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sabato 13 giugno 2026

MORIRE PER RINASCERE -Matsuri Dojo ShōMon 生門-

>MORIRE PER RINASCERE<
-Matsuri Dojo ShōMon 生門-
 
La dinamica delle lezioni in Dojo, in questo ultimo periodo, ha un andamento fluido; espande e ritrae come un’onda di marea: lenta, possente, antica.
La comprensione di questi ritmi, in fondo gli stessi di quelli che caratterizzano la Vita, diventa essenziale per giungere alla fonte originaria del movimento marziale: l’istante dove tempo e spazio perdono di significato scavalcando l’uomo, per arrivare all’eterno. 
Questo è il cammino, non acquisizione, ma abbandono; non resa, ma sublimazione della propria essenza: l’azione (pensiero, intenzione, moto …) MUORE per poi RINASCERE a nuova forma, che non è solo sostanza tangibile, non è neppure solo soffio impalpabile, semplicemente ESISTE.
Esiste nel sorriso timido e impacciato ed in quello baldanzoso e sfrontato.
Esiste nel Kata dimenticato ed in quello perfettamente ricordato.
Esiste nel kiai sussurrato ed in quello urlato a squarciagola.
Esiste nel movimento perfetto ed in quello scoordinato.
Esiste nel Maestro che intima e, un istante dopo, abbraccia 
Esiste in chi è presente nonostante tutto e in chi vorrebbe essere altrove 
Esiste in chi non puoi vedere, ma riesci a sentire.
Esiste in quei cuori sinceri, genuini che ieri, al Matsuri, hanno donato una goccia di acqua pura all’Universo che li osservava.
Grazie.
Fede
 
Immagine presa da: https://it.123rf.com/photo_15034781_qui-ci-sono-le-gocce-d-acqua-pura-il-resto-%C3%A8-il-gioco-con-sfondo-e-la-luce.html

giovedì 5 febbraio 2026

DISCESA AL CENTRO

 >DISCESA AL CENTRO<





Detesto il freddo.
Sono parole alle quali forse non credo neppure, ma rimbombano e sbuffano in testa come una vecchia locomotiva a vapore della quale visualizzo la fornace incandescente, alimentata dal mio respiro ritmico.
Cerco la violenza del fuoco: nel movimento, nel suono del mio torace, negli sguardi attorno a me. La percepisco sopita in un anfratto nascosto del mio cuore e, con ogni goccia della mia anima, la invoco a travolgermi come un torrente ardente.
Mani che stringono le mie; il cerchio è un simbolo di potere, la potenza del vuoto.
Posso.
Espiro ed entro.
Urlo e sto.
Posso.

Un passo indietro.
Un tamburo cadenzato e lo sciabordio delle onde in lontananza, mantengono la mia presenza mentale ancorata a qualcosa di conosciuto.
Naufrago sull’isola delle emozioni, dibatto con il mio stesso respirare cercando di adeguarlo alle armonie che mi circondano.
Acqua salata, ma sono lacrime; trovo il mio centro in una visione che appare nitida come mai mi sarei aspettato: sorrisi talmente conosciuti da essere famiglia, un saluto che ha il sapore avvolgente di un “siamo qui”. Nel cuore.
Forse, ma solo forse ho l’idea di riuscire.

Posso.
Espiro ed entro.
Urlo e sto. Il tempo che serve. Il tempo che mi serve.
Posso.
Avevo solo dimenticato.
Fede
Grazie a Fabio per la delicata presenza e squisita professionalità.
Grazie a Nicola per la trasparenza del suo essere.
Un abbraccio ai compagni che hanno condiviso e supportato la mia discesa al centro.
Grazie a Marco e Monica gent
ili e preziosi testimoni.

giovedì 9 ottobre 2025

 >DigOnDay<
Anima
Un raggio di luna illumina la boscaglia dei miei pensieri; spesso ho timore di guardarvi dentro, ma non ora.
Scruto curioso l’alternanza del mio essere dicotomico, il balletto yin/yang che permea l’Universo non ha eccezione che mi riguardi, quindi mi lascio catturare da questo ipnotico rimbalzo, ritmico, lento, come un cuore che batte, come un corpo che respira, come un Soffio possente, ma impercettibile, che espande in me.
Lascio che questa forza primigenia afferri il mio corpo e mi faccia suo; le parole di Bharata accarezzano i miei sensi e segnano il cammino, Roberto mi sfiora e lo sento vicino; mi trovo ad espirare lasciando cadere radici nell’oblio profondo della mia essenza, mi sento inspirare lanciando rami nell’infinito cielo fuori e dentro di me.
Un Albero. L’Osteopatia Biodinamica è un Albero.
Presenza
I sorrisi sono porte.
Specchio i miei occhi nei suoi e mi perdo nel suo sorriso. Semplicemente saperla qui mi conforta e libera l’ingresso ai labirintici sentieri della mia coscienza; lascio che la mia porzione più istintuale possa fare capolino e, seduto in cerchio, fianco a fianco con chi condivide un mio sentire, posso diventare parte di qualcosa di antico, di Sacro. Divento una goccia, in un mare di gocce. Divento un fiore di un magnifico giardino. Divento la Vita che scorre da cuore a cuore, in un istante infinito, che è già passato.
Sono lì.
Siamo lì. 
Un disegno. L’Osteopatia Biodinamica è un disegno.
Silenzio 
Quando appoggio le mani cado in un anfratto silenzioso.
La tentazione di perdermi lambisce i miei confini, l’Ego sussurra mellifluo disturbi al mio Riposo. 
Rimango al centro, nel cerchio, con i miei compagni. Una Comunità al Servizio.
Osservo il fuoco della Cura compiere il suo lavoro: un attimo di immobilità prima che la danza terapeutica delle forze di autoguarigione inizi a manifestarsi; immobile.
Il Silenzio non è assenza di pensieri, è lo spazio tra i pensieri.
Il Silenzio non è assenza di parole, è lo spazio tra le parole.
Il Silenzio non è assenza di rumori, è lo spazio tra i rumori.
Il Silenzio è una linea mediana attraverso la bontà creativa e fondamentale di Spiriti affini che, pur lasciando ognuno impronte differenti, camminano insieme sullo stesso Dō, sulla stessa Via di realizzazione; per il bene proprio, per il bene comune, Universale.
La trasmissione di tutto ciò è tradizionalmente orale, da Maestro ad allievo, la particolarità è che non sono necessarie parole.
È sufficiente esserci; è sufficiente essere. 
In Silenzio.
Spazio. L’Osteopatia Biodinamica è uno spazio.
Anima, Presenza, Silenzio. Questi tre momenti di annichilente energia, sono il lascito del mio DigOn Day, un elegante Vuoto dove gli abbracci sono cercati e sinceri, dove le emozioni cavalcano in praterie sconfinate, dove il brusio di fondo si attenua al punto che riesci a sentire il tuo battito, il tuo respiro, il tuo Amore, ovunque esso sia diretto.
Grazie.
A presto.
L’Osteopatia Biodinamica è un Albero Disegnato nello Spazio.
Fede
“All’interno di questa Vacuità, una sol
ida roccia è Vacuità” (Dōgen)

L'immagine è tratta da https://tg24.sky.it/scienze/2023/12/21/albero-natale-spazio-nasa


sabato 14 giugno 2025

MATSURI 2025 - ALÈTHEIA

 >MATSURI 2025 - ALÈTHEIA<


“La nostra vita è lo strumento mediante il quale compiamo esperimenti con la verità“ (Thich Nhat Hanh).

Una sera, ricordo benissimo era un Capodanno, mi si chiese cosa significasse per me praticare Karate.

“È rivelazione”, risposi.

Ci sono momenti dove le porte del mistero si schiudono e il tuo sguardo coglie frammenti di un mondo che non riconosci, ma senti tuo; sono piccoli istanti senza tempo capaci di risvegliare sinapsi mnemoniche e scostare un velo.

Quell’agitazione è la tua agitazione.

Quelle lacrime sono le tue lacrime.

Quei sorrisi sono i tuoi sorrisi.

Quella gioia è la tua gioia.

Diventa reale emozione, un impulso atto a muovere qualcosa dentro di te, quando ti rendi conto che non stai solo osservando, ma stai partecipando con ogni cellula del tuo corpo, ad un turbinio di pensieri solo in apparenza caotici; pensieri che acquistano forma fino a trasmutare in vera e propria azione. 

Tempo.

Ritmo.

Distanza.

Kime.

Quel momento prende vita e resta così indelebile.

Ciò che manca torna ad essere presente, in un piccolo gesto, in un abbraccio sincero o, semplicemente, in una piccola bellissima bimbetta che sgambetta felice incurante del contorno.

Verità, questa è la parola che, anche se non pronunciata, rimbomba nel Dojo. 

Un bellissima parola, un grande regalo.

Fede

“Alètheia indica qualcosa che non è più nascosto, che non è stato dimenticato. In questo senso il termine può essere tradotto come verità intesa nel senso di rivelazione e di svelamento”. (officinafilosofica.it)

La foto mi appartiene e rappresenta, quasi al completo, il Dojo ShōMon

sabato 21 dicembre 2024

CHE NON SO SPIEGARE

 >CHE NON SO SPIEGARE<

 

Ogni trattamento ha una storia da raccontare.
Spesso frammenti di vita si pongono tra le mani e l’esercizio è cercare di ricomporre almeno in parte, assemblare come tessere di un puzzle e rendere fluido un racconto balbettante, focalizzato solitamente su un “dolore” o su una "ipofunzionalità”, cercando di cogliere nei silenzi, nelle pause, nei movimenti lenti e appena accennati un filo conduttore. Una storia, appunto.
Questo è il Cuore del trattamento, uno spazio privo di ego, uno spazio che diventa una vera e propria apertura all’altro.
Le storie sono quasi sempre molto diverse e molto lontane dal “dolore” o dalla “ipofunzionalità”, ma rappresentano il luogo dove cercare, la strada verso una “causa”, la serratura giusta proprio per la chiave che tieni in mano.
A volte questa chiave apre porte inaspettate e, dirompenti come mare in tempesta, le storie escono dai loro argini e ti travolgono: “Sto piangendo e non so il perché, ma sto provando una sensazione di benessere così profonda che, che non so spiegare”.
Fede

L'immagine mi appartiene

domenica 16 giugno 2024

VITA

 VITA

"Cos’è la vita? È il lampo di una lucciola nella notte. È il respiro di un bufalo d’inverno. È la piccola ombra che attraversa l’erba e si perde nel tramonto" (Piedi Neri)

Il Dojo (道場 - luogo dove si segue la Via) rappresenta uno spazio dove si intrecciano e si mescolano numerose essenze, intendendo con questo termine proprio 精 - Jing - essenza vitale, che in un'ottica Taoista definisce come ciò che si è sia comprensivo di ciò che si è stati e del proprio potenziale (ciò che si sarà); "Se siete qui è perché probabilmente in un'altra vita eravate dei combattenti" (M° M.R.).


"Vita" appoggiato sulla parete diventa il simbolo verso il quale il saluto colma di sacralità il vuoto di "Kara" (空), inteso con l'accezione che proprio il Maestro Funakoshi, riprendendo gli insegnamenti del buddismo Zen e anticipando le moderne teorie quantistiche, gli aveva assegnato: "Shiki soku ze ku (kara) - Ku (kara) soku ze shiki" - "Tutti gli aspetti della realtà visibile equivalgono al vuoto (il nulla) Il vuoto (il nulla) è l'origine di tutta la realtà". 
Questa consapevolezza scuote la mia coscienza e sentire le parole del Maestro Luciano Parisi evidenziare con una potenza interiore, non minimamente scalfita dal tremore della voce, tale profondità del Shō Mon Dō del Maestro Marco Rescigno, della sua visione del Karate Dō e cito - per la salute psico-fisica e dell'anima dei suoi allievi - apre un enorme portale di nuova comprensione creando spazi sconfinati nei quali esprimere la propria essenza e percorrere questo cammino di miglioramento personale.
Da Maestro ad Allievo.
"... In un'arte marziale prima, pieni di odio, si cerca di distruggere l'avversario, poi di ucciderlo con una sola tecnica, poi di sconfiggerlo senza ucciderlo, poi di batterlo senza fargli male ed infine, pieni d'amore, di vincerlo senza combattere ... Questo è il Dō" (S. Egami). 
Il suono profondo dei "Taiko" sposta i miei pensieri. L'incedere possente dei ritmi alimenta il fuoco interiore, scandisce il battito del cuore e la frequenza del respiro, sembra un richiamo prima della battaglia o forse un saluto d'addio o ancora un abbraccio carico di sentimento. O tutto insieme.
Sembra proprio sottolineare la Vita, quella misteriosa circolarità infinita alla quale tutti ci aggrappiamo e proviamo a trattenere. Ma forse essa per esprimere al meglio il suo potenziale ha bisogno solo di essere lasciata scorrere, proprio come il vento che trasporta queste vibrazioni primordiali dentro le nostre anime.
Fede

Le immagini rappresentano "Vita" e sono tratte da:
la prima https://www.zenseitorino.org/dimostrazione.html
la seconda rappresenta il tokonoma del dojo ShoMon e mi appartiene



 





sabato 8 giugno 2024

MATSURI DOJO SHŌ MON

 MATSURI DOJO SHŌ MON - 07/06/2024
La festa del DOJO, la celebrazione dei 40 anni di insegnamento del Maestro Marco Rescigno.
Un velo di pioggia triste inumidisce la mattinata, bagna il volto rivolto al cielo in cerca di uno spiraglio di luce o, forse, di una risposta.
Difficilmente il fluire della quotidianità incrocia le proprie previsioni, a volte è un'alternanza di tocchi più o meno convinti, ma spesso l'Universo ci ricorda come la nostra illusoria onnipotenza decisoria si infranga contro energie primordiali e misteriose verso le quali possiamo solo inchinarci e, assolutamente presenti e consapevoli, prendere atto.
Prendere atto, rendersi conto che "qualcosa" sta accedendo.
Questo è il significato che attribuisco a questa giornata, dove la presenza attenta e convinta, quel famoso e spesso frainteso nipponico "Zen", trasuda da ogni movimento, dal più scoordinato e inesperto, al più talentuoso e ragionato, fino al più emotivamente sentito e interiorizzato nel profondo.
Qualcosa accade; lo si respira nella leggera brezza carica di emozioni che accarezza i keikogi, tirati a lucido per l'occasione; lo si sente nei possenti kiai che arrivano a scuotere i visceri ed in quelli appena sussurrati od addirittura solo pensati, ma comunque lì, presenti. 
Si vede la magia del rispetto e la genuinità dei sorrisi, la ricerca della perfezione, qualunque essa sia, e la perfetta caoticità che questa ricerca genera.
Volti intensi, sguardi profondi e sinceri, divertimento e commozione.
Qualcosa accade perché qualcosa è stato seminato, con amore e passione, ed è cresciuto nel tempo.
Qualcosa accade perché ogni cuore davvero pulsante presente ieri, in questo stato della materia o in un altro, ma comunque presente, ha contribuito e contribuirà a farlo maturare.
Un brivido di sano orgoglio percorre le mie sensazioni. Io c'ero e, ovviamente non tutto è andato come previsto, ma questa è un'altra storia, altrettanto emozionante.
Fede















Le foto rappresentano il Matsuri e mi appartengono




mercoledì 13 marzo 2024

WHOLENESS

 >WHOLENESS<

La luce soffusa allunga le ombre. Ho smarrito ogni cognizione del tempo, ridotto ormai a poco più di una sensazione impalpabile, così come le pareti dello studio, sempre più spalancate verso un orizzonte dai contorni sfumati.

Potrei non sapere precisamente dove poggiano le mie mani: sfiorano trasparenti le spalle o abbracciano una nuvola liquida che si muove lenta?
Non mi pongo il problema, continuo un lento salmodiare di parole cariche di significato, e proseguo sul mio cammino teso a porre distanza, ma presenza, a lasciare fare pur accompagnando con delicato rispetto.
Non cerco sintomi, cause, primarietà o quant' altro, bensì aspetto l’ingaggio di un processo terapeutico del quale posso essere esclusivamente osservatore privilegiato; un atto compiuto dal tutto che ci circonda verso la totalità che ci permea.
Il neutro che si respira è poderoso e spinge la mente, solitamente curiosa e intraprendente, verso uno stato di solida quiete.
Non faccio nulla eppure tutto accade.
E poi finisce.
Respiro.
Il mare è intorno a noi e ci attraversa.
Cos' è l'Osteopatia? L'Osteopatia è un albero.
Fede
“Al limite del proprio confine è la Salute. Andate a conoscerla.
Come?
Amate qualcosa con innocenza.
Una cosa … ed aprirà una porta che avete chiuso”. (J.Jealous)
 
L'immagine rappresenta il mio studio e mi appartiene

giovedì 15 febbraio 2024

GUARIGIONE

 

>GUARIGIONE<
 
 
Quando inizio un trattamento (considero in questo termine tutto ciò che mi compete, dall'osteopatia biodinamica, all’attività motoria, alla mindfulness) non ho mai un obiettivo; e nemmeno aspettative.
Ho solo la consapevolezza di apprestarmi ad assistere a “qualcosa”.
Aspetto.
Aspetto senza giudizio.
Aspetto ancora un po'.
Poi “qualcosa” arriva e permette di spostarmi e accompagnare, con la mia presenza invisibile e tutto sommato ininfluente, una forza sovrannaturale, primordiale e possente che inizia a fare quello di cui c’è bisogno, nel posto del bisogno. Inizia a "guarire".
Guarigione intesa, sia come atto del guarire sia, da un punto di vista alchemico oltre che etimologico, come riflessione profonda; parola derivata dall’antico germanico, ma con origini celtiche, "warjan", dove war = osservare e jan = dono divino.
Sono uno spettatore privilegiato di un meccanismo antico quanto il mondo, o forse di più, che scavalca prepotentemente “il sintomo” o l'anatomia e la fisiologia ad esso correlate (pur riconoscendone l’importanza), spalancando le porte ad altre “energie”, direttamente collegate alla Salute,sempre presenti, ma che spesso dimentichiamo di vedere e sentire.
“Wow, non so cosa, ma qualcosa è successo. Qualcosa di grande” … di solito è questo ciò che sento dire alla fine del trattamento o nei gironi successivi.
Si, la Salute è qualcosa di grande.
Fede
 
L'immagine è tratta da: https://www.mondadoristore.it modificata

giovedì 7 dicembre 2023

FINO ALL'ULTIMO LED

 

>FINO ALL’ULTIMO LED<
“Fino all’ultimo led” è il titolo di un libro; una storia raccontata a sussurri, ascoltata con amorevolezza, respirata in profondità e condivisa, postuma, con il cuore colmo di una compassionevole cura (intesa nel significato più originale e profondo: partecipazione alla sofferenza dell’altro).
Un libro che dopo averti sollevato di peso ti piazza davanti allo specchio; dove non puoi mentire, dove non hai più scuse.
Un libro che tutti dovrebbero leggere.
Ho avuto il privilegio di conoscere l’autore, prima della malattia e anzi, privilegio doppio, di averlo avuto come docente agli inizi della mia formazione universitaria. Lui era (è ancora, ma in altra forma) Massimiliano Gollin, un nome che nelle scienze del movimento ha un peso enorme.
Era il 1996, l’ISEF di Torino presentava un programma didattico da fare impallidire tante facoltà di Scienze Motorie odierne, io mi iscrissi a quasi 23 anni, più grande di gran parte degli altri “primini” e, forse, un pochino più consapevole verso l’importanza dello studio.
Infatti studiavo molto.
Al prof Gollin piacevano gli studiosi.
Muoveva i primi passi nel mondo dell’insegnamento accademico e, come gavetta, ma soprattutto vista la maestria rispetto all’argomento, gli venne assegnato il corso di “Chinesiologia degli esercizi di potenziamento muscolare”, una sorta di innovativa analisi biomeccanica dei principali esercizi di potenziamento con sovraccarichi e bodybuilding.
Le sue dispense sono attualissime ancora oggi. Io le ho ancora.
 
Eravamo un gruppo vorace di conoscenza e con “il prof” trovammo un terreno superfertile. Ricordo ancora, come fosse ieri, nella palestra dell’ISEF, i suoi ammonimenti e le sue raccomandazioni: li porto ancora oggi nella mia professione, soprattutto quel “studiate più che potete, questo farà la differenza tra voi e gli altri”.
Stessi ammonimenti e stesse raccomandazioni che adesso faccio mie e rivolgo agli studenti di Scienze Motorie che scelgono di praticare tirocinio da me; io aggiungo però una cosa, il consiglio all’acquisto dei libri che nel tempo il prof ha scritto sull’allenamento e preparazione atletica.
“Se riuscite comprate questi libri, li ha scritti un mio prof”, come a dimostrare che parte di quella conoscenza potesse anche essere mia, una sorta di egoistico vanto “ho imparato da lui, dal meglio”.
A pensarci bene, pur avendolo frequentato poco, un solo semestre, è uno dei docenti della mia “lunga carriera” universitaria che ricordo meglio e più volentieri; severità all’esame compresa.
Penso che aver incontrato Massimiliano Gollin mi abbia decisamente aiutato a diventare un ottimo professionista.
Questo suo ultimo libro “Fino all’ultimo led” diventa ora un mio scacciapensieri: lo apro a caso, leggo la pagina e sto meglio. Grazie prof continui a rendermi una persona migliore.
Fede
“Le parole sono magiche e spesso assumono significati convenzionali, se vuoi puoi cambiarli, ma devi crederci, vedi te: quello che voi chiamate disgrazia noi la chiamiamo grazia; quello che voi chiamate dolore noi lo chiamiamo amore; quello che voi chiamate disabilità noi lo chiamiamo opportunità; quello che voi chiamate fatica noi lo chiamiamo normalità; quello che voi chiamate paura noi lo chiamiamo forza; quello che voi chiamate silenzio noi lo chiamiamo libertà; quello che voi chiamate passato noi lo chiamiamo fantasia; quello che voi chiamate oggi noi lo chiamiamo felicità.
Le parole sono magiche e spesso assumono significati convenzionali, se vuoi puoi cambiarli, ma devi crederci, vedi te”.
(Tratto da “Fino all’ultimo led” di Massimiliano Gollin).
 
Le immagini mi appartengono e rappresentano il libro "Fino all'ultimo led" e una parte del mio libretto dell'ISEF.

giovedì 2 novembre 2023

VOID

 >VOID<

Il processo terapeutico passa dal Vuoto.

Cos' è l'Osteopatia?

L'attenzione è rivolta lontano, i pensieri cessano il loro frastuono e il Silenzio può così disegnare i confini dell'Infinito, del Divino, dell'atto Amorevole che si sta compiendo.

"Tutti gli aspetti della realtà visibile equivalgono al vuoto (nulla). Il vuoto (nulla) è l'origine di tutta la realtà" (G.Funakoshi).

La Quiete si espande ed assume la forma di un Oceano scuro, profondo, immobile, ma rigoglioso di vita pulsante che, possente, manifesta la propria presenza senza darla a vedere, non, quindi, come ci si potrebbe aspettare, in un atto di clamorosa esaltazione, bensì in un interminabile istante di assenza assoluta: eterno, senza tempo, senza nome.

Il Vuoto diventa così il Tutto e il Tutto ritorna ad essere il Vuoto.

Solo a quel punto la guarigione può compiersi, in qualunque forma decida di farlo.

Cos' è l'Osteopatia?

L'Osteopatia è un Albero.

Fede

"1 Novembre - L'evolversi dei cambiamenti terapeutici deve adattarsi al tempo del tutto, poiché esso è già in atto prima che il trattamento inizi" (J.Jealous)

La foto rappresenta la spiaggia di Finale Ligure e mi appartiene 

mercoledì 25 ottobre 2023

ART OF WAITING

 >Art of Waiting<


Sono seduto ed aspetto.

Non ho fretta, mi godo il privilegiato punto di osservazione e di Silenzio.

Tempo.

Arriva. Non ho parole per descriverlo, una specie di brivido o qualcosa del genere, una sorta di caldo timore reverenziale appare e so che devo "spostarmi" per lasciarlo fare.

Eccolo. Come se le mani fossero immerse in un liquido.

Quel liquido è una Goccia.

Quella goccia è l'Oceano.

Il Corpo Fluido e la sua ancestrale saggezza colmano la mia percezione, guardo senza fiato una potenza infallibile all'opera.

Resto.

Non vorrei andare più via.

Resto ancora un po'.

Mani trasparenti in un Corpo Fluido trasparente.

Rebalancing. 

"Il Rebalancing è un atto di umiltà" (R.Guglielmi)

Sono seduto ed aspetto.

Ancora un po'.

Questa è Osteopatia.

Cos'è l'Osteopatia?

L'Osteopatia è un Albero 

Fede

La foto rappresenta la spiaggia di Finale Ligure e mi appartiene

sabato 30 settembre 2023

PRESENZA

 >PRESENZA<

"L'efficacia di una tecnica non può essere rappresentata dalla sua apparenza" (S.Egami)


Tora kake-ryū (虎 駈け 流) significa più o meno: muoversi verso l'avversario come una tigre; è un Kata ricco di particolari, invisibili ad occhi inesperti, che lo rendono molto più difficile tecnicamente ed impegnativo fisicamente di ciò che il suo Embusen lineare è in grado di raccontare.

Un proverbio giapponese recita: "Se non entri nella tana della tigre non ne ottieni i cuccioli" e interpretare questo Kata richiede proprio un ingresso, un' immersione ad occhi chiusi nelle profondità più vacue della propria essenza marziale, cercando acqua e fuoco, buio e luce, materia ed energia.

Il Maestro Marco, è il Suo Kata, muove Ki nell'aria con ampi gesti delle braccia, un Soffio che respiriamo potente in quei due secondi in Yoi prima di esplodere … è solo Kime, contrazione, decontrazione, velocità, pausa, Kiai. Senza pensieri, "Mente colma di Vuoto" (Mu Shin無心) o, comunque, senza accorgersi di pensare.

Nessuna apparenza, solo verità.

E la verità arriva sempre, lo sa anche quell' uccellino che, con la sua cinguettante melodia, accompagna nel rispettoso silenzio globale, tutti i due minuti dell'esibizione, quasi a sottolineare come, anche nell'assenza, possa risuonare nei cuori una presenza.

🌻

09/07/23

Matsuri dal Maestro Luciano Parisi



Le foto mi appartengono 

martedì 26 settembre 2023

INVINCIBILI

 >INVINCIBILI<


"Invincibile è chi si solleva da terra per battersi di nuovo e a oltranza" (E. De Luca)

_Cado.

Il buio più nero abbraccia il mio corpo quasi a stritolarlo, provo ad urlare, ma dalle mie labbra soffocate escono solo flebili singhiozzi. Provo ad aggrapparmi, ma le mie dita stanche scivolano nel vuoto, senza forma, senza sostanza.

Sento solo lacrime.

Apro gli occhi quasi scosso da un torpore onirico e le mie mani sono sul tuo pelo morbido come seta, il mio volto è vicino al tuo. Piango forte. Tremo e piango.

Dove sei cucciola mia?

_ Raccolgo i pezzi.

Il silenzio scuote i sensi.

Lo spazio che hai lasciato è enorme. Spazio al quale non mi abituo e mi ferisce cercare di accettarlo. Il tuo essere rumorosa, quasi al fastidio faceva a pari solo con quella energia affettiva che non hai mai nascosto, un Amore verso di noi che traspariva in ogni movimento, per quanto goffo ed invasivo potesse essere.

Sei stata, a tuo modo, indispensabile per la nostra famiglia. Eterna gratitudine.

Sorrido a pensarti.

Piango a pensarti 

Ho il cuore in frantumi, ma posso aggiustarlo. Quasi tutto. Con te.

_ Mi rialzo.

Le 5.30 del mattino non sono poi così distanti; ma tu non ci sarai, forse la tua presenza mi sfiorerà come un sogno meraviglioso o, comunque, sarà lì, con me. In me.

Eri il coraggio che mi mancava e colmava i miei timori al buio.

Eri la strafottenza che non avevo e riempiva la mia timidezza.

Eri il frastuono che non ho mai imparato e suonavi i miei silenzi.

Invincibili, insieme.

Ci si incontra sempre due volte cara mia Crusca.

E io sono qui che aspetto quel momento.

Fede














Le foto mi appartengono. Lei è la mia Crusca ❤️

martedì 4 aprile 2023

PROFONDITÀ

>PROFONDITÀ<
Spesso mi chiedo dove si possa arrivare e quanto si scenda in profondità durante un trattamento di Osteopatia Tradizionale Biodinamica.
Non parlo certamente di tessuti, organi o quant'altro di anatomico "possa essere trattato", mi riferisco all'animo umano, all'essenza di una persona, a ciò che viene coinvolto ed "entra", cercato o meno, nel processo terapeutico.
Ovviamente la risposta non può essere univoca.
A volte succede tutto in un attimo: il mare ti sommerge e in pochi istanti ti trovi sul fondo. Non c'è alcun timore, la lentezza percepita è riposante, il Silenzio è ristoratore. Ti muovi a tuo agio, come se fossi in casa, una casa con le porte e le finestre spalancate dove, con fluida tranquillità, la corrente scivola lenta e poderosa; è qui che tutto si compie, non ci sono ostacoli o barriere, qualche Cara Amica viene a trovarti ed osserva rispettosa da un angolo, il trattamento avviene e puoi solo assistere con meraviglia e umiltà.
Il risultato sono emozioni, ricordi, storie, sorrisi, lacrime, parole, sguardi.
Il risultato è Salute.
Fede

“In poche parole l’Osteopatia è l’arte di utilizzare le proprie mani per ingaggiare un processo terapeutico governato dalla Salute del paziente” (J.Jealous DO)

L'immagine è tratta da: craniosacrale.it 

sabato 31 dicembre 2022

PAROLE

 >PAROLE<


Questa lavagna è nel mio studio.

Le parole sono nate spontaneamente, da me o da chi a me si affida, durante il lavoro.

In un mondo di immagini trovo sia particolarmente importante dare un peso primario alle parole.

Una parola racconta molto di più del suo semplice significato, è un portale per accedere all'animo di chi la pronuncia.

Mi confronto giornalmente con quelle parole e conduco con loro battaglie che spesso perdo; nel mio lavoro l'obiettivo è imparare a fare "nulla", lasciando emergere, accogliendo, accompagnando (quando si diventa molto bravi) senza interferire. Ascoltare ogni parola con attenzione e cercarne una connotazione terapeutica potrebbe essere un modo per avvicinarsi a quel "nulla" e, quindi, l'indicazione di aver intrapreso una buona via, per gli altri e per sé.

Fede 

🌊🌀🙏🏼🧙🏽‍♂️

La foto rappresenta la lavagna presso il mio studio a Finale Ligure e mi appartiene 

venerdì 30 settembre 2022

AVERAGE JOE'S

 AVERAGE JOE’S


Il tempo è come un fiume che scorre.

Mi siedo sulla sponda, in pace, immergo la mano e posso sentirlo scivolare via tra le dita.

Il fiume.

O il tempo.

Chiudo gli occhi e le immagini si sostituiscono al vorticare dell’acqua. Ma sono vorticose anche le immagini, un pugno di fotografie scivolate a terra per mescolarsi come le tessere di un puzzle da diecimila pezzi.

Cosa sono quindici anni?

Un soffio di vento fresco in un’estate torrida.

Una foglia ingiallita in autunno.

Il freddo che punge le labbra durante l’inverno.

Le giornate che si allungano in primavera.

Sono un perfetto mosaico di scelte, un muro di mattoni rossi con un piccolo fiore giallo nato proprio al centro, un albero maestoso che, rifiutando il concetto di gravità, si allunga crescendo verso il cielo.

STILE LIBERO

Oggi, per Palestra Stile Libero, sono quindici anni di vita.

Fa rumore solo pensarlo.

Quel rumore talmente assordante da risultare silenzioso; si fonde con il ritmo del cuore, con il ciclo del respiro, diventa una tua parte, intima, preziosa.

Annuso quel rumore e lo riconosco, è un ricordo marchiato a fuoco come metronomo delle mie giornate, tutte terribilmente lunghe ed uguali e allo stesso tempo così singolari da sembrare uniche, una danza di emozioni contrastanti che raschiano con artigli affilati le pareti dell’anima, liberando disperazione, gioia, dolore, forza, sconforto, fiducia. Quindici anni che mi hanno preso e stritolato, restituendomi logoro, ma forte, consumato, ma vitale, pesto, ma reattivo.

Questo paradossale caleidoscopio emotivo si erge come forza trainante di Stile Libero rendendola, unica nel suo genere, un microcosmo di vibrante energia positiva. Energia buona. Energia genuina.

Non c’è contraffazione in Stile Libero, può piacere o meno, ma è tutto reale, pulsa, ribolle di vita vissuta; un luogo che è un’idea, una casa che ha nell’accoglienza il proprio biglietto da visita, uno spazio dove crescere, imparare, confrontarsi, migliorare, lavorare per la propria salute e, soprattutto, essere sé stessi … “Average Joe’s”, persone qualunque e dunque grandi persone.

Buon Compleanno Stile Libero.

Fede

"Mi considerano pazzo perché non voglio vendere i miei giorni in cambio di oro. E io li giudico pazzi perchè pensano che i miei giorni abbiano un  prezzo" (Khalil Gibran)

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