Wikipedia

Risultati di ricerca

mercoledì 16 giugno 2021

RITMI VITALI

>RITMI VITALI<
Aspetto sempre che sia l'organismo del paziente a prendere l'iniziativa.
Lo lascio esprimere, ascolto con pazienza la storia che ha da raccontare.
Non sono parole quelle che vado cercando, il confronto si attua su una linea molto più sottile, ma dal significato universale, inequivocabile.
Da un lato ci sono le mie mani e la mia capacità percettiva, dall'altro ritmi che, instancabilmente, avvolgono un corpo ansioso di comunicare.
Sono ritmi primordiali, più antichi della vita stessa, ma con lei intrecciati in un abbraccio che, se espresso in maniera fluida, conduce alla Salute.
È come se l'intero corpo respirasse, con fasi di espansione alternate a fasi di retrazione, su una scala temporale estranea ai normali fenomeni di inalazione ed esalazione dell'aria, ma dal medesimo ineluttabile significato, anzi, ancora più fondamentale, tanto da meritarsi l'appellativo di "Respirazione Primaria".
Aspetto "che la volontà del paziente si arrenda alla Respirazione Primaria (R.Becker)" per avere una sorta di chiave di lettura della situazione.
_ Ho gli occhi chiusi e le mani a sfiorare un corpo bisognoso di aiuto. Ho pulito, come sempre, la mia essenza per affacciarmi ad una condizione di neutralità, ma oggi di più. Quando viene lei sempre molto di più. Non posso permettermi errori, potrebbe addirittura non salire sul lettino, ha una sensibilità talmente spiccata da sentire immediatamente l'accoglienza.
Oggi, stranamente, i suoi ritmi vitali, solitamente pimpanti e vigorosi, sono distanti. Fatico non poco a trovare una chiave di accesso e sono "tempi morti" che con lei devo assolutamente evitare.
Finalmente uno spiraglio, flebile, ma presente; si quieta un poco, intoniamo un paio di canzoni (oggi le richieste sono "Bella Ciao", "Resta con noi Signore la sera", e "E poi" … un medley sacro-profano da hit parade), l'addome cede qualche passo e ci accontentiamo. _
Ritmi vitali distanti; ultimamente ogni tanto capita e, senza pretendere alcun nesso causale noto, specialmente, in chi ha fatto il vaccino, soprattutto se questo ha creato qualche problema collaterale.
Sono conscio che non significhi nulla, addirittura c'è chi bolla questo tipo di approccio alla Salute come ciarlataneria, quindi i miei sono solo pensieri personali "ad alta voce", diciamo.
Ma non posso fare a meno di evidenziarlo e di ragionarci su.
Fede 💫🙏🌊
 
IImmagine tratta da: https://pixels.com 
 

giovedì 3 giugno 2021

GABBIANI E PANDEMIA

GABBIANI E PANDEMIA 

La tramontana leggera, abile nello spianare il mare sul finalese, dona invece, sul promontorio di Capo Noli, la caratteristica increspatura e quel leggero moto ondoso, ritmico e vitale, che per milioni di anni ha scolpito paziente le caratteristiche rocce calcaree, donando loro quell’aspetto, ruvido e selvaggio, meravigliosamente unico nel suo genere. 


>”Fierobecco” domina, appollaiato sulla testa del “Leone di Capo Noli”, la Natura che lo circonda; non si pone domande, non aspetta risposte e, soprattutto, è incurante di ciò che quel buffo essere pallido, sfrecciante su strane scatole di metallo, possa ordire per complicarsi l’esistenza.

La mia passeggiata non lo disturba affatto. Conosce le mie intenzioni prima ancora che esse siano anche solo parzialmente manifeste. Ci guardiamo negli occhi, un istante.
Il suo garrito sfrutta l’eco del capo e diffonde il messaggio a sensi in grado di intenderlo; forse è anche diretto a me, ma come specie umana abbiamo perso quella capacità ancestrale di comprensione ormai da tempo.
Sfruttando, con una saggezza dettata dall’esperienza , la giusta corrente si alza elegante in volo e, dopo un rapido giro perlustrativo si getta in picchiata verso le profonde acque. L’impressionante velocità con cui divora il pesce catturato mi permette di osservarlo ancora una volta da vicino, prima che il mio rapido incedere mi faccia svoltare ed iniziare la discesa verso Noli: come se nulla fosse successo, muscoloso e affilato, il suo profilo è nuovamente sulla roccia, la leggera brezza gli asciuga il lucido piumaggio e lui sembra bearsi di quell’infinito attimo di Quiete.

Palestra Stile Libero si trova appena fuori le mura di FinalBorgo, “Uno dei Borghi più belli d’Italia” e via discorrendo … ad appena 1500 metri dal mare e a circa 10 km dal regno di Fierobecco.
Un altro mondo, però.
Il cortile di asfalto multicolor, grazie a vecchie e nuove “ristrutturazioni” stradali che si sovrappongono, sotto il sole tardo primaverile delle 12 è una sorta di bacino infuocato e, mentre i condomini di contorno lo chiudono in un abbraccio soffocante, il fiume rinsecchito, perso l’antico vigore, fatica a offrire un pizzico di ricostituente frescura.
>”Rumenta”, pingue e sovrappeso gabbiano, domina l’inquietante immagine dall’alto del suo nido sul tetto del condominio di fronte alla palestra.
Stancamente sta masticando l’ultimo boccone di spazzatura “catturato” nel bidone. Ha costruito una sorta di colonia nella zona, gabbiani enormi, lenti e guardinghi, sospettosi e vigliacchi si aggirano tra depredazioni nei cassonetti dell’umido e qualche sporadica comparsata a bordo fiume, per ingurgitare ratti o, per i più baldanzosi, spiumare piccioni.
Tutta la fiera vigoria della caccia, la magia dell’istinto che diventa azione, la primordiale energia del mare e tutti i rituali della vita in Natura scomparsi in favore di una appassita esistenza consumata sull’altare di una pseudo-comodità e un , solo apparente, perfezionamento evolutivo.
Potrei, senza timore di smentita, definire il nostro Rumenta, un gabbiano obeso o fortemente sovrappeso.
Obesità: la Pandemia silenziosa.
Secondo il rapporto della World Obesity nel 2016 nel mondo c’erano 671 milioni di persone obese di cui 64 milioni con obesità grave, cioè con BMI o indice di massa corporea di 40 o più.
L’aumento di persone obese aveva come conseguenza anche aumento di persone con altre malattie croniche come:
_diabete (218 milioni attribuibili all’obesità);
_ipertensione arteriosa (307 milioni attribuibili all’obesità)
_malattie cardiache (12 milioni attribuibili all’obesità).
Parlando di oggi, si è visto che queste complicanze comuni nell’obesità sono proprio quelle che erano più frequentemente presenti nelle persone decedute a causa del coronavirus sia in Cina che in Italia, dove il 76% dei deceduti era iperteso, il 35.5% diabetico e il 33 % aveva una cardiopatia ischemica. https://www.auxologico.it
Continuando a ragionare su questi dati e quindi sul collegamento fra obesità e mortalità da Covid-19, vediamo come una ricerca firmata da Jingzhou Wang e colleghi della University of Chicago Medicine di Chicago (Usa), ha incrociato i dati sul BMI (Body Mass Index) delle popolazioni, contenuti nel Globa lHealth Observatory dell’OMS, con i dati sul COVID-19 di worldometer.info . Il risultato mostra che la prevalenza di popolazione in sovrappeso [BMI (kg/m2) ≥25] per paese è significativamente associata con il numero di decessi per milione di abitanti a causa del Covid-19 (R2 corretto: 0,20; P <0,0001).
Si può dire quindi che la pandemia da Covid-19 abbia incontrato la pandemia dell’obesità, che, seppure a un ritmo diverso rispetto alla diffusione del virus SARS-CoV-2, continua a crescere. https://medicoepaziente.it/
Parlando invece di soli bambini e ragazzi, secondo il nuovo rapporto COSI (Childerhood Obesity Surveillance Initiative) dell’OMS, in alcuni Paesi della regione europea, l’obesità e il sovrappeso colpiscono 1 bambino su 3 di età compresa tra i 6 e i 9 anni.
Il rapporto si basa sui dati raccolti in 36 Paesi durante gli anni scolastici 2015-2016 e 2016-2017, per un totale di circa 250mila bambini in età scolare. I dati mostrano che, nel periodo oggetto di studio, l’obesità ha colpito il 13% dei bambini e il 9% delle bambine.
I Paesi più colpiti:
_ Le percentuali più elevate di sovrappeso e obesità infantile sono state osservate nei Paesi del Mediterraneo, come Grecia, Italia, Portogallo e Spagna, dove oltre il 40% dei bambini risulta in sovrappeso.
L’impatto della pandemia di Sars-Cov 2 sull’obesità infantile :
_Gli alti tassi di obesità e sovrappeso registrati rimangono però preoccupanti, soprattutto alla luce della pandemia. Secondo il Direttore Regionale dell’OMS per l’Europa Hans Kluge, “il COVID-19 potrebbe potenzialmente amplificare l’aumento dell’obesità infantile, una delle tendenze più allarmanti nella regione europea dell’OMS”. https://unric.org/it/
La comunità scientifica internazionale considera ormai l’obesità sia come una malattia a se stante sia come una condizione che aumenta la probabilità di sviluppare una vasta gamma di malattie croniche. Meno noto è, però, il fatto che una condizione di obesità accresce anche l’eventualità che le malattie infettive portino a gravi conseguenze. Questo è diventato ancora più evidente durante la diffusione globale del virus SARS-CoV-2 e nella conseguente pandemia di COVID-19. In occasione dell’edizione 2021 della Giornata Mondiale contro l’Obesità (4 marzo), la World Obesity Federation ha pubblicato il rapporto “COVID-19 and Obesity: The 2021 Atlas. The cost of not addressing the global obesity crisis - March 2021” in cui, attraverso una dettagliata analisi di dati sottoposti a peer review, si mostra come l’eccesso di peso sia un fattore predittivo altamente significativo dello sviluppo di complicanze da COVID-19, inclusa la necessità di ricovero, di terapia intensiva e di ventilazione meccanica. L’obesità si dimostra anche un fattore predittivo di morte per COVID-19. Il documento mostra che nei Paesi in cui meno della metà della popolazione adulta è classificata “in sovrappeso o obesa”, la probabilità di morte per COVID-19 è una piccola frazione - circa un decimo - del livello osservato nelle nazioni in cui lo è più della metà. Dei 2,5 milioni di decessi per COVID-19 segnalati entro la fine di febbraio 2021, 2,2 milioni si sono verificati in Paesi in cui più della metà della popolazione è classificata in sovrappeso o obesa. Pur considerando che queste cifre possono essere influenzate dalla struttura per età delle diverse popolazioni nazionali, dalla ricchezza relativa e dalla capacità di rendicontazione dei casi di ogni Paese, i risultati sembrano essere comunque non dipendere da questi fattori.
Potrebbe essere che ci si trovi di fronte ad una DEVASTANTE pandemia, quella di obesità che, come abbiamo visto, colpisce anche i gabbiani 😂. La soluzione, quantomeno a livello preventivo (e pensateci ai vostri figli, non solo su come e quando fargli il vaccino per andare in ferie …) è piuttosto semplice: sana alimentazione e movimento quotidiano.
E tu chi vuoi essere, Fierobecco o Rumenta?
Fede

Le immagini rappresentano Capo Noli e Fierobecco e sono di mia proprietà

domenica 23 maggio 2021

PERCORSO

 >PERCORSO<


24/05/2021 riapre Palestra Stile Libero.

Mi stranisce un pochino scrivere adesso un post di questo tipo, solitamente editato a settembre dopo il semi-rest estivo e di rilancio per la nuova stagione lavorativa che, per attività come la nostra, è tendenzialmente autunno/invernale.

Invece eccomi qui, alle porte di giugno, a forzare la mia mente a produrre parole con una parvenza di politically-correct e, allo stesso tempo, capaci di incuriosire e, soprattutto, accendere la possibilità di pensiero critico.

7 mesi di chiusura hanno lasciato un segno indelebile sul mondo del fitness, rivoluzionato dalla menzogna pseudo-salutistica dei corsi online e annichilito nella sua porzione proattiva delle palestre, appunto, relegate a contorno foraggiante contagio e umiliate sull’altare della ambivalente moneta “sport-coni”. Non ho più voglia di entrare nel merito delle decorticate scelte compiute in questo periodo, prendo atto della indefessa e reiterata miopia decisionale e, possibilmente, cerco di trarne qualche insegnamento. 

Tutto cambia, evolve, trasforma, oggi con una velocità impressionante e inimmaginabile fino a poco tempo fa, tanto che per poter stare dietro alle manie social-guidate della domanda, si deve cercare di trascendere l’offerta, uscendo dagli schemi algoritmici pre-compilati per affacciarsi ad una nuova idea del concetto di palestra.

L’idea per la ripartenza, anzi, per la nuova partenza (che non è propriamente la stessa cosa), è dunque quella di abbandonare (più o meno lentamente quello si vedrà) il “modello palestra”, diciamo “pre-covid”, per crearne uno completamente nuovo con il mirino puntato sulla parola Salute. Per fare ciò ci dovremo affidare ad un’altra “Key Word”, - Percorso -.

Spostare il mirino sul disegnare Percorsi di Salute personalizzati che siano in grado di porre la nostra “palestra” concorrenziale non già ad altre “palestre” bensì a centri medici e strutture sanitarie. Noi possiamo farlo perché possiamo offrire un ventaglio di proposte, concatenate tra loro, ma allo stesso tempo indipendenti, che spaziano dalla Nutrizione, all’Osteopatia, al Massaggio, all’Attività Motoria Adattata, alla Ginnastica Vertebrale, alla Riatletizzazione post chirurgica o post trauma, all’Allenamento Funzionale, al Fitness Cardio-Metabolico, alla Mobilità Articolare, alla Flessibilità Muscolo-Tendinea, all’Allenamento Mentale, al Reiki, alla Medicina Cinese, alla Meditazione, abbracciando gran parte del mondo della Salute non farmacolizzata e, quindi, aprendo delle opportunità di cura incredibili, anche perché svolta in un ambiente familiare, gioviale, colorato e, soprattutto, altamente professionale.

Ad ognuno il proprio Percorso diventa quindi il nostro mantra, spostando (decisamente) il focus dalle spinte motivazionali da quattro soldi stile “no pain no gain” o dalla PNL de no’ artri “se vuoi puoi” imperanti nei circuiti fitness di tendenza; ed è giusto così, l’obiettivo è fare altro e farlo con intenzione (Yi - 意) nell’accezione orientale del termine dove rappresenta il potere che consente all’energia di trasformarsi in forza, all’immateriale di trasformarsi in materiale al soffio di vita diventare Movimento.

Salute - Percorso - Movimento saranno le parole chiave di Stile Libero 2021 … non più solo una “palestra”.

Fede

Immagine tratta da:

www.pinterest.it



lunedì 10 maggio 2021

IL TUTTO È MAGGIORE DELLA SOMMA DELLE PARTI

 >IL TUTTO È MAGGIORE DELLA SOMMA DELLE PARTI<

"Hai fatto un lavorone la scorsa settimana sulla spalla. È passato tutto".

Le belle notizie fanno sempre piacere, questa volta un po' di più, perché non ho fatto nulla alla spalla.

<< Rewind <<

_ Tutto molto flebile. Questo organismo manifesta pochissima vitalità. Le mani appena appoggiate sono un'estensione del mio Sistema Nervoso e, in un certo qual modo, anche di quello della persona affidatasi al mio ascolto. Lo immagino come un silenzioso dialogo tra "entità superiori", noi comprendiamo poco, ma abbiamo la grande possibilità di poter osservare.

La spalla dolorante si perde nella prepotente richiesta di aiuto di un corpo stanco, talmente esausto da comprimersi e chiudersi in se stesso. Sostengo il poco racconto percepito, senza aggiungere nulla o quasi e, da spettatore curioso attendo lo svolgimento di un compito che ancora non conosco.

Le risposte arrivano, dapprima leggere e delicate, poi un poco più prepotenti; qualche piccola scossa, un sassolino che cadendo in acqua genera una corrente, una Marea.

"Vorrei rivederti tra qualche giorno". _

> Play >

"Hai fatto un lavorone la scorsa settimana sulla spalla. È passato tutto".

_ Sento un corpo finalmente vivo. Ritmi palpabili e decisi evidenziano la rincorsa verso la salute. Continuo ad osservare, possibilmente con ancora più distanza e meno intromissione rispetto alla volta precedente. Sento un ingranaggio ben oliato muoversi silenzioso sotto le mie mani, c'è apertura, espansione, movimento involontario, vitalità.

"Ho sentito che oggi funzionavo meglio. Ho sentito il mio corpo rispondere. Quello che mi hai fatto l'altra volta ha cambiato qualcosa. Sto molto meglio". _

Quando occuparsi del tutto (Whole), dell'intero paziente acquista un luminoso valore che scavalca e abbatte decisamente la "tecnica osteopatica" aprendo le porte al concetto originale di Osteopatia, come filosofia di cura della persona e non come esercizio manipolatorio.

Fede

"Every drop knows the Tide" (W.G.Sutherland)

Immagine tratta da: https://pensamentoliquido.com.br/ 


sabato 8 maggio 2021

4 MANI

 >4 MANI<

"Accogliere con un sentimento vero e profondi di 'Accoglienza' è già fare Rebalancing" (R.G.)

_ Etimologia: attraverso una presunta forma latina: accolligere, da colligere cogliere, raccogliere; a sua volta questo è composto da co- insieme e lègere raccogliere.

L'accoglienza è un'apertura: ciò che così viene raccolto o ricevuto viene fatto entrare - in una casa, in un gruppo, in sé stessi. _ (unaparolaalgiorno.it).

Accogliere il paziente, quindi, non è solo introdurlo in un luogo, bensì aprirsi ad esso ed accettarlo completamente; non è occuparsi del suo "problema" (infortunio, dolore, fastidio …), ma ampliare la propria consapevolezza al suo intero, al tutto che viene trattato come fosse un'unica goccia tenuta tra le mani.

«Vedere un Mondo in un granello di sabbia, 

E un Cielo in un fiore selvatico,

Tenere l’Infinito nel cavo della mano

E l’Eternità in un’ora». (William Blake)

Quando riusciamo a fare ciò stiamo compiendo un atto terapeutico. Che potrebbe anche essere già più che sufficiente.

_ L'atmosfera è di genuina accoglienza. Ma lo era già quando questa cosa mi è stata proposta, forse una parte di me la desiderava da tempo. 

C'è un senso di rilassatezza, di normalità che quasi imbarazza, il Neutro è palpabile, un occhio allenato potrebbe addirittura scorgerlo. 

Prendiamo tutti posto e, automaticamente i nostri corpi, come guidati da fili invisibili, trovano una propria comodità e una direzione da seguire. Il concetto di "direction of ease" credo sia il più affascinante che abbia imparato in tanti anni di studio; non ci avevo mai pensato, ma la Natura stessa lo incarna e lo dimostra. Dobbiamo solo osservare con più attenzione..

Appoggio le mani, ma non ho intenzione di compiere un trattamento, sono consapevole che stia avendo luogo anche senza il mio intervento diretto. Mi limito a considerarlo e sostenerlo.

Anche le mani di chi mi accompagna in questa riflessione sono appoggiate. Non le vedo, ma percepisco la loro presenza.

Non è interferenza, piuttosto una corrente che mi spinge e che io stesso spingo.

Ognuno segue il proprio istinto e il proprio intento fino a non sentire più nulla se non un grande senso di apertura alla pace: "End Point".

'Una strana sensazione. Come se qualcosa si sciogliesse e scivolasse via. E il mio corpo avesse dei movimenti involontari mentre una corrente mi attraversava'. 

Ancora genuina accoglienza, ancora splendida atmosfera, ancora neutro palpabile. Io sto benissimo._

Fede🙏🌊🧙🏽‍♂️

"Certo che sta succedendo nella tua testa, Harry, ma perché diavolo dovrebbe significare che non è reale?” (Harry Potter e i doni della morte).

PS: non sono state scagliate "Maledizioni Senza Perdono" a nessun ingegnere biomedico presente😇

Grazie a Fra e Ale.

💫

L'immagine è tratta da: eateseseirimastoconharry.com 







giovedì 22 aprile 2021

1° GIUGNO, APERTURA PALESTRE E ALTRE CURIOSE AMENITÀ

 >1° GIUGNO, APERTURA PALESTRE E ALTRE CURIOSE AMENITÀ<

Ovvero: Non è tutto oro ciò che luccica.

Prologo: sono partito con l'idea di scrivere tutt'altro tipo di post. Avrei voluto imbastire un pezzo ironico sulle scempiaggini dell'ultimo anno in tema di apertura/chiusura palestre, ma non funziona sempre tutto come programmato, infatti ne è uscita una sorta confessione personale, piuttosto amara, sul presente e prossimo futuro di Palestra Stile Libero e sulla per nulla imminente possibile apertura.

Se avete qualche minuto da perdere …

PASSATO

9 marzo 2020, data ormai storica: il Lockdown generale chiude l'Italia e, nella fattispecie di questo scritto, Palestra Stile Libero.

17 giugno 2020, riapertura di Palestra Stile Libero, circa 20 giorni in ritardo sulle consegne governative, causa tempi tecnici di fine lavori di poderoso restyling del centro. L'idea era di rendere "sanitariamente" inattaccabile la palestra, eliminando muri e barriere in modo da permettere un vigoroso e continuo ricircolo d'aria, vista anche la presenza delle numerose e ampie finestre, oltre che i soffitti a 4 metri e, inoltre, creare uno spazio "salutogenico" ulteriore, fornendo la struttura di 2 studi professionali (nutrizione e osteopatia) collegati ad essa, ma de facto indipendenti, in modo da costituire un circolo vizioso di benessere "autoalimentato".

25 ottobre 2020. Chiusura delle palestre, compresa Stile Libero, nonostante l'intervento di cui sopra. La cosa mi lascia decisamente perplesso e non poco deluso, sfiduciato, demotivato. Da parte del governo e del citiesse poche spiegazioni, molte chiacchiere fumose, un sacco di scarica barili.

PRESENTE

Oggi, 22 aprile 2021, le palestre sono ancora chiuse, ma con la promessa - come se fosse una sorta di concessione divina, un'elemosina ai postulanti - di riapertura, "rispettando le condizioni dell'anno precedente" bofonchia l'integerrimo ministro (senza)Speranza e in "condizioni di Zona Gialla", rincara puntuale il citiesse, di poter riaprire il 1 giugno 2021.

Solo a me viene da ridere? Un misto tra vero divertimento, isteria e disperazione.

Ah, dimenticavo, in questi 13 mesi abbondanti, Stile Libero snc, la società (io e mio fratello) dei titolari della palestra, ha percepito veramente pochissimi spiccioli al confronto della voragine economica creatasi grazie alle reiterate, violente e ingiustificate chiusure.

Quindi il 1 giugno diventa una sorta di traguardo da attendere con trepidazione?

Credo sia immediato, ingenuamente, pensare che per me possa essere così. Lo comprendo, non essendo parte del "gioco" può essere difficile definirne le regole e, questo, sta diventando, ahimè, un gioco al massacro, un gioco difficilmente sostenibile.

FUTURO

No, non aspetto trepidante e colmo di rinnovata energia il 1 giugno. No, perché le preoccupazioni sono molto più numerose delle sicurezze, perché il settore, già agonizzante di per sé, ora rantola morente, perché la professione è svalutata, umiliata sugli altari del coni e mortificata a livello governativo dove, in un anno, non sono stati in grado di comprenderne l'importanza anche e soprattutto in questo frangente. No, non bramo il 1 giugno perché i sogni che quasi quindici anni fa mi hanno fatto iniziare questa avventura, sono riuscito a realizzarli, combattendo tutti i giorni, con sacrifici importanti a livello familiare e personale, tanta abnegazione e una continua voglia di mettermi in gioco, una splendida (per molti versi) avventura, ne convengo, ma non credo di possedere più le forze e probabilmente neppure la volontà di affrontare i mulini a vento e, nell'intimo, credo possa diventare una sorta di sfregio al mio amor proprio.

In questo momento, senza sostegni economici seri, diventa impossibile immaginare un piano di ripartenza professionale e motivato, che comprenda la possibilità di investire nell'azienda e ricavarne utili, crescita personale e condivisione di intenti con l'utenza, un piano rappresentativo di ciò che il progetto Stile Libero è sempre stato.

Sarebbe stupido e da stupidi non mettere tutto ciò sul piatto della bilancia. Ma c'è anche altro.

Se sposto lo sguardo dal lato economico/amministrativo a quello prettamente lavorativo credo che chiunque abbia a cuore questa professione e sia capace di spostare lo sguardo da quei quattro esercizi modaioli ad un panorama motorio un pochino più vasto, sia in grado di scorgere il cambiamento epocale alle porte e la fine del concetto di palestra finora conosciuto. I professionisti dell'attività motoria dovranno sempre più proporsi come professionisti della Salute (non per forza sanitari), come conduttori di un viaggio verso il miglioramento come persone, prima che come involucri. Questa "emergenza sanitaria", se non altro, ha pungolato i professionisti del movimento dalla sensibilità più spiccata a guardare con sempre più attenzione il lato salutogenico del loro lavoro e di come il disastro compiuto con le imponenti limitazioni alla possibilità di condividere benessere tramite l'attività fisica, abbia creato un inquietante baratro vizioso in tal senso.

Chi ha avuto VERAMENTE bisogno dell'allenatore, del trainer, del "chinesiologo" è stato, quindi nell'ultimo anno, abbandonato al proprio destino, dimenticato da una classe medica troppo impegnata e consegnato ad un futuro chemiotattico. 

Se da una parte questa "nuova" necessità al movimento potrebbe (condizionale d'obbligo, perché l'ipermedicalizzazione del nostro paese è un ostacolo imponente a tutto ciò che è 'complementare-alternativo", ad oggi quindi anche l'attività motoria) aprire nuovi spazi operativi, resta il dubbio, importante, se questo tipo di lavoro possa continuare ad essere svolto proficuamente in palestra (parlo della mia) e, soprattutto, possa riuscire (quantomeno nel breve periodo) a coprire i costi che una struttura grande come la nostra produce. Sono più che pronto a questo passaggio di "qualità lavorativa", spostando il tiro da chi ha piacere a chi ha bisogno di muoversi; ho impostato tutto il mio percorso accademico in tal senso, ma quanto sarà declinabile in uno spazio tendenzialmente costituito per fare anche "altro"? Un "altro" che, viste le premesse di questi ultimi 13 mesi, ha un futuro più che traballante (lezioni online, corsi via social, Home Gym d'avanguardia …).

Non so.

Aprirà Stile Libero il 1 giugno? (Con le norme dello scorso anno: niente docce e spogliatoi, prendendo i nominativi, disinfettando l'impossibile, muovendosi con mascherina nei momenti fuori dall'allenamento, contingentando gli ingressi … e solo in zona gialla, ovvio 😉).

Oltre alle personali qui enunciate perplessità, lo sapete meglio di me, in un posto di mare (e in generale un po' ovunque) d'estate si lavora poco e per sopravvivere, adesso, Stile Libero avrebbe bisogno di numeri scomparsi da anni dal mondo fitness. È un tarlo che mi rode.

È probabile (70 %), comunque, che si faccia un tentativo, il desiderio di poter offrire la mia capacità professionale a chi ha bisogno è una notevole motivazione, una spinta "incosciente" e, inoltre, ci sono parametri da valutare che scavalcano le decisioni personali, rendendo la bilancia quanto mai oscillante e le scelte non troppo scontate..

È veramente doloroso scrivere certe cose e, sentirle dentro prima ancora di scriverle, è addirittura peggio.

Ma è inevitabile, la consapevolezza è la chiave per poter provare a vedere chiaramente.

"Dobbiamo lasciare andare la vita che abbiamo programmato, in modo da accettare quello che ci sta aspettando".

(Joseph Campbell)

Epilogo: una sola certezza: non ho idea di come finirà questo mio tormento interiore, ma posso asserire, senza alcun timore di smentita, di aver dato l'anima per Stile Libero in questi quasi 15 anni.

Grazie della pazienza 😅

Al 1 giugno, forse😉

Federico Saccani

Scienze Motorie AMPA

Osteopata DO

Co-Titolare Palestra Stile Libero - Finale Ligure







Le immagini ritraggono Stile Libero e mi appartengono.


martedì 20 aprile 2021

OSTEOPATIA POST COVID-19

>OSTEOPATIA POST COVID-19<

Titolo "acchiappalike"?


Premessa: racconto storie realmente accadute; non mi interessano i post virali, studiati a tavolino, con la grafica accattivante. Mi immagino seduto davanti al fuoco, la Luna sulle spalle a fare da cornice, le parole che disegnano pensieri e ricreano l'atmosfera da me vissuta, rendendola palpabile e, in un certo qual modo, eterna. 

"L'eternità è innamorata delle opere del tempo" (W.Blake).

Quindi no. Niente "acchiappalike" o pubblicità, solo un po' di Osteopatia: non c'è scientificità nei miei racconti, non sono "casi studio", bensì una raccolta di sensazioni, in gran parte palpatorie, dettate da confronto, osservazione e ricerca di consapevolezza.

"Sdraiati comodo sul lettino, sì, a 'pancia in sù' con la testa sul cuscino".

Le mani prendono un contatto invisibile con le sue spalle.

Ho fatto un gran bel lavoro di "pulizia" su me stesso prima che arrivasse il paziente, non servono pregiudizi ad indicarmi un presunto cammino, cerco, invece, la strada rifugiandomi nell'universo del confronto manuale.

"Ascolta il tuo respiro, non modificarlo, non forzarlo, non trattenerlo; renditi solo conto della sua presenza e lentamente, abbandonati ad esso", sussurro mentre cerco la sua neutralità, mentre lo accompagno all'incontro con le sue forze terapeutiche.

Pelvi, diaframma respiratorio, stretto toracico superiore, pavimento buccale, tentorio: approccio molto delicatamente, appena sfiorando, queste cinque zone in successione, quasi solo ascolto e attesa: aspetto in silenzio che il corpo esprima le proprie potenzialità e poi lascio che sia.

Avverto quell'istante di silenzio assoluto che precede la "liberazione" e, quel "tutto fermo" ha un'energia primordiale poderosa che sprigiona con delicatezza disarmante.

Rimango stupito da quanta pace chieda un organismo che per più di un mese è rimasto vincolato nella propria abitazione, non tanto per la gravità della problematica (a suo dire manifesta solo con poca febbre e per pochi giorni), quanto per una lentezza nel ritrovare la "negatività" al tampone. 

Ricerca della negatività. Anche le parole pesano, lasciano segni.

Sorreggo il cranio come se tenessi una bolla d'acqua tra le mani, le dita a sfiorare la giunzione occipito-cervicale e, cercando Quiete all'orizzonte, vado a bilanciare il tutto, fino a percepire il cambiamento, la trasmutazione che avviene attraverso (o attraversando) il mio tocco, dilatando lo spazio e il tempo fino ad azzerare (o espandere completamente, credo sia uguale) le sensazioni. Tutto ora è cambiato, i ritmi vitali accendono riff coinvolgenti e la Salute si manifesta in tutto il suo potere.

"Non so cosa, ma qualcosa è successo", sorride mentre si alza dal lettino.

Ho seguito le richieste del suo corpo, quantomeno quelle che sono riuscito a comprendere ed è emblematico, valutando a posteriori, come sia stata la dinamica dei fluidi ad avere più bisogno.

" Qual è la cosa di cui hanno più bisogno gli esseri umaniI?      Il desiderio sconfinato di essere ascoltati". (Eugenio Borgna, psichiatra)

Fede

🌊🙏🧙🏽‍♂️

Immagine tratta da: https://lamenteemeravigliosa.it/