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giovedì 7 aprile 2022

UNIVERSI PARALLELI

>UNIVERSI PARALLELI<
Il Signor G è un ragazzino dallo sguardo dolce e profondo. Gli occhi curiosi scrutano l'animo e sembrano in grado di leggere le pause dei tuoi pensieri, condirle con un sorriso sincero e mostrare la tua versione migliore. Sta per affacciarsi all'adolescenza con la giusta innocenza e una furbetta pigrizia che gli regala qualche rotondità di troppo. Tra le varie proposte motorie atte a distrarlo dalle divanose video-tentazioni abbiamo il privilegio di ospitarlo una volta a settimana in palestra.
Miss A si muove a stento, il corpo non obbedisce più a regole che solo poco tempo fa sembravano scolpite nella pietra e, qualche volta di troppo, permette incontri ravvicinati non particolarmente piacevoli con il pavimento. La colonna vertebrale si curva subendo decenni di gravità e numerose erosioni vertebrali, le sicurezze vacillano, la paura, seguendo vie neurovegetative arcaiche, rende tutto ancor più paralizzato.
I due anni di immobilità o semi-immobilità forzata e terrore informativo completano il quadro.
Tra il Signor G e Miss A ci sono la bellezza di 70 anni abbondanti di differenza.
Ieri pomeriggio alle 1545 questi due Universi Paralleli hanno fermato il tempo per un istante e si sono incontrati in palestra.
Mentre incrociavano i loro sguardi, probabilmente nemmeno notando l'uno la presenza dell'altro, passato, presente e futuro sono diventati la stessa cosa, un secondo, forse nemmeno, dove tutto si è spento nel silenzio per poi liberarsi con un fragore assordante.
Miss A ha iniziato la sua attività motoria atta a ritrovare un pochino di vigore organico e implementare quelle funzionalità utili per prevenire le cadute, mentre G ha proseguito il suo training puntando su una migliore organizzazione motoria di base e sul "potenziamento" metabolico.
Io ero lì.
Con stupore ho osservato due Universi Paralleli toccarsi, ed è stato un qualcosa dalla forza indescrivibile, un'onda di Marea lenta e possente, senza fine.
Fede
 
L'immagine è tratta da: https://www.futuroprossimo.it 

domenica 6 marzo 2022

LA SOLITA PALESTRA

 >LA SOLITA PALESTRA<


Noto con (dis)piacere come ogni qualvolta si apra o si stia per aprire un nuovo centro fitness/palestra/asd/box/centro personal … nella pubblicità di lancio si ponga sempre l’accento su una (ovviamente presunta) superiorità verso un’entità già esistente, generalmente definita con una sorta di malcelata boria come “la solita palestra”. Esempi tipici:: “Non la solita palestra”, “Molto più della solita palestra”, “Non accontentarti della solita palestra” ecc … .

Tralasciando il fatto che un nuovo progetto è già interessante proprio per il fatto di essere nuovo, porlo in una sorta di confronto sui contenuti (perché in effetti di quello si dovrebbe parlare) con realtà già esistenti e consolidate, mi pare quantomeno azzardato e terribilmente vanaglorioso; apprezzo l’ambizione e una certa arroganza "agonistica" solo se accompagnate da sostanziose prove di effettiva preparazione e qualità di lavoro, non come meri strumenti di marketing inumiditi con PNL da quattro soldi.

Faccio comunque buon viso a cattivo gioco e, come co-titolare di una “Solita Palestra” da ormai quindici anni (dopo 10 di gavetta), cercherò di dimostrare come questa, considerata a quanto sembra obsoleta e poco accattivante, sia invece, sempre di più, un punto di riferimento per quel che riguarda il “benessere in movimento”, racchiudendo in questa definizione gran parte del multiverso motorio.

Cosa si fa nella “Solita Palestra” Stile Libero?

L’offerta è molto varia e si è evoluta negli anni; nel 2007, quando abbiamo aperto, il mondo del fitness era decisamente diverso da quello attuale, così come le richieste dell’utenza e soprattutto la tipologia di utenza stessa. Credo che la nostra maturazione professionale abbia cavalcato precisamente il vorticoso mutare delle esigenze di una popolazione, quella del fitness, che ha visto, in generale, trasformare il proprio obiettivo principale da una edonistica rincorsa estetica a una pragmatica ricerca di Salute e benessere globale.

Evito di analizzare ciò che abbiamo fatto negli anni e mi concentro sul qui e ora, aprendo una piccola finestra su ciò che accade tra le mura della mia “Solita Palestra”.

L’impostazione del lavoro è tarata sulla massima individualizzazione dello stesso e declinata principalmente, quindi, sul lavoro con il “Personal Trainer” o su percorsi motori personalizzati eseguiti in autonomia, ma sotto l’osservazione dell’istruttore. Ci si allena a corpo libero, con piccoli attrezzi e con macchinari tipici, in modo da poter soddisfare le esigenze del maggior numero di persone, infatti copriamo praticamente tutte le fasce d’età, avendo clienti dai 10 anni in sù, fino ad anziani con più di 80 anni.

In definitiva, quindi, cosa proponiamo?

_ Educazione e rieducazione al movimento, riatletizzazione post-trauma o post intervento sanitario, preparazione atletica specifica, ginnastica “medica”, preventiva e adattata, spesso, ma non esclusivamente, declinata su attività vertebrale/posturale, ginnastica dolce, allenamento per il benessere generale, allenamento per performance fisica, ginnastica in gravidanza, allenamento per dimagrimento e per aumento di peso, allenamento per selezioni/test nei gruppi militari, allenamento con sovraccarichi, allenamento "funzionale" (spaziando negli ampi significati che caratterizzano questa definizione), allenamento della mobilità articolare e flessibilità muscolo-tendinea, meditazione e rilassamento progressivo, allenamento neuromuscolare, training outdoor.

Non solo; c'è anche la possibilità di sfruttare la palestra per allenarsi in completa autonomia (sempre sotto un occhio vigile, ma indiscreto), perché è altresì importante avere il modo per potersi esprimere in libertà e urlare la propria presenza al mondo senza condizionamenti. _

La cosa principale, però, è che tutto ciò viene proposto mediato dalla nostra visione in modo da renderlo veramente originale e lontano dai seducenti echi modaioli.

Abbiamo una collaborazione con l'università degli studi di Genova, facoltà di scienze motorie, come sede per il tirocinio curriculare degli studenti e, di conseguenza, le nostre collaborazioni sono esclusive con chinesiologi (laureati in scienze motorie) e studenti.

In ultimo, ma non per importanza, anzi, la struttura ospita, vista proprio l'idea di globalità d'intervento, studi professionali che vedono la presenza della  Biologa Nutrizionista, dell'Osteopata e, recentemente, anche della Psicologa.

Aggiungerei a tutto questo elenco di competenze e professionalità la grande possibilità di socializzazione e divertimento, la sensazione di appartenere ad una sorta di famiglia allargata dove tutti possono ritagliarsi il proprio spazio e, allo stesso tempo, sentirsi parte e protetti da un gruppo.

Ebbene, quando si riuscirà a proporre, con la stessa disciplina, passione, abnegazione e competenza la variegata qualità di stimoli di una "Solita Palestra" come la mia, allora, solo allora, si potrà alzare il capo da un incessante, umile e continuo lavoro e, come per magia, accorgersi che la strada da fare è ancora terribilmente lunga, i libri da studiare sempre di più e mettersi in gioco senza sentirsi arrivati diventa la parola d'ordine. Il nostro è un lavoro dove non contano i followers, ma i rapporti con le persone, dove la teoria è fondamentale, ma rimane teoria, mentre le persone hanno bisogno di risposte pratiche a problemi reali e dobbiamo essere bravi a dargliele, ma soprattutto, è un lavoro dove rimanere se stessi è un'arma vincente.

Fede

-Co-titolare Palestra Stile Libero, "Solita Palestra" di Finale Ligure

-Laurea Scienze Motorie AMPA

-Osteopata DO

"Non si insegna ciò che si sa o ciò che si pensa di sapere: si insegna e si può solo insegnare ciò che si è".

(J. Jaurès)


L'immagine rappresenta le t-shirt "Stile Libero" e mi appartiene



martedì 25 gennaio 2022

SCIENZE MOTORIE E PALESTRA

 >SCIENZE MOTORIE E PALESTRA<


Ho notato, girovagando in questi giorni di obbligato fancaxxismo, sulle pagine social che si occupano di “educazione al movimento”, definizione che lascia spazio a tante realtà legate alla formazione in ambito motorio, quindi non solo vincolate al percorso universitario, ho notato, dicevo, ancora, trita e ritrita, la sempre più noiosa polemica riguardante la facoltà di Scienze Motorie e la spendibilità, contrapposta al “brevetto da istruttore” di una disciplina specifica, del titolo accademico nell’ambiente palestra,

Da un lato la moltitudine di istruttori, chi pluribrevettato, chi con esperienza pluriennale, chi senza arte né parte e dall’altro un'altrettanta folla laureata, chi con specializzazione, chi con esperienza, chi con entrambe e chi anche qui, ovviamente, senza arte né parte.

Mi sento sempre un po’ tirato in causa in queste discussioni (spesso anche molto animate), pur non intervenendo mai; considero molto limitata e limitante la possibilità di dialogo tastiera-mediata, quindi approfitto di questo mio spazio per condividere la mia opinione, che sia richiesta o meno.

Esiste, da febbraio 2021, un Decreto Legge che istituisce la figura del “Chinesiologo”.

Il “Chinesiologo” è chi ha ottenuto una Laurea in Scienze Motorie e si divide in “Chinesiologo di Base”, per il Laureato Triennale, “Chinesiologo delle Attività Preventive e Adattate”, Chinesiologo Sportivo” e "Manager dello Sport per le varie specializzazioni della Laurea Quinquennale (Magistrale). Fin qui nulla di strano, a parte il nome “Chinesiologo” che pur avendo un etimo nobile “Studioso del Movimento”, lo trovo cacofonico oltre che limitante la professione che non è esclusivamente quella di studiare il movimento, ma soprattutto di insegnarlo. Ma questi sono particolari e, più che altro, mie manie.

La diaspora cerebrale tra laureati e non riguarda precisamente la possibile esclusività del Chinesiologo come insegnante di attività motorie in palestra, nella fattispecie come “Personal Trainer”.

Ovviamente il decreto legge è appositamente confusionario, da un lato le pressioni “chinesiologhe” dall’altro quelle del Coni (dispensatore di diplomi e brevetti tramite le EPS, enti di promozione sportiva) e scribacchia un po’ a caso, definendo la professione e i limiti di competenza; in effetti NON elargisce una condizione di esclusività del laureato, anche se ne evidenzia la necessarietà, sottoponendo al suo controllo responsabile l’attività proposta da istruttori brevettati.( https://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato1518613.pdf ) ( https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/03/18/21G00043/sg ). Non entro nel merito del decreto, delle scelte fatte e di, probabilmente “all’itagliana”, come verranno fatte rispettare.

I miei due cent. 

Premesso che ritengo assolutamente indispensabile la presenza di enti formatori extrauniversitari (se non fossero gestiti dalla “mafia-coni” preferirei, ma credo che ormai sia impossibile) vista la mole di proposte motorie presenti sia in ambito fitness sia in ambito sportivo o silmil-sportivo, e quindi appoggio con favore la presenza di istruttori con specifica formazione, particolarmente in quelle discipline dove l’abnegazione quotidiana diventa un vero e proprio “vivere per”, mi riferisco per esempio allo Yoga o alle Arti Marziali, ma anche in generale, dove una formazione specialistica offre sicuramente un potenziale didattico importante e più precisamente declinato sull’attività in oggetto rispetto ad una preparazione ovviamente “più generale” che può offrire un corso universitario.

Non sono neanche uno di quelli che vorrebbe i corsi di formazione in ambito motorio riservati ai soli Chinesiologi (o studenti del ccorso di laurea); credo invece che, quantomeno fino ad un certo livello (mi riferisco soprattutto alla parte di riatletizzazione e ripristino delle qualità motorie post infortunio/riabilitazione, o alla preparazione “atletica” pre trattamento chirurgico, che considero competenza esclusiva del Chinesiologo), la possibilità della formazione, anche di ottima qualità debba essere alla portata di chiunque abbia sufficiente impegno e passione per poterla coltivare. Il confronto con molte realtà e retaggi di studio diversi non può essere altro che un arricchimento per tutti.

Inutile, poi, nascondersi dietro ad un dito, la formazione accademica in ambito motorio fa acqua da quasi tutte le parti: docenti svogliati e poco aggiornati, spesso buttati a coprire ore con materie che non masticano alla perfezione, programmi stantii e ormai anacronistici, riduzione del lavoro pratico a scapito di una (inutile e non spendibile) iper-medicalizzazione … potrei andare avanti ancora. Sono tutte cose che vedo nel quotidiano, anche perché la mia palestra “Stile Libero” è azienda convenzionata, ormai da 4 anni, con l’Università degli Studi di Genova, facoltà di Medicina e Chirurgia, corso di Laurea in Scienze Motorie (triennale e magistrali sportiva e adattata) come centro dove gli studenti possono eseguire il tirocinio formativo. Io credo che siano tirocinanti fortunati quelli che passano da noi; ma questo non c’entra.

Mi accorgo dello smarrimento dei ragazzi: chi è avvezzo al lavoro in palestra, magari si allena con i pesi, non è in grado di vedere oltre quello e fatica ad avere una mentalità aperta rispetto ad altre tipologie di condizionamento fisico, o chi fa il preparatore atletico del calcio ha poca dimestichezza con lavori specifici con sovraccarichi, o chi gioca a tennis non sa dove cominciare a far muovere un anziano con dolori lombari ecc … C’è grande difficoltà nel rendere una importante mole di conoscenze teoriche in un qualcosa di pratico.

Ed è un problema. Ed è qui che il “brevettato” trionfa; magari ha meno conoscenza teorica, ma è più applicativo. ed è qui che i due mondi potrebbero incontrarsi, ma vabbé, qui entriamo nel regno della fantasia.

E quindi?

Intanto sarebbe necessaria una riforma universitaria. Ma qui noi possiamo fare poco. 

Quello su cui abbiamo potere, è sulla nostra mentalità. 

Ecco, se devo trovarmi un pregio (sono veramente pochi, quindi faccio in fretta), quello è la mia capacità di aver avuto una considerazione del mio campo di studi, enorme. Non ho mezzi fisici eccelsi, tutt’altro, non ho capacità motorie straordinarie, ma sono sempre stato, anche durante il percorso accademico, estremamente curioso: sia a livello pratico che teorico. Ero veramente affascinato, lo sono tutt'ora, pur avendo allargato i miei ambiti operativi. L’università mi ha dato un campo sconfinato sul quale sperimentare, io ero lo “scienziato pazzo”, ma ero pure la cavia; cercavo veramente di imparare..

L’Università offre una “visione”, apre gli orizzonti, plasma le menti e dona una capacità di discernimento senza pari, ma deve essere affrontata a viso, ma soprattutto a cuore aperto, senza sentirsi mai arrivati e considerando che probabilmente non si arriverà mai.

Questo è stato il più grande (non l’unico, ma sicuramente il più importante) insegnamento che ho cercato di trasmettere ai ragazzi che come tirocinanti/collaboratori sono passati da Stile Libero, ho dato loro la possibilità di sperimentare, di mettersi in gioco e di trovare una propria dimensione nell’Universo motorio. Cercare di trovare una possibilità di far muovere le persone indipendentemente da ciò che propone la moda o che si vede nelle “App”; questo distingue il “Chinesiologo”, la capacità di uscire dal seminato, dallo standard, dallo specifico, trovando comunque un senso a ciò che si sta facendo. E quel senso null’altro è che il Movimento.

“L’allenamento non opera su un oggetto, ma sullo spirito e sulle emozioni di un essere umano. per agire su sfere così delicate occorrono intelligenza e discernimento” (Bruce Lee).

Concludendo: Il Chinesiologo e l’Istruttore in palestra possono senza dubbio essere la stessa persona, ma nell’ottica di laurea vs brevetto, possono senz’altro collaborare proficuamente. Le armi del laureato sono molte e molto più affilate, ma deve imparare ad usarle in maniera ottimale e può farlo solamente ampliando le proprie visioni e togliendo i paraocchi. Anche nelle attuali (disperate) condizioni, l’università è in grado di offrire questa possibilità. 

Se dobbiamo parlare specificatamente di Personal Trainer, quindi potenzialmente un individuo in grado di offrire il ventaglio più ampio di proposte motorie in palestra, credo che qui la differenza in favore del Chinesiologo sia più che evidente (per tutte le ragioni enunciate sopra).

La palestra è ancora un ottimo bacino di lavoro per il Laureato in Scienze Motorie (nonostante la crisi innegabile del settore) e immagino possa diventarlo ancor di più se viene considerata un luogo di Salute più che una officina di costruzione muscolare e/o organica. Il ruolo del Chinesiologo nella società è indispensabile e, in quest’ottica salutogenica, quindi anche preventiva, ancor di più.

La laurea è una garanzia? Beh, dimostra che hai iniziato e terminato un percorso e, per me, questa è già una sorta di garanzia, quantomeno di impegno (certo che se per fare 3 anni ne impieghi 10 … 😅). Non assicura competenza, quello è evidente, ma quella non è possibile averla garantita a priori da nulla. Offre la grossa possibilità di diventare un professionista completo e, in prospettiva, questa è una importante garanzia.

Fede

Dott. Magistrale in Scienze Motorie - Chinesiologo dell’Attività Preventiva e Adattata

Osteopata DO

Mental Trainer certificato Associazione Italiana Psicologia dello Sport (AIPS)

Immagine tratta da:

www.almalaurea.it