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martedì 20 ottobre 2026

COMPRENSIONE - DOD2026

>COMPRENSIONE - DOD26<

Mi piace il colore blu.
Mi piace il colore blu quando si lega con il fucsia.

Mi piace il colore blu quando si lega con il fucsia e con l’arancione.

Mi piace il colore blu quando si lega ad altri colori; paradossalmente diventa più blu, ma diventa anche qualcosa d’altro. 

Un disegno, un paesaggio, un tramonto, un sorriso, uno sguardo, un abbraccio.

Se chiudo gli occhi il mondo continua comunque a vivere; sento le sue fluttuazioni ritmiche danzare intorno ai miei sensi, il rumoroso silenzio che emerge dall’incedere del tempo rende ogni mio respiro strumento di un’orchestra perfettamente armonizzata sulla melodia della Vita, un sali e scendi atto a creare un suono meraviglioso, delicato come una goccia di rugiada del mattino.

Sono quel suono e sono anche quella goccia, memoria di ampi spazi condivisi da un cuore giovane e ricco di battiti, capace di rendere unica ogni esperienza, capace di creare ciò che l’Universo chiede: una possibilità.

Quei battiti io li ho conosciuti uno ad uno, ho parlato con loro, gioito con loro, alzato le mani al cielo con loro, meditato con loro, mi sono commosso con loro.

E la possibilità è apparsa: uno spiraglio di luce liquida ha mostrato la Via, l’unica consentita, quella dell’Amore incondizionato e senza giudizio.

Possiamo dunque proseguire il cammino, soli, ma non in solitudine, insieme, ma fedeli a se stessi: come un bosco e i suoi maestosi alberi … eh sì, l’Osteopatia Biodinamica è un albero scrissi una volta; ho compreso, invece, che è un antico bosco nel quale si mescolano forza, magia e sacralità, con numerosi, straordinari alberi.

Questo è il retaggio nato da un amalgama di colori e da un rullante di battiti, questo il significato profondo di un incontro, il DigOn Day, che sempre più ardentemente nutre il nostro essere Spirituale; come si può essere umani senza essere spirituali?

La risposta è racchiusa nel ricordo di questi tre giorni, che sarà personale ed unico per ognuno di quei colori, per ognuno di quei battiti, ma avrà lo stesso contenuto di fondo … la stessa “radice”.

Nell'alba dorata di una fredda mattina, seduto ad osservare il respiro che condensa mentre un monastico silenzio mi sfiora, i suoi occhi ancora chiusi mi regalano un istante di serenità in più.

Grazie.

Fede



Le immagini mi appartengono e ritraggono "L'Occhio di Dio" fatto da Marina e il bosco di Camaldoli




sabato 13 giugno 2026

MORIRE PER RINASCERE -Matsuri Dojo ShōMon 生門-

>MORIRE PER RINASCERE<
-Matsuri Dojo ShōMon 生門-
 
La dinamica delle lezioni in Dojo, in questo ultimo periodo, ha un andamento fluido; espande e ritrae come un’onda di marea: lenta, possente, antica.
La comprensione di questi ritmi, in fondo gli stessi di quelli che caratterizzano la Vita, diventa essenziale per giungere alla fonte originaria del movimento marziale: l’istante dove tempo e spazio perdono di significato scavalcando l’uomo, per arrivare all’eterno. 
Questo è il cammino, non acquisizione, ma abbandono; non resa, ma sublimazione della propria essenza: l’azione (pensiero, intenzione, moto …) MUORE per poi RINASCERE a nuova forma, che non è solo sostanza tangibile, non è neppure solo soffio impalpabile, semplicemente ESISTE.
Esiste nel sorriso timido e impacciato ed in quello baldanzoso e sfrontato.
Esiste nel Kata dimenticato ed in quello perfettamente ricordato.
Esiste nel kiai sussurrato ed in quello urlato a squarciagola.
Esiste nel movimento perfetto ed in quello scoordinato.
Esiste nel Maestro che intima e, un istante dopo, abbraccia 
Esiste in chi è presente nonostante tutto e in chi vorrebbe essere altrove 
Esiste in chi non puoi vedere, ma riesci a sentire.
Esiste in quei cuori sinceri, genuini che ieri, al Matsuri, hanno donato una goccia di acqua pura all’Universo che li osservava.
Grazie.
Fede
 
Immagine presa da: https://it.123rf.com/photo_15034781_qui-ci-sono-le-gocce-d-acqua-pura-il-resto-%C3%A8-il-gioco-con-sfondo-e-la-luce.html

giovedì 5 febbraio 2026

DISCESA AL CENTRO

 >DISCESA AL CENTRO<





Detesto il freddo.
Sono parole alle quali forse non credo neppure, ma rimbombano e sbuffano in testa come una vecchia locomotiva a vapore della quale visualizzo la fornace incandescente, alimentata dal mio respiro ritmico.
Cerco la violenza del fuoco: nel movimento, nel suono del mio torace, negli sguardi attorno a me. La percepisco sopita in un anfratto nascosto del mio cuore e, con ogni goccia della mia anima, la invoco a travolgermi come un torrente ardente.
Mani che stringono le mie; il cerchio è un simbolo di potere, la potenza del vuoto.
Posso.
Espiro ed entro.
Urlo e sto.
Posso.
…
Un passo indietro.
Un tamburo cadenzato e lo sciabordio delle onde in lontananza, mantengono la mia presenza mentale ancorata a qualcosa di conosciuto.
Naufrago sull’isola delle emozioni, dibatto con il mio stesso respirare cercando di adeguarlo alle armonie che mi circondano.
Acqua salata, ma sono lacrime; trovo il mio centro in una visione che appare nitida come mai mi sarei aspettato: sorrisi talmente conosciuti da essere famiglia, un saluto che ha il sapore avvolgente di un “siamo qui”. Nel cuore.
Forse, ma solo forse ho l’idea di riuscire.
…
Posso.
Espiro ed entro.
Urlo e sto. Il tempo che serve. Il tempo che mi serve.
Posso.
Avevo solo dimenticato.
Fede
Grazie a Fabio per la delicata presenza e squisita professionalità.
Grazie a Nicola per la trasparenza del suo essere.
Un abbraccio ai compagni che hanno condiviso e supportato la mia discesa al centro.
Grazie a Marco e Monica gent
ili e preziosi testimoni.

giovedì 9 ottobre 2025

 >DigOnDay<
Anima
Un raggio di luna illumina la boscaglia dei miei pensieri; spesso ho timore di guardarvi dentro, ma non ora.
Scruto curioso l’alternanza del mio essere dicotomico, il balletto yin/yang che permea l’Universo non ha eccezione che mi riguardi, quindi mi lascio catturare da questo ipnotico rimbalzo, ritmico, lento, come un cuore che batte, come un corpo che respira, come un Soffio possente, ma impercettibile, che espande in me.
Lascio che questa forza primigenia afferri il mio corpo e mi faccia suo; le parole di Bharata accarezzano i miei sensi e segnano il cammino, Roberto mi sfiora e lo sento vicino; mi trovo ad espirare lasciando cadere radici nell’oblio profondo della mia essenza, mi sento inspirare lanciando rami nell’infinito cielo fuori e dentro di me.
Un Albero. L’Osteopatia Biodinamica è un Albero.
Presenza
I sorrisi sono porte.
Specchio i miei occhi nei suoi e mi perdo nel suo sorriso. Semplicemente saperla qui mi conforta e libera l’ingresso ai labirintici sentieri della mia coscienza; lascio che la mia porzione più istintuale possa fare capolino e, seduto in cerchio, fianco a fianco con chi condivide un mio sentire, posso diventare parte di qualcosa di antico, di Sacro. Divento una goccia, in un mare di gocce. Divento un fiore di un magnifico giardino. Divento la Vita che scorre da cuore a cuore, in un istante infinito, che è già passato.
Sono lì.
Siamo lì. 
Un disegno. L’Osteopatia Biodinamica è un disegno.
Silenzio 
Quando appoggio le mani cado in un anfratto silenzioso.
La tentazione di perdermi lambisce i miei confini, l’Ego sussurra mellifluo disturbi al mio Riposo. 
Rimango al centro, nel cerchio, con i miei compagni. Una Comunità al Servizio.
Osservo il fuoco della Cura compiere il suo lavoro: un attimo di immobilità prima che la danza terapeutica delle forze di autoguarigione inizi a manifestarsi; immobile.
Il Silenzio non è assenza di pensieri, è lo spazio tra i pensieri.
Il Silenzio non è assenza di parole, è lo spazio tra le parole.
Il Silenzio non è assenza di rumori, è lo spazio tra i rumori.
Il Silenzio è una linea mediana attraverso la bontà creativa e fondamentale di Spiriti affini che, pur lasciando ognuno impronte differenti, camminano insieme sullo stesso Dō, sulla stessa Via di realizzazione; per il bene proprio, per il bene comune, Universale.
La trasmissione di tutto ciò è tradizionalmente orale, da Maestro ad allievo, la particolarità è che non sono necessarie parole.
È sufficiente esserci; è sufficiente essere. 
In Silenzio.
Spazio. L’Osteopatia Biodinamica è uno spazio.
Anima, Presenza, Silenzio. Questi tre momenti di annichilente energia, sono il lascito del mio DigOn Day, un elegante Vuoto dove gli abbracci sono cercati e sinceri, dove le emozioni cavalcano in praterie sconfinate, dove il brusio di fondo si attenua al punto che riesci a sentire il tuo battito, il tuo respiro, il tuo Amore, ovunque esso sia diretto.
Grazie.
A presto.
L’Osteopatia Biodinamica è un Albero Disegnato nello Spazio.
Fede
“All’interno di questa Vacuità, una sol
ida roccia è Vacuità” (Dōgen)

L'immagine è tratta da https://tg24.sky.it/scienze/2023/12/21/albero-natale-spazio-nasa


sabato 14 giugno 2025

MATSURI 2025 - ALÈTHEIA

 >MATSURI 2025 - ALÈTHEIA<


“La nostra vita è lo strumento mediante il quale compiamo esperimenti con la verità“ (Thich Nhat Hanh).

Una sera, ricordo benissimo era un Capodanno, mi si chiese cosa significasse per me praticare Karate.

“È rivelazione”, risposi.

…

Ci sono momenti dove le porte del mistero si schiudono e il tuo sguardo coglie frammenti di un mondo che non riconosci, ma senti tuo; sono piccoli istanti senza tempo capaci di risvegliare sinapsi mnemoniche e scostare un velo.

Quell’agitazione è la tua agitazione.

Quelle lacrime sono le tue lacrime.

Quei sorrisi sono i tuoi sorrisi.

Quella gioia è la tua gioia.

Diventa reale emozione, un impulso atto a muovere qualcosa dentro di te, quando ti rendi conto che non stai solo osservando, ma stai partecipando con ogni cellula del tuo corpo, ad un turbinio di pensieri solo in apparenza caotici; pensieri che acquistano forma fino a trasmutare in vera e propria azione. 

Tempo.

Ritmo.

Distanza.

Kime.

Quel momento prende vita e resta così indelebile.

Ciò che manca torna ad essere presente, in un piccolo gesto, in un abbraccio sincero o, semplicemente, in una piccola bellissima bimbetta che sgambetta felice incurante del contorno.

Verità, questa è la parola che, anche se non pronunciata, rimbomba nel Dojo. 

Un bellissima parola, un grande regalo.

Fede

“Alètheia indica qualcosa che non è più nascosto, che non è stato dimenticato. In questo senso il termine può essere tradotto come verità intesa nel senso di rivelazione e di svelamento”. (officinafilosofica.it)

La foto mi appartiene e rappresenta, quasi al completo, il Dojo ShōMon

sabato 21 dicembre 2024

CHE NON SO SPIEGARE

 >CHE NON SO SPIEGARE<

 

Ogni trattamento ha una storia da raccontare.
Spesso frammenti di vita si pongono tra le mani e l’esercizio è cercare di ricomporre almeno in parte, assemblare come tessere di un puzzle e rendere fluido un racconto balbettante, focalizzato solitamente su un “dolore” o su una "ipofunzionalità”, cercando di cogliere nei silenzi, nelle pause, nei movimenti lenti e appena accennati un filo conduttore. Una storia, appunto.
Questo è il Cuore del trattamento, uno spazio privo di ego, uno spazio che diventa una vera e propria apertura all’altro.
Le storie sono quasi sempre molto diverse e molto lontane dal “dolore” o dalla “ipofunzionalità”, ma rappresentano il luogo dove cercare, la strada verso una “causa”, la serratura giusta proprio per la chiave che tieni in mano.
A volte questa chiave apre porte inaspettate e, dirompenti come mare in tempesta, le storie escono dai loro argini e ti travolgono: “Sto piangendo e non so il perché, ma sto provando una sensazione di benessere così profonda che, che non so spiegare”.
Fede

L'immagine mi appartiene

domenica 16 giugno 2024

VITA

 VITA

"Cos’è la vita? È il lampo di una lucciola nella notte. È il respiro di un bufalo d’inverno. È la piccola ombra che attraversa l’erba e si perde nel tramonto" (Piedi Neri)

Il Dojo (道場 - luogo dove si segue la Via) rappresenta uno spazio dove si intrecciano e si mescolano numerose essenze, intendendo con questo termine proprio 精 - Jing - essenza vitale, che in un'ottica Taoista definisce come ciò che si è sia comprensivo di ciò che si è stati e del proprio potenziale (ciò che si sarà); "Se siete qui è perché probabilmente in un'altra vita eravate dei combattenti" (M° M.R.).


"Vita" appoggiato sulla parete diventa il simbolo verso il quale il saluto colma di sacralità il vuoto di "Kara" (空), inteso con l'accezione che proprio il Maestro Funakoshi, riprendendo gli insegnamenti del buddismo Zen e anticipando le moderne teorie quantistiche, gli aveva assegnato: "Shiki soku ze ku (kara) - Ku (kara) soku ze shiki" - "Tutti gli aspetti della realtà visibile equivalgono al vuoto (il nulla) Il vuoto (il nulla) è l'origine di tutta la realtà". 
Questa consapevolezza scuote la mia coscienza e sentire le parole del Maestro Luciano Parisi evidenziare con una potenza interiore, non minimamente scalfita dal tremore della voce, tale profondità del Shō Mon Dō del Maestro Marco Rescigno, della sua visione del Karate Dō e cito - per la salute psico-fisica e dell'anima dei suoi allievi - apre un enorme portale di nuova comprensione creando spazi sconfinati nei quali esprimere la propria essenza e percorrere questo cammino di miglioramento personale.
Da Maestro ad Allievo.
"... In un'arte marziale prima, pieni di odio, si cerca di distruggere l'avversario, poi di ucciderlo con una sola tecnica, poi di sconfiggerlo senza ucciderlo, poi di batterlo senza fargli male ed infine, pieni d'amore, di vincerlo senza combattere ... Questo è il Dō" (S. Egami). 
Il suono profondo dei "Taiko" sposta i miei pensieri. L'incedere possente dei ritmi alimenta il fuoco interiore, scandisce il battito del cuore e la frequenza del respiro, sembra un richiamo prima della battaglia o forse un saluto d'addio o ancora un abbraccio carico di sentimento. O tutto insieme.
Sembra proprio sottolineare la Vita, quella misteriosa circolarità infinita alla quale tutti ci aggrappiamo e proviamo a trattenere. Ma forse essa per esprimere al meglio il suo potenziale ha bisogno solo di essere lasciata scorrere, proprio come il vento che trasporta queste vibrazioni primordiali dentro le nostre anime.
Fede

Le immagini rappresentano "Vita" e sono tratte da:
la prima https://www.zenseitorino.org/dimostrazione.html
la seconda rappresenta il tokonoma del dojo ShoMon e mi appartiene