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sabato 13 giugno 2026
MORIRE PER RINASCERE -Matsuri Dojo ShōMon 生門-
sabato 30 settembre 2023
PRESENZA
>PRESENZA<
"L'efficacia di una tecnica non può essere rappresentata dalla sua apparenza" (S.Egami)
Tora kake-ryū (虎 駈け 流) significa più o meno: muoversi verso l'avversario come una tigre; è un Kata ricco di particolari, invisibili ad occhi inesperti, che lo rendono molto più difficile tecnicamente ed impegnativo fisicamente di ciò che il suo Embusen lineare è in grado di raccontare.
Un proverbio giapponese recita: "Se non entri nella tana della tigre non ne ottieni i cuccioli" e interpretare questo Kata richiede proprio un ingresso, un' immersione ad occhi chiusi nelle profondità più vacue della propria essenza marziale, cercando acqua e fuoco, buio e luce, materia ed energia.
Il Maestro Marco, è il Suo Kata, muove Ki nell'aria con ampi gesti delle braccia, un Soffio che respiriamo potente in quei due secondi in Yoi prima di esplodere … è solo Kime, contrazione, decontrazione, velocità, pausa, Kiai. Senza pensieri, "Mente colma di Vuoto" (Mu Shin無心) o, comunque, senza accorgersi di pensare.
Nessuna apparenza, solo verità.
E la verità arriva sempre, lo sa anche quell' uccellino che, con la sua cinguettante melodia, accompagna nel rispettoso silenzio globale, tutti i due minuti dell'esibizione, quasi a sottolineare come, anche nell'assenza, possa risuonare nei cuori una presenza.
🌻
09/07/23
Matsuri dal Maestro Luciano Parisi
Le foto mi appartengono
domenica 3 luglio 2022
HANAGASUMI
>HANAGASUMI (花霞)<
“L’essenza delle Arti Marziali non è l’arte in sé, ma ciò che si cela nel profondo di te stesso” (G. Yamaguchi)
Il termine giapponese Hanagasumi descrive il momento in cui i fiori di ciliegio sono in piena fioritura, al massimo del loro splendore, ma è anche, con una lettura più profonda, il momento in cui l’uomo raggiunge la migliore espressione di se stesso.
_ Il tuonare dei Tamburi Taiko scuote le possenti fondamenta del Dojo: energia primitiva sgorga impetuosa dalle viscere della Terra a nutrire anime affamate di vita, un mare di suoni di una dolcezza violenta genera onde concentriche sempre più ampie, fino ad unire tutti in un unico abbraccio o, forse, in una lenta emozionante risacca.
Il “Vecchio” Maestro non perde un suono, un movimento. Il tempo ha lasciato segni sul corpo, ma lo Spirito è sempre quello della Tigre; lo sguardo penetra e lascia il segno.
Il "Mio" Maestro è un faro.
“Jion” l’urlo secco e deciso avvisa e prepara all’inizio. Aspettavo il momento, “Hanagasumi”, non ho tempo di respirare, il mio corpo ha già iniziato il Kata.
Il cervello rettiliano prende la parola e spegne ogni tipo di interferenza cognitiva; libero Kime ad ogni colpo senza rendermi assolutamente conto di ciò che sto facendo. La sequenza di movimenti vive di vita propria e di una devastante energia che governa ogni mia intenzione: ho uno, dieci, cento avversari e li anniento senza sosta. La stanchezza prova a ghermire polmoni e gambe, ma il Drago che sta animando la mia essenza la spazza via con un colpo di coda.
In un attimo che sembra durare ore tutto finisce.
“Rei”, il saluto. Le gocce di sudore dalla fronte incontrano la forza di gravità e lasciano schizzi scuri sul tatami, vicino ai miei piedi.
Cerco lo sguardo di Marina, lei cerca il mio.
Resta il tempo per una splendida sorpresa a Matteo, Hanagasumi._
Matsuri dal Maestro Luciano Parisi - 03/07/2022
Fede
“L’Arte Marziale è lo spirito di chi con una semplice lancia può far fronte, in nome della dignità, all’arma più potente e più sofisticata. Questo è lo spirito dell’Arte Marziale e, in definitiva, dell’uomo”. (T.D. Roshi)
domenica 28 novembre 2021
KARATE DO - SHŌ MON DO
>KARATE DO - SHŌ MON DO<
sabato 7 novembre 2020
CIÒ DA CUI SI PARTE È CIÒ A CUI SI ARRIVA
>CIÒ DA CUI SI PARTE È CIÒ A CUI SI ARRIVA<
Tra la prima e la seconda foto sono trascorsi circa quarant’anni. Una vita.
Questo è un racconto che riguarda il Karate, un tributo al Karate, a modo mio però, con iperboli spazio-temporali e divagazioni varie ed eventuali. Domani è il mio compleanno, quindi so che mi perdonerete.
Buona lettura.
Partiamo dall’inizio.
Osteopatia, Osteopath, osteo – path, sentiero dell’osso.
Sentiero, Via.
Un ricordo solletica, più dei molti altri, la mia mente se ripenso agli anni di studio osteopatico: la lezione si trascina stancamente all’epilogo del weekend, lo zaino e il trolley sono quasi pronti, sotto il lettino, per la “fuga” della domenica sera e per l’agognato ritorno a casa, dopo, ovviamente, l’interminabile flipper targato Trenitalia.
Il prof, consapevole del disagio psicofisico (probabilmente vissuto anche da lui) della domenica pomeriggio inoltrata, soleva concludere con lo studio, sia teorico che pratico,dell’osteopatia craniale, un metodo molto rilassante, quasi “parasimpaticotonico”, in modo da lasciare una piacevole sensazione finale.
Ho sempre apprezzato molto.
“L’approccio al cranio è un po’ quello da cui si parte ad inizio seduta e quello a cui si arriva per concludere il trattamento”, il flash delle parole di Salvo, eccezionale docente, mi sorprendono e, come marchiate a fuoco, si imprimono nei miei pensieri, creano collegamenti, abbattono cancelli mnemonici, si insinuano nei labirintici anfratti del subconscio come mesmeriche pratiche di consapevolezza fino ad, inevitabilmente, condizionare il mio percorso e, ancora oggi,“parafrasate”, giungono al titolo del racconto.
Come ogni disciplina di ricerca consapevole del sé, l’osteopatia è un percorso ciclico, si parte da poco o nulla, solo le proprie mani e il proprio sentire, si arricchisce il tutto pian piano, si aggiungono nozioni, informazioni, pagine e parole, ma si torna sempre lì, alle proprie mani, al proprio sentire; un percorso molto simile a quello da me vissuto con le Arti Marziali, intese come stile di vita al servizio del miglioramento personale, “Budo”: si inizia dal movimento elementare e istintivo, si sommano strutturazioni, anche complesse, architetture e geometrie motorie sempre più arzigogolate per poi poter arrivare proprio lì, al movimento elementare, istintivo e, a quel punto, scoprire o riscoprire se stessi. Arti Marziali come strumento di rivelazione.
“Prima che studiassi le Arti Marziali consideravo un pugno solo un pugno e un calcio solo un calcio.
Quando cominciai a studiare le Arti Marziali un pugno non era più un pugno e un calcio non era più un calcio.
Dopo aver compreso le Arti Marziali mi accorsi che un pugno è solo un pugno e un calcio è solo un calcio” Lee Jun-Fan (Lì Xiaolong).
La vita è, altresì, un percorso ciclico. Una ricerca continua per arrivare all’essenza.
Immagino come non avrebbe potuto avere senso e completezza una vita senza Marina e, quindi, senza Paride, entrambi protagonisti di questa ricerca, anzi, probabilmente loro ne sono il vero risultato, la vera essenza.
“Non smetteremo mai di esplorare. E alla fine di tutto il nostro andare ritorneremo al punto di partenza e lo conosceremo per la prima volta” T.S. Eliot
Mi piace pensare che le Arti Marziali, l’Osteopatia e la mia Vita siano tutte lo stesso immenso, infinito cerchio. Il mio Sentiero, la mia Via.
Tra la prima e la seconda foto sono trascorsi circa quarant’anni. Una vita, dicevamo.
Avevo sei anni quando mi avvicinai al mondo del Karate Do, un minuscolo cumulo di capelli ricci e biondi che scelse, come prima attività fisica delle propria esistenza, una disciplina marziale ai tempi poco conosciuta se non per qualche film, ma che mi accompagnò, continuativamente, fino ad adolescenza inoltrata.
È stato amore, ma anche odio, felicità, ma anche tristezza, desiderio e avversione, in un complesso quanto perfetto gioco di complementarietà, Yang e Yin, il mio percorso giovanile ha fatto sì che a molti anni di pratica di Karate contrapponessi altre discipline “di contatto”, senz’altro meno Arti, ma forse più Marziali, nel senso vero e proprio del combattimento. Nella mente confusa da post-adolescenza crea più appeal un allenamento in pantaloncini e canotta che uno in keikogi, o almeno su di me ha funzionato così.
“L’Artista Marziale che ha praticato una sola Arte Marziale è un Artista Marziale cieco” (Combat ’06). E via giustificazioni sui generis e altrettanti tira e molla negli anni a seguire.
Inevitabilmente, però, se qualcosa deve compiersi, troverà il modo per farlo. Mi trovo sempre a ripetere che l’Universo opera per strade misteriose, ma sempre con un fine preciso e, questa volta, ha utilizzato l’osteopatia come trigger per riaccendere una fiamma probabilmente mai sopita del tutto. Mi serviva qualcosa che completasse il sentire osteopatico e, soprattutto, rendesse il mio corpo (leggasi corpo/mente) in grado di incanalare queste percezioni; meditazione, training autogeno, corsa prolungata, le ho provate tutte, ma: “torneremo al punto di partenza e lo conosceremo per la prima volta”, era già scritto dentro di me, era lì da una vita pronto a riesplodere con una bagliore accecante e a ricordarmi come non possa farne senza.
Ed è proprio così, la mia Vita, impegnativa, difficile e, allo stesso tempo, ricca di gioia, è scandita dai ritmi del Karate, lo è sempre stata, solo che adesso ne ho consapevolezza, mi accorgo di come ho disegnato “l’embusen del mio Kata” se penso per esempio al mio percorso professionale e sento come rilassatezza e Kime riempiano le giornate, da quelle più piacevoli a quelle più tristi.
Il Karate Do, la Via del Karate, mi insegna ad essere un osteopata migliore, mi rende più completo nel mio lavoro come scienziato motorio, condiziona in positivo e scandisce il ritmo del mio incedere quotidiano, è il “kihon”, le fondamenta, del mio rapporto con gli altri e mi permette di apprezzare nel profondo tutte quelle piccole/grandi cose che mi circondano. Sono assolutamente sicuro che mi renda una persona migliore.
Il Dojo è una seconda casa, il Maestro una vera guida, tutti dovrebbero avere il privilegio di avere un Maestro come il mio, gli altri praticanti dei veri e propri compagni di avventura dai quali imparare sempre qualcosa, l’esercitarsi un irrinunciabile compito giornaliero; incredibile come abbia fatto ad astenermi da tale pienezza per tanti anni.
“Quando l’allievo è pronto il Maestro appare” (detto Zen).
Il Karate è dentro di me. c’è sempre stato, ora ne sono sicuro e, mai come in un periodo incerto e traballante come questo è un’ancora di salvezza, un punto fermo, un salvagente che mi tiene a galla.
Il punto di partenza e il punto di arrivo.
Fede
La foto mi ritrae e mi appartiene
venerdì 13 marzo 2020
La Teoria dei 5 Movimenti e i 5 Kata Heian
Gli spunti di riflessione che si trovano nel Dojo sono molteplici, a volte criptici, bisogna saperli cogliere e, magari, ci si accorge del suggerimento del Maestro solo in un secondo tempo, altri molto espliciti, richiedono una riflessione immediata e una altrettanto immediata risposta.
La Via del Karate è questa, non già pratica di acquisizione (accumulo) di conoscenze e tecniche, bensì pratica di liberazione intesa come una pulizia in sé, un togliere osservandosi, per giungere all’essenza (illuminazione?) del gesto o della conoscenza. La continua ricerca, verso la quale il Maestro pazientemente ci spinge, è proprio trovare questa gemma primordiale e, quel sabato pomeriggio, durante uno dei nostri stages di approfondimento teorico/pratico: “Chissà se gli Antichi Maestri associarono i 5 Kata Heian ai 5 Movimenti della Medicina Orientale? Provate ad associare ogni Kata ad uno specifico Elemento/Movimento”, la mia Vita prese una piega differente; quella domanda condizionò le mie scelte future e, in un certo senso andò ad accendere la mia ricerca personale, la mia Liberazione.
Facciamo un passo indietro e vediamo con precisione, ma senza dilungarci troppo, di cosa stiamo parlando.
- La Teoria dei 5 Movimenti
La Teoria dei 5 Elementi o Movimenti (Wu Xing Xue) è, nella storia della Medicina Cinese, successiva a quella relativa allo Yin/Yang e si è sviluppata nella stessa scuola filosofica durante il periodo degli Stati Combattenti (476-221 a.C.), anche se i primi riferimenti risalgono alla dinastia Zhou (1000 – 770 a.C). inizialmente non fu sempre utilizzato il termine Movimento, ma “Sedi di Governo” o “Abilità”, infatti, un testo risalente agli Stati Combattenti recita: “Il Cielo invia le Cinque Abilità e il popolo le impegna”; o ancora, alcune correnti di pensiero definirono addirittura 6 Sedi di Governo, adducendo ai Cereali, la definizione di sesto elemento.
Come sempre, quando si riferisce a teorie così antiche e, soprattutto, a luoghi dove il misticismo e il mistero hanno sempre condizionato l’acquisizione di informazioni, il reperire fonti certe è piuttosto complicato, ma di indubbio fascino è il confronto con una cultura così vasta e particolare.
Analizzando il termine “Wu Xing Xue” vediamo come sia la combinazione di tre espressioni:
- Kata
In giapponese la parola “Kata” ha due significati principali:
- Forma: etimologicamente “tracciare con il pennello una somiglianza esatta”;
Il Maestro Kenji Tokitsu propone una definizione di partenza di ciò che il Kata rappresenta nelle Arti Marziali: “sequenza composta da gesti formalizzati e codificati, sottesa da uno stato di spirito orientato verso la realizzazione della Via (Do)”. Per la cultura nipponica “realizzare la Via” è raggiungere la tecnica perfetta, che è quella dell’uomo perfetto.
Ci stiamo riferendo, ovviamente, ai Kata Heian dello stile di Karate “Shotokan” del Maestro G. Funakoshi.
Anche in questo caso, storia e leggenda si fondono e un alone di mistero cala sui protagonisti della nostra storia. Pare che i Maestri Itosu e Funakoshi oltre ad essere valenti studiosi di Arti Marziali, coltivassero un intenso interesse per lo studio dei classici cinesi; i 5 Kata, per qualcuno estrapolati dai Kata superiori Kushanku e Passai (Bassai), per altri derivati dal Kata Channan (forma imparata da Sokon Matsumura, Maestro di Itosu, presso il tempio Shaolin), vennero ideati e “assemblati” seguendo alcuni principi dettati da una cultura filosofica di chiara matrice cinese ed olistica.
- Heian Nidan – Legno
- Heian Sandan – Terra
- Heian Yondan – Metallo
- Heian Godan – Fuoco
Il Sogno del Karate – Funakoshi Gichin – Ed. Mediterranee 2010
Storia del Karate – Tokitsu Kenji – Ed. Luni 2017
Kata – Tokitsu Kenji – Ed. Luni 2017
Karate Do La via della Mano Vuota a Finale Ligure – AA.VV. – Stampato in maniera indipendente – 2012
Fondamenti di Medicina Tradizionale Cinese – Bottalo-Brotzu – Xenia edizioni – 2018
I Fondamenti della Medicina Cinese – Maciocia – Ed.Edra – 2017
Sitografia:
www.karateka.it
www.karatechiari.com
www.karate-do.it
www.karateivrea.it
www.karate-shorin-ryu-piemonte.webnode.it
Immagini tratte da:
www.iobenessere.it
www.karateportotorres.it
www.karateka.it
www.ilguerriero.it
www.visionealchemica.com
2 immagini mi ritraggono e mi appartengono


















