>KARATE DO - SHŌ MON DO<
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domenica 28 novembre 2021
KARATE DO - SHŌ MON DO
NERVO VAGO
L'Osteopatia si fonde, per definizione, con il concetto di Salute. L'Osteopata con un uso sapiente della propria conoscenza, sensibilità (tattile, ma non solo) e del proprio intuito può aiutare in molti modi i propri pazienti a "stare meglio". Uno di questi modi è instaurare un dialogo con il Nervo Vago … Proviamo a vedere il perché.
Questo nervo, principale componente del sistema vegetativo parasimpatico, non è un unico nervo, ma un sistema a doppio senso di comunicazione tra strutture viscerali e cervello; esso regola la risposta dell'individuo all'ambiente, permettendo all'individuo di monitorare continuamente i parametri omeostatici e metabolici, determinando così la capacità di modulare la risposta agli stimoli.
Quindi il Vago è qualcosa di più complesso che l'antagonista del simpatico; non agisce come singola via neurale bensì, secondo la teoria polivagale di Porges, i due rami, ventrale e dorsale, originando in punti differenti, hanno funzioni molto diverse tra loro. Il ramo ventrale origina precisamente dal nucleo ambiguo del lato ventrale del tronco encefalico. Il ramo dorsovagale ha origine dal pavimento del IV ventricolo cerebrale.
Il ramo ventrovagale agisce insieme ad altri quattro nervi cranici (V, VII, IX, XI) ed è mielinico. Il ramo dorsovagale, il più antico dei due è amielinico.
Diversamente dal sistema simpatico che permette una mobilizzazione estrema per facilitare la reazione "combatti o fuggi", entrambi i rami del Vago possono provocare "l'immobilità". Tuttavia, il ramo ventrovagale e il ramo dorsovagale producono rispettivamente due stati di immobilizzazione molto differenti, basati su due tipi molto diversi di attività fisiologica.
Quando il ramo ventrale e i quattro nervi cranici associati funzionano nel modo corretto, si sperimenta l'auspicabile stato di "coinvolgimento sociale" (social engagment). Per essere "socialmente coinvolti" dobbiamo sentirci al sicuro, senza dover superare o evitare qualsiasi minaccia esterna combattendo o fuggendo; oltre a ciò dobbiamo essere fisicamente in salute. In questo stato possiamo permetterci di rimanere immobili senza paura (rilassati). Possiamo mantenere un atteggiamento attivo e vivace senza collassare né, al contrario, sentirci sovraeccitati. Viene favorito il recupero e il riposo, assicurando che siano presenti i presupposti fisiologici per la salute fisica ed emotiva, l'amicizia, la cooperazione, il sostegno reciproco …
Il ramo dorsale agendo individualmente, provoca uno stato di "collasso" (shutdown) metabolico. Grazie ad esso gli animali possono ridurre i livelli di attività delle loro funzioni vitali e preservare le energie: una sorta di "immobilizzazione con paura", siamo impauriti ma non facciamo nulla per affrontare il pericolo o scappare; semplicemente ci arrendiamo. Quando questa attività diventa cronica, la sua controparte emozionale è caratterizzata da sentimenti depressivi.
L'altro stato che coinvolge il circuito dorsovagale è definito "immobilizzazione senza paura" e abbina l'attività nel circuito dorsovagale con l'attività nel circuito del social engagment. Questo stato è appropriato quando ci sentiamo al sicuro e scegliamo di rimanere relativamente immobili, in modo da entrare in intimità con un'altra persona.
In definitiva, secondo Porges, i sistemi adattivi alla paura, si evolvono in senso filogenetico e ontogenetico da una risposta di immobilizzazione (morte apparente), mediata dal sistema dorsovagale, a uno stato di mobilizzazione con risposte di attacco/fuga, mediato dall’ortosimpatico, e da uno stato di inibizione della risposta di immobilizzazione con possibilità di relazione ambientale, mediata dal sistema ventrovagale.
Il sistema ventrovagale influenza anche la funzione immunitaria e intestinale. Il collegamento cerebro-enterico è bidirezionale (gut-brain axis). Il sistema enterico/cerebrale integra le informazioni provenienti dalle viscere e le veicola alla amigdala, alla corteccia prefrontale mediale. Se il sistema di inibizione della corteccia prefrontale mediale non è sufficiente, lo stress prolungato ha effetti deleteri sulla muscolatura liscia dell’intestino e sulla permeabilità di membrana, con alterazione del microbiota.
Da questo breve excursus fisiologico risulta più che evidente l’importanza del Nervo Vago per la Salute, intesa come concetto ampio di qualità del rapporto con l’ambiente e con gli altri piuttosto che come mera assenza di malattia. In un momento delicato e “distressico” come quello attuale, cercare un equilibrio che vada oltre le apparenze dettate da una società sempre più avvelenata e sempre meno vicina alle esigenze di un individuo, considerato proprio etimologicamente “indivisibile”, fatto di corpo, mente, spirito ed emozioni.
L’Osteopatia può aiutare in tutto questo?
Sì, credo proprio di sì.
Come? Per qualunque consiglio puoi rivolgerti al tuo Amichevole Osteopata di Quartiere.😅🙏🏼🌊🧙🏽♂️🕸️
Fede
Se siete temerari potete tuffarvi in poche, ma interessanti righe di anatomia.
Il Nervo Vago (X n.c.), detto in passato anche pneumogastrico, si estende dal bulbo fino al disotto del diaframma; durante questo lungo cammino fornisce rami ai visceri contenuti nel collo, nel torace e nell'addome .
Il Vago contiene fibre motrici e sensitive ed è il più importante componente del parasimpatico encefalico: la maggior parte dei centri bulbari parasimpatici entrano nella sua costituzione. Mediante il suo vasto apparato viscerale, il Vago innerva il tubo digerente, il cuore, l'apparato respiratorio. È riconoscibile un componente vagale in tutti i visceri aventi rapporto col celoma, fino allo stretto superiore del bacino.
È, dunque, un nervo misto, costituito da:
_ fibre motrici somatiche (mm faringei, costruttore medio ed inferiore, laringei e parte striata superiore esofagea);
_ fibre pregangliari parasimpatiche deputate all'innervazione eccitosecretrice e motrice;
_ fibre sensitive somatiche (padiglione auricolare esterno);
_ fibre sensitive viscerali (toraco-addominali);
_ fibre sensitive del gusto (calici gustativi e faccia anteriore dell'epiglottide).
> Emergenza: solco laterale posteriore del bulbo.
> Ramificazioni: rami meningeo, auricolare, comunicante con il Nervo Glossofaringeo, faringeo, cardiaci, cervicali superiori e inferiori, cardiaci toracici, bronchiali, renali; tronchi vagali anteriore (rami gastrici anteriori ed epatici) e posteriore (rami gastrici posteriori e celiaci); nervi laringeo posteriore (rami esterno ed interno) e laringeo ricorrente (rami tracheali, esofagei e faringei).
> Distribuzione: cuore, parete dell'aorta e dei suoi grossi rami, ghiandole e muscolatura liscia delle vie respiratorie, dell'apparato digerente (tranne il suo tratto terminale) e di una parte dell'apparato urinario; muscolatura striata della faringe, della laringe e della parte prossimale dell'esofago; seno carotideo, glomo carotideo, mucosa della laringe, della faringe, della trachea, dell'esofago e degli altri visceri toracici e addominali; calici gustativi della mucosa dell'epiglottide e dell'orofaringe; cute del padiglione auricolare, del meato acustico esterno e della superficie laterale della membrana del timpano.
Il ramo meningeo, tramite filamenti si distribuisce alle meningi.
Riassumendo brevemente, il Nervo Vago, "vaga" letteralmente per il corpo, partendo dal tronco encefalico e arrivando al torace e all'addome, dove regola molti degli organi interni. Esso innerva i muscoli della gola (faringe e laringe) e gli organi della respirazione (polmoni), della circolazione (cuore), della digestione (stomaco, fegato, pancreas, duodeno, intestino tenue mesenteriale e le sezioni ascendente e trasversa dell'intestino crasso) e dell'escrezione (reni).
Testi consultati e per approfondire:
Atlas of Human Anatomy and Surgery - Bourgery-Jacob - Taschen
Trattato di Anatomia Umana -Testut-Latarjet - UTET
Atlante di Anatomia Umana - Anastasi-Tacchetti - Edi Ermes
Manuale di Osteopatia Cranio Sacrale - Deidda - Ghedini
Vago, il mio nervo più importante - Rosemberg - Macro Edizioni
https://mattioli1885journals.com - L’Universo sconosciuto del Sistema Nervoso Autonomo - Articolo a cura di Carmelo Turano e Caterina Podella 2019
mercoledì 20 ottobre 2021
SCIATALGIA
>SCIATALGIA<
"Sciatalgia" è diventato, nel tempo, un termine di largo uso comune. Spesso abusato e frainteso, viene associato a fantomatiche "ernie" e "protrusioni" discali, o, per gli amanti delle ricerche sul web, a contratture muscolari, in genere attribuite al povero muscolo piriforme, ormai considerato colpevole delle peggiori nefandezze posturo/algiche riguardanti la colonna vertebrale.
Mal di schiena, sciatica, sciatalgia, lombosciatalgia più raramente, diventano così, nell'immaginario "popolare", tutti sinonimi di un non ben definito malessere che coinvolge la zona lombo-sacrale della colonna, spesso il muscolo gluteo e a volte, seguendo il decorso del nervo sciatico o altri percorsi più fantasiosi, l'arto inferiore.
Descrizioni caleidoscopiche e pittoresche del termine "sciatalgia" si sentono ogni giorno in studio e, al di là del senso di fastidio, dolore o impotenza funzionale, tutte hanno come denominatore comune il disagio quotidiano che viene vissuto.
L'Osteopatia, dunque, entra da protagonista nella storia che stiamo raccontando, non già come "tecnica terapeutica" risolutrice dell'infiammazione nervosa o della contrattura muscolare, bensì come percorso di consapevolezza, un lavoro sulla globalità del paziente, su quelle che possono essere cause o concause della sensazione di disagio di cui sopra e, soprattutto, su tutte le "energie" che la persona in questione riceve, trasmette, elabora.
Quindi il cambio di paradigma è notevole e, l'Osteopata, da semplice (ma non per questo inutile, ovvio) "manipolatore seriale", acquista un ruolo centrale di osservatore privilegiato, in grado quindi di poter aiutare un corpo in difficoltà a ripristinare un'armonia organica, in maniera dolce ed afferente, offrendo la propria neutralità al servizio della Salute del paziente e conducendolo verso un paesaggio di Quiete.
Un bel salto: da cacciatore di disfunzioni a dispensatore di armonia, di Salute.
Accoglienza, ascolto, osservazione e pazienza diventano le armi per interagire con un organismo in sofferenza e le chiavi per aprire (molto spesso si trovano ben serrati) scrigni e casseforti dove il paziente rinchiude la propria energia terapeutica (quasi sempre annichilita da eccesso di farmaci, ipomovimento, stravizi alimentari, stressor esagerati e continui, abuso di "luci blu" …).
Riuscire a trovare una connessione con questa forza curativa, sempre presente dal concepimento in avanti (forse anche da prima) è un'esperienza unica; ogni volta unica.
_
"Tu comunque sei un Mago 🧙🏽♂️".
"Ah sì? E dimmi, cosa avrei fatto di così straordinario🌊?".
"Ma, guarda. Io ero abituata ad un'altra osteopatia 🛠️ e francamente la sera dopo il trattamento, arrivata a casa, mi sono detta … boh, si, sono rilassata, sto bene, ho un po' di fastidio, ma comunque è una sciatalgia e cosa vuoi, con la mia schiena, non mi ha fatto scrocchiare, non mi ha sbloccata. 🤔
Beh, il giorno dopo non avevo più nulla. È senz'altro una magia😅"
"😂 Come ti ho già detto, hai fatto tutto tu, io ho osservato solo che agisse chi doveva agire 🌊🙏🏼".
_
Questo confronto con forze che emergono prepotenti dall'origine dell'uomo stesso diventa, oggi più che mai, un appiglio di potenza inesauribile per un accesso alla Salute sempre più messo in discussione, aggredito e svenduto sugli altari di una sanità burocratizzata, prezzolata, lontana anni luce dalle persone e dai loro reali bisogni.
Fede
Immagine tratta da pagina facebook di Osteopathic College Trieste
martedì 12 ottobre 2021
UNA LACRIMA HA LA FORMA DI UN GUSCIO, E' UN RIFUGIO
>UNA LACRIMA HA LA FORMA DI UN GUSCIO, È UN RIFUGIO< (J.Jealous)
mercoledì 1 settembre 2021
NUOVO MONDO
mercoledì 25 agosto 2021
VIETATO L'INGRESSO AI RAGNI E AI VISIGOTI
>VIETATO L'INGRESSO AI RAGNI E AI VISIGOTI<
Per manifestare la loro forza, il loro potere, le loro virtù (reali o presunti) molti uomini pensano sia necessario emarginare qualcuno.
_Non sono razzista, ma … _ [cit.].
_Non vuole essere un atteggiamento discriminatorio, ma … _ [cit.].
_ Tutti abbiamo gli stessi diritti, ma … _ [cit].
"Excusatio non petita, accusatio manifesta" potrebbe figurare in maniera egregia come cappello introduttivo alla moltitudine di barbarie linguistiche, lessicali e concettuali leggibili e ascoltabili su tutti gli organi di (dis)informazione; social, ovviamente, inclusi.
Le contorte blasfemie cerebrali di cui sopra, come un uroboro, hanno un incomprensibile potere autorigenerante e contagiante, saltabeccando con inaspettata eleganza tra diversi argomenti, mostrano una eguale capacità banalizzante, ossimorica, riduzionista.
La teoria alla base di tutto questo becero qualunquismo si poggia sul "modello del contagio" o della "contaminazione", facendo leva, a volte direttamente, spesso in maniera più subdola, su timori più o meno reali riguardanti fantomatiche problematiche di "salute".
Spesso mi trovo a ridacchiare a fronte a tali inconsistenti manifestazioni di piatta encefalografia, che invece, resistente alla mia strafottenza, si insinua, essa sì come morbo appestante, tra menti soffocate dal comodo abbraccio delle luci blu trasformandosi ben presto in bava biancastra ai lati di labbra urlanti, contorte da inaudita violenza segregatoria.
Avevamo (quasi) appena limitato scomode eredità "Io devo aspettare fuori" assurgendo quadrupedi pelosi (giustamente) a membri ufficiali della società, per poi cadere, stupidamente fallaci, in deprimenti emarginazioni veicolate da strategie mediatiche del terrore, come d'altronde la storia insegna e, ovviamente, noi non impariamo.
Fede🙏
Le immagini sono tratte da:
https://www.focusjunior.it/comportamento/vietato-ingresso-ai-cani-e-agli-italiani/
http://www.orda.it/rizzoli/stella/immagini/foto/popup/cartello.htm
https://www.ilmessaggero.it
https://www.huffingtonpost.it/2017/04/14/vietato-lingresso-ai-giovani-neri-e-ai-cani-il-cartello-razz_a_22039585/
https://it.wikipedia.org/wiki/File:Negozio_ariano_vietato_agli_ebrei.jpg
www.amazon.it
domenica 18 luglio 2021
IL CONCETTO DI SALUTE E IL TRATTAMENTO OSTEOPATICO
>IL CONCETTO DI SALUTE E IL TRATTAMENTO OSTEOPATICO<
_Il concetto di “salute” è stato definito per la prima volta nel 1948 dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e definito come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale. Per conseguirlo l’individuo o il gruppo devono essere in grado di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, soddisfare i propri bisogni, modificare l’ambiente o adattarvisi.
Circa quaranta anni dopo, nel 1986, l’Oms presenta la Carta di Ottawa come risposta all’esigenza sempre più diffusa di un nuovo movimento mondiale per la salute. Il documento si basa sulla teoria socio-ecologica della salute ponendo l’accento sul legame inestricabile tra l’uomo e i sottosistemi che compongono l’ecosistema nel quale vive (famiglia, comunità, ambiente fisico e socio-culturale). Su queste premesse la Carta definisce il concetto di “promozione della salute” come il processo che consente alle persone di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla. Secondo la Carta di Ottawa, promuovere la salute significa:
costruire una politica pubblica per la tutela della salute
• creare ambienti capaci di offrire sostegno
• rafforzare l’azione della comunità
• sviluppare le capacità personali
• riorientare i servizi sanitari.
La salute vista, dunque, come risorsa di vita quotidiana, non come obiettivo di vita: un concetto positivo, che insiste sulle risorse sociali e personali, oltre che sulle capacità fisiche. Di conseguenza, la promozione della salute non è responsabilità esclusiva del settore sanitario e necessita di azioni sinergiche e intersettoriali con altri ambiti sociali.
Negli ultimi decenni, la presa di coscienza globale del rapporto di interdipendenza che si instaura tra ambiente e individuo ha fortemente influenzato sia le tematiche generali relative alla promozione della salute, sia gli studi che sono stati condotti al fine di comprendere le leggi che regolano l’adozione di stili di vita salutari e i processi di cambiamento dei comportamenti a rischio.
La centralità degli stili di vita nel determinare lo stato di salute e il benessere dei giovani (e quindi anche la loro salute futura di persone adulte) è una delle importanti acquisizioni del moderno approccio alla promozione della salute di cui devono tenere conto la ricerca socio-sanitaria, le azioni politiche e i programmi di educazione.
Ogni intervento di educazione e promozione della salute deve anche tener conto della conoscenza delle diseguaglianze sociali, in particolare nell’accesso ai servizi e all’informazione stessa, allo scopo di individuare correttamente e raggiungere al meglio i gruppi di popolazione più a rischio._ (https://www.epicentro.iss.it/guadagnare-salute/programma/CorniceRiferimento)
_La nuova definizione di salute, presentata nel 2011, la definisce come “la capacità di adattamento e di autogestione di fronte alla sfide sociali, fisiche ed emotive”. Tale definizione pone l’accento sulla capacità dell’uomo/persona di convivere con la malattia nelle sue varie fasi._ (https://evasiopasini.it/dottor-evasio-pasini-blog/16-nuova-definizione-di-salute-dell-oms-come-il-paziente-ed-il-medico-dovranno-affrontare-la-malattia.html).
Il modello di riferimento, quindi, negli ultimi anni cambia radicalmente: da una salute “schiava” della malattia e da essa definita (salute = assenza di malattia), si è passati ad un concetto più profondo che prevede la malattia come parte integrante della vita, anche di una vita in salute, mettendo l’accento, finalmente, sulle capacità organiche di reazione agli avvenimenti avversi. Salute come ottimale capacità di autoregolazione.
il paradigma muta in maniera importante, spostando il tiro da una concezione “farmacocentrica” della Salute ad una “stiledivitacentrica”, dove le abitudini ed i segnali (psico-neuro-endocrino-immunologici) che il nostro organismo deve gestire diventano determinanti e, paradossalmente, arrivano a definirci come specie (siamo come ci comportiamo).
Attività fisica, alimentazione sana, contatto con la Natura e con la luce solare, meditazione e rilassamento corpo/mente, pace interiore, pazienza, curiosità intellettuale, amore … diventano concetti primari nel definire la Salute e obbligano ad una riflessione profonda e culturalmente neutra, libera da insensati campanilismi alimentati ad arte da media e social network, verso il periodo che l’umanità sta vivendo e le scellerate scelte, politico/economico mediate, in campo sanitario.
Come Osteopati abbiamo il privilegio di abbracciare questi modelli concettuali già ereditati dai grandi maestri delle origini:
• Il Corpo è un’unità. La persona è un’unità di Corpo, Mente e Spirito.
• Il Corpo ha la capacità di Autoregolarsi e Autoguarirsi.
• Struttura e funzione sono reciprocamente correlate.
(http://www.soma-osteopatia.it modificato).
Quindi il nostro passo è andare ancora oltre, riconoscere la Salute nel “paziente”, sincronizzarsi con essa, con quella Respirazione Primaria da cui tutto ha origine, ma a cui tutto torna, presente in ognuno di noi, ben consci che quello di Salute è un paradigma che supera le barriere concettuali create dello studio dettagliato dell’anatomia e della fisiologia ed è considerabile come espressione della forza creativa universale, quell’energia “misteriosa” che ci differenzia da un oggetto inanimato.
Viviamo in un universo dinamico, espressione della complementarietà di creazione e distruzione che, inarrestabili e interdipendenti, si susseguono ininterrottamente. L’uomo è, attimo dopo attimo, espressione di questo.
Il dr. William Gardner Sutherland, padre dell’Osteopatia in ambito Craniale, identificava questo processo di creazione con il concetto di “Respiro della Vita” (Breath of Life): -La creazione rivela i suoi fini mediante il Soffio di Vita -.
Sutherland sosteneva che nei fluidi corporei il Soffio della Vita andasse a generare una forza ordinatrice atta a guidare armoniosamente la forma e il funzionamento del corpo e della mente umana. (→ Respirazione Primaria → Potency: espressione del Respiro della Vita. Ha funzioni di organizzare, proteggere e guarire che possiamo assimilare al concetto di Jing (essenza vitale) della MTC - Medicina Tradizionale Cinese - Jing (essenza vitale o quintessenza vitale): Il Jing è all’origine della vita e, dunque, precede l’uomo. Al momento del concepimento, l’unione tra i due Jing riproduttivi dei genitori, si combina con il Qi cosmico (YongQi) per dare inizio alla vita. Il Jing è questa materia/energia che sa diventare vita, da esso inizia a prendere forma la strutturazione energetica e corporea del nuovo individuo e nei meridiani appena formati inizia a scorrere YuanQi, l’energia capace di attivare gli organi che si stanno plasmando).
Connettersi con la Salute, questo è l’arduo compito dell’Osteopatia, questo è il lascito di Still, quel “Keep it pure” che diventa la sfida fondamentale, soprattutto oggi: trasmutare da “cercatori di malattia”, di disfunzioni a “cercatori di Salute”, di armonia. Possiamo solo immaginare quanto ce ne sia bisogno.
Fede🌊
“Il medico deve parlare di ciò che è invisibile. Ciò che è visibile appartiene alla conoscenza ed egli deve riconoscere le malattie, proprio come chiunque altro, che non sia medico, può riconoscerle dai loro sintomi. Ma tutto ciò è ben lungi dal fare di lui un medico. Egli diviene tale soltanto quando conosce ciò che è innominato, invisibile ed immateriale e pur tuttavia efficace” Paracelso
“In poche parole l’Osteopatia è l’arte di utilizzare le proprie mani per ingaggiare un processo terapeutico governato dalla Salute del paziente” J.Jealous DO
Immagine tratta dalla pagina Instagram "Natures"













