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mercoledì 20 ottobre 2021

SCIATALGIA

 >SCIATALGIA<

"Sciatalgia" è diventato, nel tempo, un termine di largo uso comune. Spesso abusato e frainteso, viene associato a fantomatiche "ernie" e "protrusioni" discali, o, per gli amanti delle ricerche sul web, a contratture muscolari, in genere attribuite al povero muscolo piriforme, ormai considerato colpevole delle peggiori nefandezze posturo/algiche riguardanti la colonna vertebrale.

Mal di schiena, sciatica, sciatalgia, lombosciatalgia più raramente, diventano così, nell'immaginario "popolare", tutti sinonimi di un non ben definito malessere che coinvolge la zona lombo-sacrale della colonna, spesso il muscolo gluteo e a volte, seguendo il decorso del nervo sciatico o altri percorsi più fantasiosi, l'arto inferiore.

Descrizioni caleidoscopiche e pittoresche del termine "sciatalgia" si sentono ogni giorno in studio e, al di là del senso di fastidio, dolore o impotenza funzionale, tutte hanno come denominatore comune il disagio quotidiano che viene vissuto.

L'Osteopatia, dunque, entra da protagonista nella storia che stiamo raccontando, non già come "tecnica terapeutica" risolutrice dell'infiammazione nervosa o della contrattura muscolare, bensì come percorso di consapevolezza, un lavoro sulla globalità del paziente, su quelle che possono essere cause o concause della sensazione di disagio di cui sopra e, soprattutto, su tutte le "energie" che la persona in questione riceve, trasmette, elabora.

Quindi il cambio di paradigma è notevole e, l'Osteopata, da semplice (ma non per questo inutile, ovvio) "manipolatore seriale", acquista un ruolo centrale di osservatore privilegiato, in grado quindi di poter aiutare un corpo in difficoltà a ripristinare un'armonia organica, in maniera dolce ed afferente, offrendo la propria neutralità al servizio della Salute del paziente e conducendolo verso un paesaggio di Quiete.

Un bel salto: da cacciatore di disfunzioni a dispensatore di armonia, di Salute.

Accoglienza, ascolto, osservazione e pazienza diventano le armi per interagire con un organismo in sofferenza e le chiavi per aprire (molto spesso si trovano ben serrati) scrigni e casseforti dove il paziente rinchiude la propria energia terapeutica (quasi sempre annichilita da eccesso di farmaci, ipomovimento, stravizi alimentari, stressor esagerati e continui, abuso di "luci blu" …).

Riuscire a trovare una connessione con questa forza curativa, sempre presente dal concepimento in avanti (forse anche da prima) è un'esperienza unica; ogni volta unica.

_

"Tu comunque sei un Mago 🧙🏽‍♂️".

"Ah sì? E dimmi, cosa avrei fatto di così straordinario🌊?".

"Ma, guarda. Io ero abituata ad un'altra osteopatia 🛠️ e francamente la sera dopo il trattamento, arrivata a casa, mi sono detta … boh, si, sono rilassata, sto bene, ho un po' di fastidio, ma comunque è una sciatalgia e cosa vuoi, con la mia schiena, non mi ha fatto scrocchiare, non mi ha sbloccata. 🤔

Beh, il giorno dopo non avevo più nulla. È senz'altro una magia😅"

"😂 Come ti ho già detto, hai fatto tutto tu, io ho osservato solo che agisse chi doveva agire 🌊🙏🏼".

_

Questo confronto con forze che emergono prepotenti dall'origine dell'uomo stesso diventa, oggi più che mai, un appiglio di potenza inesauribile per un accesso alla Salute sempre più messo in discussione, aggredito e svenduto sugli altari di una sanità burocratizzata, prezzolata, lontana anni luce dalle persone e dai loro reali bisogni.

Fede

Immagine tratta da pagina facebook di Osteopathic College Trieste




martedì 12 ottobre 2021

UNA LACRIMA HA LA FORMA DI UN GUSCIO, E' UN RIFUGIO

 >UNA LACRIMA HA LA FORMA DI UN GUSCIO, È UN RIFUGIO< (J.Jealous)

"Ci Muoviamo Verso il Mistero".
La ricerca di comprensione dell'essere umano attraverso la visione Biodinamica dell'Osteopatia è un percorso che richiede Umiltà: verso la Salute e le forze primigenie da cui essa deriva, verso l'Universo che, instancabile, le anima, verso il paziente, verso se stessi, verso antichi e nuovi Maestri.
Diventa un chinare il capo, con fierezza e, soprattutto, accettazione del proprio ruolo di spettatori responsabili, distaccati, ma profondamente presenti rispetto ad un dialogo ancestrale che ci vede, neutrali e trasparenti, esploratori di territori ignoti, sentieri (path, osteo-path) dai quali emerge la Salute dell'Origine, nuda, maestosa nella sua Potenza (Potency), Intelligente, Capace, Precognitiva.
Come non commuoversi ogni volta di fronte a tali meraviglie all'apparenza così distanti, ma effettivamente così vicine?
_ Chiudo gli occhi. Sono un Osservatore ammirato di ciò che sta succedendo vicino alle mie Mani, intorno ai miei Sensi.
Apro gli occhi e, all'orizzonte vedo l'Oceano che sento bagnare le mie dita.
Chiudo gli occhi e il garrito dei gabbiani porta alle narici un profumo salmastro … la Lunga Marea sfiora il mio corpo.
Silenzio. Quiete. _
Sono una goccia, siamo tutti la stessa goccia e, mentre scrivo queste parole, mi accorgo che è la stessa Marea a scriverle per me.
Fede🙏🏼🧙🏽‍♂️   
Grazie di Cuore a Roberto Guglielmi e Roberto Frumento per ciò che ogni volta, sempre di più, offrono e, particolarmente per il modo in cui lo fanno. Jim È sicuramente orgoglioso.
 
Le immaginirappresentano il mare davanti a Bergeggi (SV) e il manuale di Fase 2 di Osteopatia Biodinamica e mi appartengono

mercoledì 1 settembre 2021

NUOVO MONDO

>NUOVO MONDO<
 
 
Mi muovo in un nuovo mondo, ossimorico e contraddittorio, fissato da occhi sospettosi e sfuggenti, occhi antropofobici come le bocche sentenzianti, spesso silenziate e sostituite da agili dita su piccoli schermi in grado di trasmutare pavidi anatroccoli in aquile reali.
Questa pallida e virtuale realtà, ologramma di un decadimento spirituale profondo, disegna e plasma menti affannose di non sapere (mentecatto: mente captus - preso nella mente) e orgogliose di manifestarlo con la stessa facilità con cui le convince di essere virtuose, alimentando, di fatto, un vacuo circolo vizioso dove l'effetto Dunning-Kruger diventa menzione da curriculum.
Mi muovo stranito in questo nuovo mondo, non già perché in possesso di chissà quali caratteristiche ascetiche o di perfezione morale, tutt'altro, bensì per il curioso difetto di provare godimento nel fermarmi a pensare, il tignoso tic di sublimare di piacere nel leggere e studiare, ma soprattutto per la diffamante vergogna del cercare di andare oltre, privo di paraocchi riduzionistici, abbracciando la misteriosa ed affascinante vastità dell'Uomo inteso come porzione dell'Universo e delle sue energie.
In questo momento ho bisogno di "grandi spazi" e "piccole cose". 
"You don't have a Soul. You are a Soul, you have a body" ( cit.)
Fede
 
Immagine tratta da:
https://www.giulianaconforto.it/post/295

mercoledì 25 agosto 2021

VIETATO L'INGRESSO AI RAGNI E AI VISIGOTI

>VIETATO L'INGRESSO AI RAGNI E AI VISIGOTI<


Per manifestare la loro forza, il loro potere, le loro virtù (reali o presunti) molti uomini pensano sia necessario emarginare qualcuno.

_Non sono razzista, ma … _ [cit.].

_Non vuole essere un atteggiamento discriminatorio, ma … _ [cit.].

_ Tutti abbiamo gli stessi diritti, ma … _ [cit].

"Excusatio non petita, accusatio manifesta" potrebbe figurare in maniera egregia come cappello introduttivo alla moltitudine di barbarie linguistiche, lessicali e concettuali leggibili e ascoltabili su tutti gli organi di (dis)informazione; social, ovviamente, inclusi.





Le contorte blasfemie cerebrali di cui sopra, come un uroboro, hanno un incomprensibile potere autorigenerante e contagiante, saltabeccando con inaspettata eleganza tra diversi argomenti, mostrano una eguale capacità banalizzante, ossimorica, riduzionista.

La teoria alla base di tutto questo becero qualunquismo si poggia sul "modello del contagio" o della "contaminazione", facendo leva, a volte direttamente, spesso in maniera più subdola, su timori più o meno reali riguardanti fantomatiche problematiche di "salute".

Spesso mi trovo a ridacchiare a fronte a tali inconsistenti manifestazioni di piatta encefalografia, che invece, resistente alla mia strafottenza, si insinua, essa sì come morbo appestante, tra menti soffocate dal comodo abbraccio delle luci blu trasformandosi ben presto in bava biancastra ai lati di labbra urlanti, contorte da inaudita violenza segregatoria.

https://youtu.be/sxyB-RIHY_U

Avevamo (quasi) appena limitato scomode eredità "Io devo aspettare fuori" assurgendo quadrupedi pelosi (giustamente) a membri ufficiali della società, per poi cadere, stupidamente fallaci, in deprimenti emarginazioni veicolate da strategie mediatiche del terrore, come d'altronde la storia insegna e, ovviamente, noi non impariamo.

 Fede🙏

Le immagini sono tratte da:

https://www.focusjunior.it/comportamento/vietato-ingresso-ai-cani-e-agli-italiani/

http://www.orda.it/rizzoli/stella/immagini/foto/popup/cartello.htm

https://www.ilmessaggero.it 

https://www.huffingtonpost.it/2017/04/14/vietato-lingresso-ai-giovani-neri-e-ai-cani-il-cartello-razz_a_22039585/

https://it.wikipedia.org/wiki/File:Negozio_ariano_vietato_agli_ebrei.jpg

www.amazon.it

domenica 18 luglio 2021

IL CONCETTO DI SALUTE E IL TRATTAMENTO OSTEOPATICO

 >IL CONCETTO DI SALUTE E IL TRATTAMENTO OSTEOPATICO<

_Il concetto di “salute” è stato definito per la prima volta nel 1948 dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e definito come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Per conseguirlo l’individuo o il gruppo devono essere in grado di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, soddisfare i propri bisogni, modificare l’ambiente o adattarvisi.

Circa quaranta anni dopo, nel 1986, l’Oms presenta la Carta di Ottawa come risposta all’esigenza sempre più diffusa di un nuovo movimento mondiale per la salute. Il documento si basa sulla teoria socio-ecologica della salute ponendo l’accento sul legame inestricabile tra l’uomo e i sottosistemi che compongono l’ecosistema nel quale vive (famiglia, comunità, ambiente fisico e socio-culturale). Su queste premesse la Carta definisce il concetto di “promozione della salute” come il processo che consente alle persone di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla. Secondo la Carta di Ottawa, promuovere la salute significa:

costruire una politica pubblica per la tutela della salute

• creare ambienti capaci di offrire sostegno

• rafforzare l’azione della comunità

• sviluppare le capacità personali

• riorientare i servizi sanitari.

La salute vista, dunque, come risorsa di vita quotidiana, non come obiettivo di vita: un concetto positivo, che insiste sulle risorse sociali e personali, oltre che sulle capacità fisiche. Di conseguenza, la promozione della salute non è responsabilità esclusiva del settore sanitario e necessita di azioni sinergiche e intersettoriali con altri ambiti sociali.

Negli ultimi decenni, la presa di coscienza globale del rapporto di interdipendenza che si instaura tra ambiente e individuo ha fortemente influenzato sia le tematiche generali relative alla promozione della salute, sia gli studi che sono stati condotti al fine di comprendere le leggi che regolano l’adozione di stili di vita salutari e i processi di cambiamento dei comportamenti a rischio. 

La centralità degli stili di vita nel determinare lo stato di salute e il benessere dei giovani (e quindi anche la loro salute futura di persone adulte) è una delle importanti acquisizioni del moderno approccio alla promozione della salute di cui devono tenere conto la ricerca socio-sanitaria, le azioni politiche e i programmi di educazione. 

Ogni intervento di educazione e promozione della salute deve anche tener conto della conoscenza delle diseguaglianze sociali, in particolare nell’accesso ai servizi e all’informazione stessa, allo scopo di individuare correttamente e raggiungere al meglio i gruppi di popolazione più a rischio._ (https://www.epicentro.iss.it/guadagnare-salute/programma/CorniceRiferimento)

_La nuova definizione di salute, presentata nel 2011, la definisce come “la capacità di adattamento e di autogestione di fronte alla sfide sociali, fisiche ed emotive”. Tale definizione pone l’accento sulla capacità dell’uomo/persona di convivere con la malattia nelle sue varie fasi._ (https://evasiopasini.it/dottor-evasio-pasini-blog/16-nuova-definizione-di-salute-dell-oms-come-il-paziente-ed-il-medico-dovranno-affrontare-la-malattia.html).

Il modello di riferimento, quindi, negli ultimi anni cambia radicalmente: da una salute “schiava” della malattia e da essa definita (salute = assenza di malattia), si è passati ad un concetto più profondo che prevede la malattia come parte integrante della vita, anche di una vita in salute, mettendo l’accento, finalmente, sulle capacità organiche di reazione agli avvenimenti avversi. Salute come ottimale capacità di autoregolazione.

il paradigma muta in maniera importante, spostando il tiro da una concezione “farmacocentrica” della Salute ad una “stiledivitacentrica”, dove le abitudini ed i segnali (psico-neuro-endocrino-immunologici) che il nostro organismo deve gestire diventano determinanti e, paradossalmente, arrivano a definirci come specie (siamo come ci comportiamo).

Attività fisica, alimentazione sana, contatto con la Natura e con la luce solare, meditazione e rilassamento corpo/mente, pace interiore, pazienza, curiosità intellettuale, amore … diventano concetti primari nel definire la Salute e obbligano ad una riflessione profonda e culturalmente neutra, libera da insensati campanilismi alimentati ad arte da media e social network, verso il periodo che l’umanità sta vivendo e le scellerate scelte, politico/economico mediate, in campo sanitario.

Come Osteopati abbiamo il privilegio di abbracciare questi modelli concettuali già ereditati dai grandi maestri delle origini: 

• Il Corpo è un’unità. La persona è un’unità di Corpo, Mente e Spirito.

• Il Corpo ha la capacità di Autoregolarsi e Autoguarirsi.

• Struttura e funzione sono reciprocamente correlate.

(http://www.soma-osteopatia.it modificato).

Quindi il nostro passo è andare ancora oltre, riconoscere la Salute nel “paziente”, sincronizzarsi con essa, con quella Respirazione Primaria da cui tutto ha origine, ma a cui tutto torna, presente in ognuno di noi, ben consci che quello di Salute è un paradigma che supera le barriere concettuali create dello studio dettagliato dell’anatomia e della fisiologia ed è considerabile come espressione della forza creativa universale, quell’energia “misteriosa” che ci differenzia da un oggetto inanimato.

Viviamo in un universo dinamico, espressione della complementarietà di creazione e distruzione che, inarrestabili e interdipendenti, si susseguono ininterrottamente. L’uomo è, attimo dopo attimo, espressione di questo.

Il dr. William Gardner Sutherland, padre dell’Osteopatia in ambito Craniale, identificava questo processo di creazione con il concetto di “Respiro della Vita” (Breath of Life): -La creazione rivela i suoi fini mediante il Soffio di Vita -.

Sutherland sosteneva che nei fluidi corporei il Soffio della Vita andasse a generare una forza ordinatrice atta a guidare armoniosamente la forma e il funzionamento del corpo e della mente umana. (→ Respirazione Primaria → Potency: espressione del Respiro della Vita. Ha funzioni di organizzare, proteggere e guarire che possiamo assimilare al concetto di Jing (essenza vitale) della MTC - Medicina Tradizionale Cinese - Jing (essenza vitale o quintessenza vitale): Il Jing è all’origine della vita e, dunque, precede l’uomo. Al momento del concepimento, l’unione tra i due Jing riproduttivi dei genitori, si combina con il Qi cosmico (YongQi) per dare inizio alla vita. Il Jing è questa materia/energia che sa diventare vita, da esso inizia a prendere forma la strutturazione energetica e corporea del nuovo individuo e nei meridiani appena formati inizia a scorrere YuanQi, l’energia capace di attivare gli organi che si stanno plasmando). 

Connettersi con la Salute, questo è l’arduo compito dell’Osteopatia, questo è il lascito di Still, quel “Keep it pure” che diventa la sfida fondamentale, soprattutto oggi: trasmutare da “cercatori di malattia”, di disfunzioni a “cercatori di Salute”, di armonia. Possiamo solo immaginare quanto ce ne sia bisogno.

Fede🌊

“Il medico deve parlare di ciò che è invisibile. Ciò che è visibile appartiene alla conoscenza ed egli deve riconoscere le malattie, proprio come chiunque altro, che non sia medico, può riconoscerle dai loro sintomi. Ma tutto ciò è ben lungi dal fare di lui un medico. Egli diviene tale soltanto quando conosce ciò che è innominato, invisibile ed immateriale e pur tuttavia efficace” Paracelso

“In poche parole l’Osteopatia è l’arte di utilizzare le proprie mani per ingaggiare un processo terapeutico governato dalla Salute del paziente” J.Jealous DO

Immagine tratta dalla pagina Instagram "Natures"









mercoledì 16 giugno 2021

RITMI VITALI

>RITMI VITALI<
Aspetto sempre che sia l'organismo del paziente a prendere l'iniziativa.
Lo lascio esprimere, ascolto con pazienza la storia che ha da raccontare.
Non sono parole quelle che vado cercando, il confronto si attua su una linea molto più sottile, ma dal significato universale, inequivocabile.
Da un lato ci sono le mie mani e la mia capacità percettiva, dall'altro ritmi che, instancabilmente, avvolgono un corpo ansioso di comunicare.
Sono ritmi primordiali, più antichi della vita stessa, ma con lei intrecciati in un abbraccio che, se espresso in maniera fluida, conduce alla Salute.
È come se l'intero corpo respirasse, con fasi di espansione alternate a fasi di retrazione, su una scala temporale estranea ai normali fenomeni di inalazione ed esalazione dell'aria, ma dal medesimo ineluttabile significato, anzi, ancora più fondamentale, tanto da meritarsi l'appellativo di "Respirazione Primaria".
Aspetto "che la volontà del paziente si arrenda alla Respirazione Primaria (R.Becker)" per avere una sorta di chiave di lettura della situazione.
_ Ho gli occhi chiusi e le mani a sfiorare un corpo bisognoso di aiuto. Ho pulito, come sempre, la mia essenza per affacciarmi ad una condizione di neutralità, ma oggi di più. Quando viene lei sempre molto di più. Non posso permettermi errori, potrebbe addirittura non salire sul lettino, ha una sensibilità talmente spiccata da sentire immediatamente l'accoglienza.
Oggi, stranamente, i suoi ritmi vitali, solitamente pimpanti e vigorosi, sono distanti. Fatico non poco a trovare una chiave di accesso e sono "tempi morti" che con lei devo assolutamente evitare.
Finalmente uno spiraglio, flebile, ma presente; si quieta un poco, intoniamo un paio di canzoni (oggi le richieste sono "Bella Ciao", "Resta con noi Signore la sera", e "E poi" … un medley sacro-profano da hit parade), l'addome cede qualche passo e ci accontentiamo. _
Ritmi vitali distanti; ultimamente ogni tanto capita e, senza pretendere alcun nesso causale noto, specialmente, in chi ha fatto il vaccino, soprattutto se questo ha creato qualche problema collaterale.
Sono conscio che non significhi nulla, addirittura c'è chi bolla questo tipo di approccio alla Salute come ciarlataneria, quindi i miei sono solo pensieri personali "ad alta voce", diciamo.
Ma non posso fare a meno di evidenziarlo e di ragionarci su.
Fede 💫🙏🌊
 
IImmagine tratta da: https://pixels.com 
 

giovedì 3 giugno 2021

GABBIANI E PANDEMIA

GABBIANI E PANDEMIA 

La tramontana leggera, abile nello spianare il mare sul finalese, dona invece, sul promontorio di Capo Noli, la caratteristica increspatura e quel leggero moto ondoso, ritmico e vitale, che per milioni di anni ha scolpito paziente le caratteristiche rocce calcaree, donando loro quell’aspetto, ruvido e selvaggio, meravigliosamente unico nel suo genere. 


>”Fierobecco” domina, appollaiato sulla testa del “Leone di Capo Noli”, la Natura che lo circonda; non si pone domande, non aspetta risposte e, soprattutto, è incurante di ciò che quel buffo essere pallido, sfrecciante su strane scatole di metallo, possa ordire per complicarsi l’esistenza.

La mia passeggiata non lo disturba affatto. Conosce le mie intenzioni prima ancora che esse siano anche solo parzialmente manifeste. Ci guardiamo negli occhi, un istante.
Il suo garrito sfrutta l’eco del capo e diffonde il messaggio a sensi in grado di intenderlo; forse è anche diretto a me, ma come specie umana abbiamo perso quella capacità ancestrale di comprensione ormai da tempo.
Sfruttando, con una saggezza dettata dall’esperienza , la giusta corrente si alza elegante in volo e, dopo un rapido giro perlustrativo si getta in picchiata verso le profonde acque. L’impressionante velocità con cui divora il pesce catturato mi permette di osservarlo ancora una volta da vicino, prima che il mio rapido incedere mi faccia svoltare ed iniziare la discesa verso Noli: come se nulla fosse successo, muscoloso e affilato, il suo profilo è nuovamente sulla roccia, la leggera brezza gli asciuga il lucido piumaggio e lui sembra bearsi di quell’infinito attimo di Quiete.

Palestra Stile Libero si trova appena fuori le mura di FinalBorgo, “Uno dei Borghi più belli d’Italia” e via discorrendo … ad appena 1500 metri dal mare e a circa 10 km dal regno di Fierobecco.
Un altro mondo, però.
Il cortile di asfalto multicolor, grazie a vecchie e nuove “ristrutturazioni” stradali che si sovrappongono, sotto il sole tardo primaverile delle 12 è una sorta di bacino infuocato e, mentre i condomini di contorno lo chiudono in un abbraccio soffocante, il fiume rinsecchito, perso l’antico vigore, fatica a offrire un pizzico di ricostituente frescura.
>”Rumenta”, pingue e sovrappeso gabbiano, domina l’inquietante immagine dall’alto del suo nido sul tetto del condominio di fronte alla palestra.
Stancamente sta masticando l’ultimo boccone di spazzatura “catturato” nel bidone. Ha costruito una sorta di colonia nella zona, gabbiani enormi, lenti e guardinghi, sospettosi e vigliacchi si aggirano tra depredazioni nei cassonetti dell’umido e qualche sporadica comparsata a bordo fiume, per ingurgitare ratti o, per i più baldanzosi, spiumare piccioni.
Tutta la fiera vigoria della caccia, la magia dell’istinto che diventa azione, la primordiale energia del mare e tutti i rituali della vita in Natura scomparsi in favore di una appassita esistenza consumata sull’altare di una pseudo-comodità e un , solo apparente, perfezionamento evolutivo.
Potrei, senza timore di smentita, definire il nostro Rumenta, un gabbiano obeso o fortemente sovrappeso.
Obesità: la Pandemia silenziosa.
Secondo il rapporto della World Obesity nel 2016 nel mondo c’erano 671 milioni di persone obese di cui 64 milioni con obesità grave, cioè con BMI o indice di massa corporea di 40 o più.
L’aumento di persone obese aveva come conseguenza anche aumento di persone con altre malattie croniche come:
_diabete (218 milioni attribuibili all’obesità);
_ipertensione arteriosa (307 milioni attribuibili all’obesità)
_malattie cardiache (12 milioni attribuibili all’obesità).
Parlando di oggi, si è visto che queste complicanze comuni nell’obesità sono proprio quelle che erano più frequentemente presenti nelle persone decedute a causa del coronavirus sia in Cina che in Italia, dove il 76% dei deceduti era iperteso, il 35.5% diabetico e il 33 % aveva una cardiopatia ischemica. https://www.auxologico.it
Continuando a ragionare su questi dati e quindi sul collegamento fra obesità e mortalità da Covid-19, vediamo come una ricerca firmata da Jingzhou Wang e colleghi della University of Chicago Medicine di Chicago (Usa), ha incrociato i dati sul BMI (Body Mass Index) delle popolazioni, contenuti nel Globa lHealth Observatory dell’OMS, con i dati sul COVID-19 di worldometer.info . Il risultato mostra che la prevalenza di popolazione in sovrappeso [BMI (kg/m2) ≥25] per paese è significativamente associata con il numero di decessi per milione di abitanti a causa del Covid-19 (R2 corretto: 0,20; P <0,0001).
Si può dire quindi che la pandemia da Covid-19 abbia incontrato la pandemia dell’obesità, che, seppure a un ritmo diverso rispetto alla diffusione del virus SARS-CoV-2, continua a crescere. https://medicoepaziente.it/
Parlando invece di soli bambini e ragazzi, secondo il nuovo rapporto COSI (Childerhood Obesity Surveillance Initiative) dell’OMS, in alcuni Paesi della regione europea, l’obesità e il sovrappeso colpiscono 1 bambino su 3 di età compresa tra i 6 e i 9 anni.
Il rapporto si basa sui dati raccolti in 36 Paesi durante gli anni scolastici 2015-2016 e 2016-2017, per un totale di circa 250mila bambini in età scolare. I dati mostrano che, nel periodo oggetto di studio, l’obesità ha colpito il 13% dei bambini e il 9% delle bambine.
I Paesi più colpiti:
_ Le percentuali più elevate di sovrappeso e obesità infantile sono state osservate nei Paesi del Mediterraneo, come Grecia, Italia, Portogallo e Spagna, dove oltre il 40% dei bambini risulta in sovrappeso.
L’impatto della pandemia di Sars-Cov 2 sull’obesità infantile :
_Gli alti tassi di obesità e sovrappeso registrati rimangono però preoccupanti, soprattutto alla luce della pandemia. Secondo il Direttore Regionale dell’OMS per l’Europa Hans Kluge, “il COVID-19 potrebbe potenzialmente amplificare l’aumento dell’obesità infantile, una delle tendenze più allarmanti nella regione europea dell’OMS”. https://unric.org/it/
La comunità scientifica internazionale considera ormai l’obesità sia come una malattia a se stante sia come una condizione che aumenta la probabilità di sviluppare una vasta gamma di malattie croniche. Meno noto è, però, il fatto che una condizione di obesità accresce anche l’eventualità che le malattie infettive portino a gravi conseguenze. Questo è diventato ancora più evidente durante la diffusione globale del virus SARS-CoV-2 e nella conseguente pandemia di COVID-19. In occasione dell’edizione 2021 della Giornata Mondiale contro l’Obesità (4 marzo), la World Obesity Federation ha pubblicato il rapporto “COVID-19 and Obesity: The 2021 Atlas. The cost of not addressing the global obesity crisis - March 2021” in cui, attraverso una dettagliata analisi di dati sottoposti a peer review, si mostra come l’eccesso di peso sia un fattore predittivo altamente significativo dello sviluppo di complicanze da COVID-19, inclusa la necessità di ricovero, di terapia intensiva e di ventilazione meccanica. L’obesità si dimostra anche un fattore predittivo di morte per COVID-19. Il documento mostra che nei Paesi in cui meno della metà della popolazione adulta è classificata “in sovrappeso o obesa”, la probabilità di morte per COVID-19 è una piccola frazione - circa un decimo - del livello osservato nelle nazioni in cui lo è più della metà. Dei 2,5 milioni di decessi per COVID-19 segnalati entro la fine di febbraio 2021, 2,2 milioni si sono verificati in Paesi in cui più della metà della popolazione è classificata in sovrappeso o obesa. Pur considerando che queste cifre possono essere influenzate dalla struttura per età delle diverse popolazioni nazionali, dalla ricchezza relativa e dalla capacità di rendicontazione dei casi di ogni Paese, i risultati sembrano essere comunque non dipendere da questi fattori.
Potrebbe essere che ci si trovi di fronte ad una DEVASTANTE pandemia, quella di obesità che, come abbiamo visto, colpisce anche i gabbiani 😂. La soluzione, quantomeno a livello preventivo (e pensateci ai vostri figli, non solo su come e quando fargli il vaccino per andare in ferie …) è piuttosto semplice: sana alimentazione e movimento quotidiano.
E tu chi vuoi essere, Fierobecco o Rumenta?
Fede

Le immagini rappresentano Capo Noli e Fierobecco e sono di mia proprietà