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sabato 13 giugno 2026

MORIRE PER RINASCERE -Matsuri Dojo ShōMon 生門-

>MORIRE PER RINASCERE<
-Matsuri Dojo ShōMon 生門-
 
La dinamica delle lezioni in Dojo, in questo ultimo periodo, ha un andamento fluido; espande e ritrae come un’onda di marea: lenta, possente, antica.
La comprensione di questi ritmi, in fondo gli stessi di quelli che caratterizzano la Vita, diventa essenziale per giungere alla fonte originaria del movimento marziale: l’istante dove tempo e spazio perdono di significato scavalcando l’uomo, per arrivare all’eterno. 
Questo è il cammino, non acquisizione, ma abbandono; non resa, ma sublimazione della propria essenza: l’azione (pensiero, intenzione, moto …) MUORE per poi RINASCERE a nuova forma, che non è solo sostanza tangibile, non è neppure solo soffio impalpabile, semplicemente ESISTE.
Esiste nel sorriso timido e impacciato ed in quello baldanzoso e sfrontato.
Esiste nel Kata dimenticato ed in quello perfettamente ricordato.
Esiste nel kiai sussurrato ed in quello urlato a squarciagola.
Esiste nel movimento perfetto ed in quello scoordinato.
Esiste nel Maestro che intima e, un istante dopo, abbraccia 
Esiste in chi è presente nonostante tutto e in chi vorrebbe essere altrove 
Esiste in chi non puoi vedere, ma riesci a sentire.
Esiste in quei cuori sinceri, genuini che ieri, al Matsuri, hanno donato una goccia di acqua pura all’Universo che li osservava.
Grazie.
Fede
 
Immagine presa da: https://it.123rf.com/photo_15034781_qui-ci-sono-le-gocce-d-acqua-pura-il-resto-%C3%A8-il-gioco-con-sfondo-e-la-luce.html

giovedì 5 febbraio 2026

DISCESA AL CENTRO

 >DISCESA AL CENTRO<





Detesto il freddo.
Sono parole alle quali forse non credo neppure, ma rimbombano e sbuffano in testa come una vecchia locomotiva a vapore della quale visualizzo la fornace incandescente, alimentata dal mio respiro ritmico.
Cerco la violenza del fuoco: nel movimento, nel suono del mio torace, negli sguardi attorno a me. La percepisco sopita in un anfratto nascosto del mio cuore e, con ogni goccia della mia anima, la invoco a travolgermi come un torrente ardente.
Mani che stringono le mie; il cerchio è un simbolo di potere, la potenza del vuoto.
Posso.
Espiro ed entro.
Urlo e sto.
Posso.

Un passo indietro.
Un tamburo cadenzato e lo sciabordio delle onde in lontananza, mantengono la mia presenza mentale ancorata a qualcosa di conosciuto.
Naufrago sull’isola delle emozioni, dibatto con il mio stesso respirare cercando di adeguarlo alle armonie che mi circondano.
Acqua salata, ma sono lacrime; trovo il mio centro in una visione che appare nitida come mai mi sarei aspettato: sorrisi talmente conosciuti da essere famiglia, un saluto che ha il sapore avvolgente di un “siamo qui”. Nel cuore.
Forse, ma solo forse ho l’idea di riuscire.

Posso.
Espiro ed entro.
Urlo e sto. Il tempo che serve. Il tempo che mi serve.
Posso.
Avevo solo dimenticato.
Fede
Grazie a Fabio per la delicata presenza e squisita professionalità.
Grazie a Nicola per la trasparenza del suo essere.
Un abbraccio ai compagni che hanno condiviso e supportato la mia discesa al centro.
Grazie a Marco e Monica gent
ili e preziosi testimoni.