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mercoledì 31 marzo 2021

COMUNQUE VADA, SARÀ UN SUCCESSO


>COMUNQUE VADA, SARÀ UN SUCCESSO<

Inizio con una premessa. 

_ Apprezzo sinceramente tutti i "Tieni Duro" e i "Non Mollare" che, in questo periodo, arrivano copiosi. È un bellissimo modo per mostrare affetto, stima o anche solo un pensiero; l'Universo recepisce e, seguendo le proprie misteriose vie, restituisce. Da parte mia tanta gratitudine sicuramente. Grazie _

"Lascia andare o sarai trascinato". (Detto zen).

Ho, volontariamente, un po' per necessità e, probabilmente, un po' con un malsano piacere, donato 25 anni della mia vita alla diffusione e sviluppo dell'attività motoria, sia come dipendente sia, da 14 anni a questa parte come "imprenditore" che è un modo figo per dire "dipendente di se stesso", quindi forse peggio. Quest'ultima porzione di vita lavorativa l'ho condivisa (la sto ad oggi condividendo) in società con mio fratello.

Senza troppi preamboli, mi sono fatto il culo; beninteso: non stendevo l'asfalto in autostrada e neppure spaccavo le pietre, ma per circa 70 ore alla settimana, tutte le settimane, sono stato al servizio dei più o meno legittimi "capricci motori" di centinaia di persone, a volte banali, a volte estremamente responsabilizzanti, a volte anche tristemente coinvolgenti.

Una grande esperienza, segnante dal punto di vista professionale, ma pesante dal punto di vista familiare, famiglia alla quale sento di aver rubato una buona parte di me, del tempo che potevo dedicare, delle emozioni che potevo donare. Ho, per anni, forse privato chi mi sta vicino della parte migliore di me.

Questo è un tarlo che mi porto dentro e con il quale mi confronto quotidianamente, da un lato corrode, dall'altro mostra le cose più chiaramente.

Torniamo alla palestra. In tutti questi anni, pur entrando in confidenza con moltissime persone, non ho mai sentito, se non raramente, un "Tieni duro" o un "Non Mollare" quando potevo averne effettivamente bisogno, quando la fatica mordeva le gambe e spezzava i pensieri, quando mi destreggiavo tra i weekend di studio osteopatico e le giornate in palestra, quando cercavo di costruire un futuro per la mia attività senza tralasciare le ambizioni personali. Nulla di male, ovviamente, è nell'ordine naturale delle cose attribuire importanza ad un determinato fattore quando questo crea una sorta di "disturbo" anche alla propria esistenza o genera empatia in caso di vicissitudini simili o una particolare forma di compassione, nel senso di sofferenza condivisa: in questo momento la chiusura forzata delle palestre scatena sentimenti di questo tipo e, fortunatamente, esistono animi sensibili che li percepisco, scostando un pochino il velo dalla penombra che pare ottundere l'umanità.

Una volta avrei perso più tempo ragionando su queste cose, facendomi probabilmente "del male"; ma sono cambiato, c'è più pace in me ora.

Non è però questo il punto centrale del discorso, ma è una buona partenza: si aspetta con trepidazione la riapertura delle palestre (e delle altre attività che, come le palestre sono state vittime sacrificali, ma non essendo parte di una sfera da me conosciuta, eviterò, ovviamente, di parlarne), anzi, in generale si parla di riapertura dello sport - Draghi riapri lo sport - e baggianate simili compaiono su profili social, come slogan gioiosi appesi ai balconi (tipo "andrà tutto bene") e via discorrendo.

_ La moto si muove agile lungo strade conosciute, potrebbe andare da sola e lasciarmi abbeverare all'aria fresca e alla luce del sole che massaggiano il mio volto; lascio il palazzetto dello sport alla mia sinistra, ma lo sguardo mi cade sui ragazzi col borsone e mascherina che stanno entrando … direi pallavolo dalla statura dei giovani.

Scuoto il capo in maniera del tutto automatica, come per riprendermi da un colpo e proseguo scoppiettante.

La carreggiata si stringe e costringe ad acrobazie per sorpassare; non fa più per me, preferisco rallentare e godermi il viaggio. Il campo da calcio è "al completo", i grandi nel campo grande, i piccoli in quello piccolo; vista dalla strada la scena descrive macchie colorate che si intrecciano in una danza caleidoscopica, disegnando spire ipnotiche, ha un suo fascino.

L'imbrunire mi avvicina alla meta e il parcheggio di Palestra Stile Libero al tramonto è un bel pugno allo stomaco se guardato con gli occhi dell'abitudine, ma è uno sguardo che non possiedo più e interpreto la desolazione che mi circonda scendendo dalla moto più come un segno che come una oppressione.

La palestra è ovviamente vuota, non c'è gente, non c'è energia, non c'è vita; se non è un messaggio questo._

Ah, dunque una fetta dello sport lavora … lo sappiamo, sia nel nostro piccolo, a Finale Ligure, ci sono numerose associazioni sportive che continuano ad operare e io ne sono contento, perché ce n'è bisogno, ma anche ragionando in maniera più globale, a livello nazionale, una buona parte dello sport, grazie a "interpretazioni più o meno fantasiose" del concetto di agonismo, sta operando. Ed è bellissimo, ma genera delle domande:

Che infanzia terribile ha avuto il partoriente un'idea dove lo sport agonistico abbia una significatività maggiore rispetto all'attività motoria eseguita a scopo salute o per svago (e quindi salute)?

Cosa può aver promesso il coni🚽 per fare si che gli enti di promozione sportiva ad esso affiliati (in genere detassati) possano con qualche "fantasiosa interpretazione" lavorare mentre le strutture commerciali "palestre" (ipertassate) invece no?

È chiaro il concetto che se non si viene risarciti economicamente per le attività commerciali "palestre" è un suicidio aprire?

Credo sinceramente che si possa trovare sempre un raggio di luce al quale appigliarsi per ripartire e/o reinventarsi, credo anche fortemente, però, nell'importanza di leggere con attenzione ciò che l'Universo sta proponendo".

"[...] perseverare autem diabolicum"

Comunque vada, sarà un successo.

Fede