGIA

 >SCIATALGIA<

"Sciatalgia" è diventato, nel tempo, un termine di largo uso comune. Spesso abusato e frainteso, viene associato a fantomatiche "ernie" e "protrusioni" discali, o, per gli amanti delle ricerche sul web, a contratture muscolari, in genere attribuite al povero muscolo piriforme, ormai considerato colpevole delle peggiori nefandezze posturo/algiche riguardanti la colonna vertebrale.

Mal di schiena, sciatica, sciatalgia, lombosciatalgia più raramente, diventano così, nell'immaginario "popolare", tutti sinonimi di un non ben definito malessere che coinvolge la zona lombo-sacrale della colonna, spesso il muscolo gluteo e a volte, seguendo il decorso del nervo sciatico o altri percorsi più fantasiosi, l'arto inferiore.

Descrizioni caleidoscopiche e pittoresche del termine "sciatalgia" si sentono ogni giorno in studio e, al di là del senso di fastidio, dolore o impotenza funzionale, tutte hanno come denominatore comune il disagio quotidiano che viene vissuto.

L'Osteopatia, dunque, entra da protagonista nella storia che stiamo raccontando, non già come "tecnica terapeutica" risolutrice dell'infiammazione nervosa o della contrattura muscolare, bensì come percorso di consapevolezza, un lavoro sulla globalità del paziente, su quelle che possono essere cause o concause della sensazione di disagio di cui sopra e, soprattutto, su tutte le "energie" che la persona in questione riceve, trasmette, elabora.

Quindi il cambio di paradigma è notevole e, l'Osteopata, da semplice (ma non per questo inutile, ovvio) "manipolatore seriale", acquista un ruolo centrale di osservatore privilegiato, in grado quindi di poter aiutare un corpo in difficoltà a ripristinare un'armonia organica, in maniera dolce ed afferente, offrendo la propria neutralità al servizio della Salute del paziente e conducendolo verso un paesaggio di Quiete.

Un bel salto: da cacciatore di disfunzioni a dispensatore di armonia, di Salute.

Accoglienza, ascolto, osservazione e pazienza diventano le armi per interagire con un organismo in sofferenza e le chiavi per aprire (molto spesso si trovano ben serrati) scrigni e casseforti dove il paziente rinchiude la propria energia terapeutica (quasi sempre annichilita da eccesso di farmaci, ipomovimento, stravizi alimentari, stressor esagerati e continui, abuso di "luci blu" …).

Riuscire a trovare una connessione con questa forza curativa, sempre presente dal concepimento in avanti (forse anche da prima) è un'esperienza unica; ogni volta unica.

_

"Tu comunque sei un Mago 🧙🏽‍♂️".

"Ah sì? E dimmi, cosa avrei fatto di così straordinario🌊?".

"Ma, guarda. Io ero abituata ad un'altra osteopatia 🛠️ e francamente la sera dopo il trattamento, arrivata a casa, mi sono detta … boh, si, sono rilassata, sto bene, ho un po' di fastidio, ma comunque è una sciatalgia e cosa vuoi, con la mia schiena, non mi ha fatto scrocchiare, non mi ha sbloccata. 🤔

Beh, il giorno dopo non avevo più nulla. È senz'altro una magia😅"

"😂 Come ti ho già detto, hai fatto tutto tu, io ho osservato solo che agisse chi doveva agire 🌊🙏🏼".

_

Questo confronto con forze che emergono prepotenti dall'origine dell'uomo stesso diventa, oggi più che mai, un appiglio di potenza inesauribile per un accesso alla Salute sempre più messo in discussione, aggredito e svenduto sugli altari di una sanità burocratizzata, prezzolata, lontana anni luce dalle persone e dai loro reali bisogni.

Fede

Immagine tratta da pagina facebook di Osteopathic College Trieste




martedì 12 ottobre 2021

UNA LACRIMA HA LA FORMA DI UN GUSCIO, E' UN RIFUGIO

 >UNA LACRIMA HA LA FORMA DI UN GUSCIO, È UN RIFUGIO< (J.Jealous)

"Ci Muoviamo Verso il Mistero".
La ricerca di comprensione dell'essere umano attraverso la visione Biodinamica dell'Osteopatia è un percorso che richiede Umiltà: verso la Salute e le forze primigenie da cui essa deriva, verso l'Universo che, instancabile, le anima, verso il paziente, verso se stessi, verso antichi e nuovi Maestri.
Diventa un chinare il capo, con fierezza e, soprattutto, accettazione del proprio ruolo di spettatori responsabili, distaccati, ma profondamente presenti rispetto ad un dialogo ancestrale che ci vede, neutrali e trasparenti, esploratori di territori ignoti, sentieri (path, osteo-path) dai quali emerge la Salute dell'Origine, nuda, maestosa nella sua Potenza (Potency), Intelligente, Capace, Precognitiva.
Come non commuoversi ogni volta di fronte a tali meraviglie all'apparenza così distanti, ma effettivamente così vicine?
_ Chiudo gli occhi. Sono un Osservatore ammirato di ciò che sta succedendo vicino alle mie Mani, intorno ai miei Sensi.
Apro gli occhi e, all'orizzonte vedo l'Oceano che sento bagnare le mie dita.
Chiudo gli occhi e il garrito dei gabbiani porta alle narici un profumo salmastro … la Lunga Marea sfiora il mio corpo.
Silenzio. Quiete. _
Sono una goccia, siamo tutti la stessa goccia e, mentre scrivo queste parole, mi accorgo che è la stessa Marea a scriverle per me.
Fede🙏🏼🧙🏽‍♂️   
Grazie di Cuore a Roberto Guglielmi e Roberto Frumento per ciò che ogni volta, sempre di più, offrono e, particolarmente per il modo in cui lo fanno. Jim È sicuramente orgoglioso.
 
Le immaginirappresentano il mare davanti a Bergeggi (SV) e il manuale di Fase 2 di Osteopatia Biodinamica e mi appartengono

domenica 18 luglio 2021

IL CONCETTO DI SALUTE E IL TRATTAMENTO OSTEOPATICO

 >IL CONCETTO DI SALUTE E IL TRATTAMENTO OSTEOPATICO<

_Il concetto di “salute” è stato definito per la prima volta nel 1948 dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e definito come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Per conseguirlo l’individuo o il gruppo devono essere in grado di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, soddisfare i propri bisogni, modificare l’ambiente o adattarvisi.

Circa quaranta anni dopo, nel 1986, l’Oms presenta la Carta di Ottawa come risposta all’esigenza sempre più diffusa di un nuovo movimento mondiale per la salute. Il documento si basa sulla teoria socio-ecologica della salute ponendo l’accento sul legame inestricabile tra l’uomo e i sottosistemi che compongono l’ecosistema nel quale vive (famiglia, comunità, ambiente fisico e socio-culturale). Su queste premesse la Carta definisce il concetto di “promozione della salute” come il processo che consente alle persone di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla. Secondo la Carta di Ottawa, promuovere la salute significa:

costruire una politica pubblica per la tutela della salute

• creare ambienti capaci di offrire sostegno

• rafforzare l’azione della comunità

• sviluppare le capacità personali

• riorientare i servizi sanitari.

La salute vista, dunque, come risorsa di vita quotidiana, non come obiettivo di vita: un concetto positivo, che insiste sulle risorse sociali e personali, oltre che sulle capacità fisiche. Di conseguenza, la promozione della salute non è responsabilità esclusiva del settore sanitario e necessita di azioni sinergiche e intersettoriali con altri ambiti sociali.

Negli ultimi decenni, la presa di coscienza globale del rapporto di interdipendenza che si instaura tra ambiente e individuo ha fortemente influenzato sia le tematiche generali relative alla promozione della salute, sia gli studi che sono stati condotti al fine di comprendere le leggi che regolano l’adozione di stili di vita salutari e i processi di cambiamento dei comportamenti a rischio. 

La centralità degli stili di vita nel determinare lo stato di salute e il benessere dei giovani (e quindi anche la loro salute futura di persone adulte) è una delle importanti acquisizioni del moderno approccio alla promozione della salute di cui devono tenere conto la ricerca socio-sanitaria, le azioni politiche e i programmi di educazione. 

Ogni intervento di educazione e promozione della salute deve anche tener conto della conoscenza delle diseguaglianze sociali, in particolare nell’accesso ai servizi e all’informazione stessa, allo scopo di individuare correttamente e raggiungere al meglio i gruppi di popolazione più a rischio._ (https://www.epicentro.iss.it/guadagnare-salute/programma/CorniceRiferimento)

_La nuova definizione di salute, presentata nel 2011, la definisce come “la capacità di adattamento e di autogestione di fronte alla sfide sociali, fisiche ed emotive”. Tale definizione pone l’accento sulla capacità dell’uomo/persona di convivere con la malattia nelle sue varie fasi._ (https://evasiopasini.it/dottor-evasio-pasini-blog/16-nuova-definizione-di-salute-dell-oms-come-il-paziente-ed-il-medico-dovranno-affrontare-la-malattia.html).

Il modello di riferimento, quindi, negli ultimi anni cambia radicalmente: da una salute “schiava” della malattia e da essa definita (salute = assenza di malattia), si è passati ad un concetto più profondo che prevede la malattia come parte integrante della vita, anche di una vita in salute, mettendo l’accento, finalmente, sulle capacità organiche di reazione agli avvenimenti avversi. Salute come ottimale capacità di autoregolazione.

il paradigma muta in maniera importante, spostando il tiro da una concezione “farmacocentrica” della Salute ad una “stiledivitacentrica”, dove le abitudini ed i segnali (psico-neuro-endocrino-immunologici) che il nostro organismo deve gestire diventano determinanti e, paradossalmente, arrivano a definirci come specie (siamo come ci comportiamo).

Attività fisica, alimentazione sana, contatto con la Natura e con la luce solare, meditazione e rilassamento corpo/mente, pace interiore, pazienza, curiosità intellettuale, amore … diventano concetti primari nel definire la Salute e obbligano ad una riflessione profonda e culturalmente neutra, libera da insensati campanilismi alimentati ad arte da media e social network, verso il periodo che l’umanità sta vivendo e le scellerate scelte, politico/economico mediate, in campo sanitario.

Come Osteopati abbiamo il privilegio di abbracciare questi modelli concettuali già ereditati dai grandi maestri delle origini: 

• Il Corpo è un’unità. La persona è un’unità di Corpo, Mente e Spirito.

• Il Corpo ha la capacità di Autoregolarsi e Autoguarirsi.

• Struttura e funzione sono reciprocamente correlate.

(http://www.soma-osteopatia.it modificato).

Quindi il nostro passo è andare ancora oltre, riconoscere la Salute nel “paziente”, sincronizzarsi con essa, con quella Respirazione Primaria da cui tutto ha origine, ma a cui tutto torna, presente in ognuno di noi, ben consci che quello di Salute è un paradigma che supera le barriere concettuali create dello studio dettagliato dell’anatomia e della fisiologia ed è considerabile come espressione della forza creativa universale, quell’energia “misteriosa” che ci differenzia da un oggetto inanimato.

Viviamo in un universo dinamico, espressione della complementarietà di creazione e distruzione che, inarrestabili e interdipendenti, si susseguono ininterrottamente. L’uomo è, attimo dopo attimo, espressione di questo.

Il dr. William Gardner Sutherland, padre dell’Osteopatia in ambito Craniale, identificava questo processo di creazione con il concetto di “Respiro della Vita” (Breath of Life): -La creazione rivela i suoi fini mediante il Soffio di Vita -.

Sutherland sosteneva che nei fluidi corporei il Soffio della Vita andasse a generare una forza ordinatrice atta a guidare armoniosamente la forma e il funzionamento del corpo e della mente umana. (→ Respirazione Primaria → Potency: espressione del Respiro della Vita. Ha funzioni di organizzare, proteggere e guarire che possiamo assimilare al concetto di Jing (essenza vitale) della MTC - Medicina Tradizionale Cinese - Jing (essenza vitale o quintessenza vitale): Il Jing è all’origine della vita e, dunque, precede l’uomo. Al momento del concepimento, l’unione tra i due Jing riproduttivi dei genitori, si combina con il Qi cosmico (YongQi) per dare inizio alla vita. Il Jing è questa materia/energia che sa diventare vita, da esso inizia a prendere forma la strutturazione energetica e corporea del nuovo individuo e nei meridiani appena formati inizia a scorrere YuanQi, l’energia capace di attivare gli organi che si stanno plasmando). 

Connettersi con la Salute, questo è l’arduo compito dell’Osteopatia, questo è il lascito di Still, quel “Keep it pure” che diventa la sfida fondamentale, soprattutto oggi: trasmutare da “cercatori di malattia”, di disfunzioni a “cercatori di Salute”, di armonia. Possiamo solo immaginare quanto ce ne sia bisogno.

Fede🌊

“Il medico deve parlare di ciò che è invisibile. Ciò che è visibile appartiene alla conoscenza ed egli deve riconoscere le malattie, proprio come chiunque altro, che non sia medico, può riconoscerle dai loro sintomi. Ma tutto ciò è ben lungi dal fare di lui un medico. Egli diviene tale soltanto quando conosce ciò che è innominato, invisibile ed immateriale e pur tuttavia efficace” Paracelso

“In poche parole l’Osteopatia è l’arte di utilizzare le proprie mani per ingaggiare un processo terapeutico governato dalla Salute del paziente” J.Jealous DO

Immagine tratta dalla pagina Instagram "Natures"









mercoledì 16 giugno 2021

RITMI VITALI

>RITMI VITALI<
Aspetto sempre che sia l'organismo del paziente a prendere l'iniziativa.
Lo lascio esprimere, ascolto con pazienza la storia che ha da raccontare.
Non sono parole quelle che vado cercando, il confronto si attua su una linea molto più sottile, ma dal significato universale, inequivocabile.
Da un lato ci sono le mie mani e la mia capacità percettiva, dall'altro ritmi che, instancabilmente, avvolgono un corpo ansioso di comunicare.
Sono ritmi primordiali, più antichi della vita stessa, ma con lei intrecciati in un abbraccio che, se espresso in maniera fluida, conduce alla Salute.
È come se l'intero corpo respirasse, con fasi di espansione alternate a fasi di retrazione, su una scala temporale estranea ai normali fenomeni di inalazione ed esalazione dell'aria, ma dal medesimo ineluttabile significato, anzi, ancora più fondamentale, tanto da meritarsi l'appellativo di "Respirazione Primaria".
Aspetto "che la volontà del paziente si arrenda alla Respirazione Primaria (R.Becker)" per avere una sorta di chiave di lettura della situazione.
_ Ho gli occhi chiusi e le mani a sfiorare un corpo bisognoso di aiuto. Ho pulito, come sempre, la mia essenza per affacciarmi ad una condizione di neutralità, ma oggi di più. Quando viene lei sempre molto di più. Non posso permettermi errori, potrebbe addirittura non salire sul lettino, ha una sensibilità talmente spiccata da sentire immediatamente l'accoglienza.
Oggi, stranamente, i suoi ritmi vitali, solitamente pimpanti e vigorosi, sono distanti. Fatico non poco a trovare una chiave di accesso e sono "tempi morti" che con lei devo assolutamente evitare.
Finalmente uno spiraglio, flebile, ma presente; si quieta un poco, intoniamo un paio di canzoni (oggi le richieste sono "Bella Ciao", "Resta con noi Signore la sera", e "E poi" … un medley sacro-profano da hit parade), l'addome cede qualche passo e ci accontentiamo. _
Ritmi vitali distanti; ultimamente ogni tanto capita e, senza pretendere alcun nesso causale noto, specialmente, in chi ha fatto il vaccino, soprattutto se questo ha creato qualche problema collaterale.
Sono conscio che non significhi nulla, addirittura c'è chi bolla questo tipo di approccio alla Salute come ciarlataneria, quindi i miei sono solo pensieri personali "ad alta voce", diciamo.
Ma non posso fare a meno di evidenziarlo e di ragionarci su.
Fede 💫🙏🌊
 
IImmagine tratta da: https://pixels.com 
 

lunedì 10 maggio 2021

IL TUTTO È MAGGIORE DELLA SOMMA DELLE PARTI

 >IL TUTTO È MAGGIORE DELLA SOMMA DELLE PARTI<

"Hai fatto un lavorone la scorsa settimana sulla spalla. È passato tutto".

Le belle notizie fanno sempre piacere, questa volta un po' di più, perché non ho fatto nulla alla spalla.

<< Rewind <<

_ Tutto molto flebile. Questo organismo manifesta pochissima vitalità. Le mani appena appoggiate sono un'estensione del mio Sistema Nervoso e, in un certo qual modo, anche di quello della persona affidatasi al mio ascolto. Lo immagino come un silenzioso dialogo tra "entità superiori", noi comprendiamo poco, ma abbiamo la grande possibilità di poter osservare.

La spalla dolorante si perde nella prepotente richiesta di aiuto di un corpo stanco, talmente esausto da comprimersi e chiudersi in se stesso. Sostengo il poco racconto percepito, senza aggiungere nulla o quasi e, da spettatore curioso attendo lo svolgimento di un compito che ancora non conosco.

Le risposte arrivano, dapprima leggere e delicate, poi un poco più prepotenti; qualche piccola scossa, un sassolino che cadendo in acqua genera una corrente, una Marea.

"Vorrei rivederti tra qualche giorno". _

> Play >

"Hai fatto un lavorone la scorsa settimana sulla spalla. È passato tutto".

_ Sento un corpo finalmente vivo. Ritmi palpabili e decisi evidenziano la rincorsa verso la salute. Continuo ad osservare, possibilmente con ancora più distanza e meno intromissione rispetto alla volta precedente. Sento un ingranaggio ben oliato muoversi silenzioso sotto le mie mani, c'è apertura, espansione, movimento involontario, vitalità.

"Ho sentito che oggi funzionavo meglio. Ho sentito il mio corpo rispondere. Quello che mi hai fatto l'altra volta ha cambiato qualcosa. Sto molto meglio". _

Quando occuparsi del tutto (Whole), dell'intero paziente acquista un luminoso valore che scavalca e abbatte decisamente la "tecnica osteopatica" aprendo le porte al concetto originale di Osteopatia, come filosofia di cura della persona e non come esercizio manipolatorio.

Fede

"Every drop knows the Tide" (W.G.Sutherland)

Immagine tratta da: https://pensamentoliquido.com.br/ 


sabato 8 maggio 2021

4 MANI

 >4 MANI<

"Accogliere con un sentimento vero e profondi di 'Accoglienza' è già fare Rebalancing" (R.G.)

_ Etimologia: attraverso una presunta forma latina: accolligere, da colligere cogliere, raccogliere; a sua volta questo è composto da co- insieme e lègere raccogliere.

L'accoglienza è un'apertura: ciò che così viene raccolto o ricevuto viene fatto entrare - in una casa, in un gruppo, in sé stessi. _ (unaparolaalgiorno.it).

Accogliere il paziente, quindi, non è solo introdurlo in un luogo, bensì aprirsi ad esso ed accettarlo completamente; non è occuparsi del suo "problema" (infortunio, dolore, fastidio …), ma ampliare la propria consapevolezza al suo intero, al tutto che viene trattato come fosse un'unica goccia tenuta tra le mani.

«Vedere un Mondo in un granello di sabbia, 

E un Cielo in un fiore selvatico,

Tenere l’Infinito nel cavo della mano

E l’Eternità in un’ora». (William Blake)

Quando riusciamo a fare ciò stiamo compiendo un atto terapeutico. Che potrebbe anche essere già più che sufficiente.

_ L'atmosfera è di genuina accoglienza. Ma lo era già quando questa cosa mi è stata proposta, forse una parte di me la desiderava da tempo. 

C'è un senso di rilassatezza, di normalità che quasi imbarazza, il Neutro è palpabile, un occhio allenato potrebbe addirittura scorgerlo. 

Prendiamo tutti posto e, automaticamente i nostri corpi, come guidati da fili invisibili, trovano una propria comodità e una direzione da seguire. Il concetto di "direction of ease" credo sia il più affascinante che abbia imparato in tanti anni di studio; non ci avevo mai pensato, ma la Natura stessa lo incarna e lo dimostra. Dobbiamo solo osservare con più attenzione..

Appoggio le mani, ma non ho intenzione di compiere un trattamento, sono consapevole che stia avendo luogo anche senza il mio intervento diretto. Mi limito a considerarlo e sostenerlo.

Anche le mani di chi mi accompagna in questa riflessione sono appoggiate. Non le vedo, ma percepisco la loro presenza.

Non è interferenza, piuttosto una corrente che mi spinge e che io stesso spingo.

Ognuno segue il proprio istinto e il proprio intento fino a non sentire più nulla se non un grande senso di apertura alla pace: "End Point".

'Una strana sensazione. Come se qualcosa si sciogliesse e scivolasse via. E il mio corpo avesse dei movimenti involontari mentre una corrente mi attraversava'. 

Ancora genuina accoglienza, ancora splendida atmosfera, ancora neutro palpabile. Io sto benissimo._

Fede🙏🌊🧙🏽‍♂️

"Certo che sta succedendo nella tua testa, Harry, ma perché diavolo dovrebbe significare che non è reale?” (Harry Potter e i doni della morte).

PS: non sono state scagliate "Maledizioni Senza Perdono" a nessun ingegnere biomedico presente😇

Grazie a Fra e Ale.

💫

L'immagine è tratta da: eateseseirimastoconharry.com