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giovedì 22 aprile 2021

1° GIUGNO, APERTURA PALESTRE E ALTRE CURIOSE AMENITÀ

 >1° GIUGNO, APERTURA PALESTRE E ALTRE CURIOSE AMENITÀ<

Ovvero: Non è tutto oro ciò che luccica.

Prologo: sono partito con l'idea di scrivere tutt'altro tipo di post. Avrei voluto imbastire un pezzo ironico sulle scempiaggini dell'ultimo anno in tema di apertura/chiusura palestre, ma non funziona sempre tutto come programmato, infatti ne è uscita una sorta confessione personale, piuttosto amara, sul presente e prossimo futuro di Palestra Stile Libero e sulla per nulla imminente possibile apertura.

Se avete qualche minuto da perdere …

PASSATO

9 marzo 2020, data ormai storica: il Lockdown generale chiude l'Italia e, nella fattispecie di questo scritto, Palestra Stile Libero.

17 giugno 2020, riapertura di Palestra Stile Libero, circa 20 giorni in ritardo sulle consegne governative, causa tempi tecnici di fine lavori di poderoso restyling del centro. L'idea era di rendere "sanitariamente" inattaccabile la palestra, eliminando muri e barriere in modo da permettere un vigoroso e continuo ricircolo d'aria, vista anche la presenza delle numerose e ampie finestre, oltre che i soffitti a 4 metri e, inoltre, creare uno spazio "salutogenico" ulteriore, fornendo la struttura di 2 studi professionali (nutrizione e osteopatia) collegati ad essa, ma de facto indipendenti, in modo da costituire un circolo vizioso di benessere "autoalimentato".

25 ottobre 2020. Chiusura delle palestre, compresa Stile Libero, nonostante l'intervento di cui sopra. La cosa mi lascia decisamente perplesso e non poco deluso, sfiduciato, demotivato. Da parte del governo e del citiesse poche spiegazioni, molte chiacchiere fumose, un sacco di scarica barili.

PRESENTE

Oggi, 22 aprile 2021, le palestre sono ancora chiuse, ma con la promessa - come se fosse una sorta di concessione divina, un'elemosina ai postulanti - di riapertura, "rispettando le condizioni dell'anno precedente" bofonchia l'integerrimo ministro (senza)Speranza e in "condizioni di Zona Gialla", rincara puntuale il citiesse, di poter riaprire il 1 giugno 2021.

Solo a me viene da ridere? Un misto tra vero divertimento, isteria e disperazione.

Ah, dimenticavo, in questi 13 mesi abbondanti, Stile Libero snc, la società (io e mio fratello) dei titolari della palestra, ha percepito veramente pochissimi spiccioli al confronto della voragine economica creatasi grazie alle reiterate, violente e ingiustificate chiusure.

Quindi il 1 giugno diventa una sorta di traguardo da attendere con trepidazione?

Credo sia immediato, ingenuamente, pensare che per me possa essere così. Lo comprendo, non essendo parte del "gioco" può essere difficile definirne le regole e, questo, sta diventando, ahimè, un gioco al massacro, un gioco difficilmente sostenibile.

FUTURO

No, non aspetto trepidante e colmo di rinnovata energia il 1 giugno. No, perché le preoccupazioni sono molto più numerose delle sicurezze, perché il settore, già agonizzante di per sé, ora rantola morente, perché la professione è svalutata, umiliata sugli altari del coni e mortificata a livello governativo dove, in un anno, non sono stati in grado di comprenderne l'importanza anche e soprattutto in questo frangente. No, non bramo il 1 giugno perché i sogni che quasi quindici anni fa mi hanno fatto iniziare questa avventura, sono riuscito a realizzarli, combattendo tutti i giorni, con sacrifici importanti a livello familiare e personale, tanta abnegazione e una continua voglia di mettermi in gioco, una splendida (per molti versi) avventura, ne convengo, ma non credo di possedere più le forze e probabilmente neppure la volontà di affrontare i mulini a vento e, nell'intimo, credo possa diventare una sorta di sfregio al mio amor proprio.

In questo momento, senza sostegni economici seri, diventa impossibile immaginare un piano di ripartenza professionale e motivato, che comprenda la possibilità di investire nell'azienda e ricavarne utili, crescita personale e condivisione di intenti con l'utenza, un piano rappresentativo di ciò che il progetto Stile Libero è sempre stato.

Sarebbe stupido e da stupidi non mettere tutto ciò sul piatto della bilancia. Ma c'è anche altro.

Se sposto lo sguardo dal lato economico/amministrativo a quello prettamente lavorativo credo che chiunque abbia a cuore questa professione e sia capace di spostare lo sguardo da quei quattro esercizi modaioli ad un panorama motorio un pochino più vasto, sia in grado di scorgere il cambiamento epocale alle porte e la fine del concetto di palestra finora conosciuto. I professionisti dell'attività motoria dovranno sempre più proporsi come professionisti della Salute (non per forza sanitari), come conduttori di un viaggio verso il miglioramento come persone, prima che come involucri. Questa "emergenza sanitaria", se non altro, ha pungolato i professionisti del movimento dalla sensibilità più spiccata a guardare con sempre più attenzione il lato salutogenico del loro lavoro e di come il disastro compiuto con le imponenti limitazioni alla possibilità di condividere benessere tramite l'attività fisica, abbia creato un inquietante baratro vizioso in tal senso.

Chi ha avuto VERAMENTE bisogno dell'allenatore, del trainer, del "chinesiologo" è stato, quindi nell'ultimo anno, abbandonato al proprio destino, dimenticato da una classe medica troppo impegnata e consegnato ad un futuro chemiotattico. 

Se da una parte questa "nuova" necessità al movimento potrebbe (condizionale d'obbligo, perché l'ipermedicalizzazione del nostro paese è un ostacolo imponente a tutto ciò che è 'complementare-alternativo", ad oggi quindi anche l'attività motoria) aprire nuovi spazi operativi, resta il dubbio, importante, se questo tipo di lavoro possa continuare ad essere svolto proficuamente in palestra (parlo della mia) e, soprattutto, possa riuscire (quantomeno nel breve periodo) a coprire i costi che una struttura grande come la nostra produce. Sono più che pronto a questo passaggio di "qualità lavorativa", spostando il tiro da chi ha piacere a chi ha bisogno di muoversi; ho impostato tutto il mio percorso accademico in tal senso, ma quanto sarà declinabile in uno spazio tendenzialmente costituito per fare anche "altro"? Un "altro" che, viste le premesse di questi ultimi 13 mesi, ha un futuro più che traballante (lezioni online, corsi via social, Home Gym d'avanguardia …).

Non so.

Aprirà Stile Libero il 1 giugno? (Con le norme dello scorso anno: niente docce e spogliatoi, prendendo i nominativi, disinfettando l'impossibile, muovendosi con mascherina nei momenti fuori dall'allenamento, contingentando gli ingressi … e solo in zona gialla, ovvio 😉).

Oltre alle personali qui enunciate perplessità, lo sapete meglio di me, in un posto di mare (e in generale un po' ovunque) d'estate si lavora poco e per sopravvivere, adesso, Stile Libero avrebbe bisogno di numeri scomparsi da anni dal mondo fitness. È un tarlo che mi rode.

È probabile (70 %), comunque, che si faccia un tentativo, il desiderio di poter offrire la mia capacità professionale a chi ha bisogno è una notevole motivazione, una spinta "incosciente" e, inoltre, ci sono parametri da valutare che scavalcano le decisioni personali, rendendo la bilancia quanto mai oscillante e le scelte non troppo scontate..

È veramente doloroso scrivere certe cose e, sentirle dentro prima ancora di scriverle, è addirittura peggio.

Ma è inevitabile, la consapevolezza è la chiave per poter provare a vedere chiaramente.

"Dobbiamo lasciare andare la vita che abbiamo programmato, in modo da accettare quello che ci sta aspettando".

(Joseph Campbell)

Epilogo: una sola certezza: non ho idea di come finirà questo mio tormento interiore, ma posso asserire, senza alcun timore di smentita, di aver dato l'anima per Stile Libero in questi quasi 15 anni.

Grazie della pazienza 😅

Al 1 giugno, forse😉

Federico Saccani

Scienze Motorie AMPA

Osteopata DO

Co-Titolare Palestra Stile Libero - Finale Ligure







Le immagini ritraggono Stile Libero e mi appartengono.


martedì 20 aprile 2021

OSTEOPATIA POST COVID-19

>OSTEOPATIA POST COVID-19<

Titolo "acchiappalike"?


Premessa: racconto storie realmente accadute; non mi interessano i post virali, studiati a tavolino, con la grafica accattivante. Mi immagino seduto davanti al fuoco, la Luna sulle spalle a fare da cornice, le parole che disegnano pensieri e ricreano l'atmosfera da me vissuta, rendendola palpabile e, in un certo qual modo, eterna. 

"L'eternità è innamorata delle opere del tempo" (W.Blake).

Quindi no. Niente "acchiappalike" o pubblicità, solo un po' di Osteopatia: non c'è scientificità nei miei racconti, non sono "casi studio", bensì una raccolta di sensazioni, in gran parte palpatorie, dettate da confronto, osservazione e ricerca di consapevolezza.

"Sdraiati comodo sul lettino, sì, a 'pancia in sù' con la testa sul cuscino".

Le mani prendono un contatto invisibile con le sue spalle.

Ho fatto un gran bel lavoro di "pulizia" su me stesso prima che arrivasse il paziente, non servono pregiudizi ad indicarmi un presunto cammino, cerco, invece, la strada rifugiandomi nell'universo del confronto manuale.

"Ascolta il tuo respiro, non modificarlo, non forzarlo, non trattenerlo; renditi solo conto della sua presenza e lentamente, abbandonati ad esso", sussurro mentre cerco la sua neutralità, mentre lo accompagno all'incontro con le sue forze terapeutiche.

Pelvi, diaframma respiratorio, stretto toracico superiore, pavimento buccale, tentorio: approccio molto delicatamente, appena sfiorando, queste cinque zone in successione, quasi solo ascolto e attesa: aspetto in silenzio che il corpo esprima le proprie potenzialità e poi lascio che sia.

Avverto quell'istante di silenzio assoluto che precede la "liberazione" e, quel "tutto fermo" ha un'energia primordiale poderosa che sprigiona con delicatezza disarmante.

Rimango stupito da quanta pace chieda un organismo che per più di un mese è rimasto vincolato nella propria abitazione, non tanto per la gravità della problematica (a suo dire manifesta solo con poca febbre e per pochi giorni), quanto per una lentezza nel ritrovare la "negatività" al tampone. 

Ricerca della negatività. Anche le parole pesano, lasciano segni.

Sorreggo il cranio come se tenessi una bolla d'acqua tra le mani, le dita a sfiorare la giunzione occipito-cervicale e, cercando Quiete all'orizzonte, vado a bilanciare il tutto, fino a percepire il cambiamento, la trasmutazione che avviene attraverso (o attraversando) il mio tocco, dilatando lo spazio e il tempo fino ad azzerare (o espandere completamente, credo sia uguale) le sensazioni. Tutto ora è cambiato, i ritmi vitali accendono riff coinvolgenti e la Salute si manifesta in tutto il suo potere.

"Non so cosa, ma qualcosa è successo", sorride mentre si alza dal lettino.

Ho seguito le richieste del suo corpo, quantomeno quelle che sono riuscito a comprendere ed è emblematico, valutando a posteriori, come sia stata la dinamica dei fluidi ad avere più bisogno.

" Qual è la cosa di cui hanno più bisogno gli esseri umaniI?      Il desiderio sconfinato di essere ascoltati". (Eugenio Borgna, psichiatra)

Fede

🌊🙏🧙🏽‍♂️

Immagine tratta da: https://lamenteemeravigliosa.it/

giovedì 8 aprile 2021

SEDUTO SUL FONDO DEL MARE

 >SEDUTO SUL FONDO DEL MARE<

"Per poter ascoltare ci deve essere calma dentro di noi, un'attenzione distesa e non deve esserci il minimo sforzo tendente ad acquisire qualcosa" (J.Krishnamurti)


C'è un attimo, proprio un istante prima della percezione, dove tutto si ferma. È il punto dove, immergendoti, tocchi il fondo del mare e, in quiete, inizi a sentire la corrente.

Da quel momento la Marea dirige le danze e diventi veramente consapevole della Respirazione Primaria, del "Breath of Life"; il processo innescato diventa azione terapeutica mentre al terapeuta spetta il delicato ruolo di sostenere, con un'osservazione presente, ciò che sta accadendo. Permettere alle forze della Salute, presenti sempre in ognuno di noi, di esprimersi liberamente è un poderoso passo verso una esperienza di trattamento veramente completa, finalmente profonda, globale, unica.

"Di fatto, un guaritore non è veramente un guaritore, perché non c'è niente che lui faccia.

La guarigione accade attraverso di lui, lui deve solo annullarsi. Essere un guaritore significa proprio non essere" (Osho).

In un momento di particolare affanno sanitario, l'umile offerta Osteopatica di ritrovare la capacità di connettersi con la Salute si evidenzia in maniera ancora più luminosa come sostegno e servizio alla comunità, aprendosi al tutto che ci circonda e che è parte di noi.

Fede

"Il 'Wholeness' può essere apprezzato direttamente quando la mente è quieta e neutra, allora la realtà può imprimersi su di noi". (J.Jealous).

Immagine tratta da:

https://bari.repubblica.it